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Gruppo di Lavoro Traduzioni

Molti si sono resi disponibili a collaborare con la comunità Zeitgeist Italia. È un segnale molto positivo, significa che ci sono tante persone che hanno voglia di cambiare la società in meglio. Il primo passo è quello di coinvolgere il maggior numero di persone possibili e fornire loro materiale tradotto in italiano con cui possano informarsi e approfondire gli argomenti del Venus Project. In questo post verrà spiegato quali traduzioni servono e come fare per dare una mano.

Link al documento su google docs

Scarsità creata artificialmente

Probabilmente l'aspetto più inefficiente e distruttivo di una economia dominatrice e della politica è che esse producono artificialmente la scarsità. ~ Riane Eisler



Tratto da: “The Real Wealth of Nations: Creating a Caring Economics” (“La vera ricchezza delle nazioni: creazione di una economia dell’assistenza”) di Riane Eisler

Chiunque può imparare ad essere più inventivo


Traduzione di Nimbvs, Maria Pia, Enzo Truppa e Vincenzo Barbato
Fonte
Ci sarà sempre una parte selvaggia e imprevedibile nella creatività e nell'invenzione, dice Anthony McCaffrey, un ricercatore di psicologia cognitiva presso l'Università del Massachusetts Amherst, perché un "momento Eureka" è raro e raggiungerlo significa superare formidabili ostacoli mentali. Ma dopo aver studiato le normali tappe in un percorso di problem-solving, ha sviluppato un kit di strumenti per migliorare le abilità di chiunque.

McCaffrey crede che la sua Ipotesi sulle Caratteristiche Nascoste (ICN) ha portato al primo approccio sistematico, step by step, per elaborare innovative tecniche di miglioramento per superare una serie di ostacoli cognitivi all'invenzione. I suoi risultati appaiono ora in un numero di Psychological Science, presto disponibile in internet. McCaffrey, un ricercatore post-dottorato del Centro per l'e-Design presso la University of Massachusetts Amherst (UMass) e Virginia Tech, ha recentemente vinto una borsa biennale di 170.000 dollari assegnata dalla National Science Foundation per trasformare la sua tecnica in un software con una interfaccia grafica semplice ed intuitiva. Gli utenti iniziali saranno probabilmente ingegneri.

Scienziati sostengono di aver progettato un computer che non va mai in crash

Fonte

Traduzione di Maria Pia e Vincenzo Barbato
Un computer che va in crash è nel migliore dei casi fastidioso e nel peggiore dei casi una catastrofe. Ma ora un team di scienziati ha sviluppato un nuovo tipo di computer che non va mai in crash, e fa affidamento sul caos e la casualità per avere successo nell’impresa.

Il New Scientist riporta che il nuovo computer “sistemico”, progettato e costruito alla University College London, è sostanzialmente differente dai computer che usiamo abitualmente. I computer di oggi macinano liste: estrapolano operazioni dalla memoria, lavorano su di esse, e poi immagazinano i risultati di nuovo nella memoria, prima di passare all’operazione successiva. Un nucleo informatico non è mai realmente multitasking, lo sembra solo.
Il nuovo computer, invece, collega i dati alle istruzioni relative a ciò che si deve fare con essi, e divide i diversi risultati in sistemi separati. Il New Scientist spiega:

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invece di usare un programma di calcolo, i sistemi sono eseguiti in momenti definiti mediante un generatore di numeri pseudocasuali, progettato per imitare la casualità della natura. I sistemi eseguono le loro istruzioni contemporaneamente, senza che un sistema abbia la precedenza sugli altri....
Essenzialmente, il computer sistemico contiene copie multiple delle sue istruzioni distribuite attraverso i suoi molti sistemi, così se un sistema si guasta, il computer può accedere ad un’altra copia intatta per riparare il suo stesso codice. E diversamente dai sistemi operativi convenzionali che vanno in crash quando non possono accedere ad un pezzo di memoria, il computer sistemico procede senza interruzioni, perché ogni singolo sistema è dotato di una propria memoria>>.

Il risultato? Un computer che non si guasta mai perché ripara i dati corrotti “al volo”. Ma non aspettatevelo sulle vostre scrivanie troppo presto.

Non siamo il 99%, ma il 100%



Fonte 
Traduzione di Andrea Taeggi, Daniel Iversen e Vincenzo Barbato

È diventata un’opinione corrente che siamo noi, il 99%, contro di loro, l’1% e nonostante all’apparenza sembrerebbe proprio sia così, se ci sforziamo ad osservare la situazione più da vicino, diventa evidente che non lo è.
Ora, è chiaro che c'è un accordo del sistema bancario internazionale atto a controllare il nostro sistema politico, grandi società su scala globale che corrompono l’arena politica manovrando i nostri cosiddetti rappresentanti eletti, trattandoci come poco più che bestiame con lavori insoddisfacenti e poco remunerativi, vendendoci spazzatura creata per rompersi nel breve termine, con poco o nessun interesse per noi o per il nostro ambiente. Il cosiddetto 1% ha come unico scopo il profitto, il potere e il controllo. Non ho niente da ridire al riguardo.
Ciononostante, vorrei suggerire che coloro etichettati come l’1% sono in realtà parte del 100% e manifestano comportamenti che il nostro modello sociale ha rinforzato in maniera molto efficace e ricompensato lungo tutta la loro vita.
Se si picchia un cane, l’ambiente violento insegna al cane a compiere per primo abusi e noi esseri umani non siamo diversi, pensateci. Siamo stati cresciuti ed educati a competere tra di noi, a prendere i voti migliori a scuola, così da essere premiati con borse di studio e lavori ben pagati. Colui che riesce meglio a rigurgitare quelle schifezze anestetizza-menti che ci vengono insegnate durante la nostra adolescenza prende i voti più alti, prende una borsa di studio per entrare nelle scuole più prestigiose e finisce per avere lavori altamente remunerati. Non che ci siano poi così tanti lavori disponibili, a prescindere da quelli meglio pagati, al giorno d’oggi. 

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