Spiritualità
Sembra che la parola spiritualità abbia un significato differente per ognuno di noi. Una definizione standard sarebbe: “Una sensazione di significato e scopo; una sensazione di sé e di una relazione con qualcosa che è più grande di sé”.
Attualmente, le religioni e i misticismi sembrano avere il monopolio della spiritualità dell’uomo. Le religioni teiste guardano spesso alla “relazione con dio” o con il creatore divino come una relazione spirituale, mentre i mistici trovano spesso una relazione con una forza o potenza sovrannaturale. Il fattore comune è che praticamente universalmente la spiritualità ha qualcosa a che vedere con una relazione ad un certo livello. Nella maggior parte dei casi, essa viene associata con una persona, un luogo o un significato speciale nella vita... qualunque esso sia.
Il progresso sociale ha formato nel tempo un percorso per riconoscere dei cambiamenti in queste percezioni, che sono molto soggettive. Oggi, nell’era moderna, abbiamo la possibilità di guardare indietro nel lontano passato e esaminare quello che i nostri antenati consideravano come “reale” e compararlo con le nostre conoscenze moderne. Molte pratiche spirituali che sono esistite nel passato,, non esistono più grazie alle conoscenze che abbiamo raggiunto riguardo ai fenomeni naturali. Per esempio, le religioni primordiali sacrificavano animali per determinati scopi... questo avviene raramente al giorno d’oggi, in quanto si è capito che sacrificare un animale non ha nessuna influenza sull’effetto desiderato. Allo stesso modo, nessuno fa più delle danze della pioggia per influenzare il tempo... Oggi siamo in grado di capire come il tempo sia determinato e le danze rituali non hanno certamente modo di influenzarlo.
Allo stesso modo, si è dimostrato statisticamente che l’idea di pregare un dio per una particolare richiesta non ha nessun effetto sul risultato, senza menzionare che nessuna teoria scientifica prevede l’idea di un creatore personificato. Al contrario, esso è derivato da antiche tradizioni letterarie, che non sono altro che frutto di speculazioni, spesso tradotte erroneamente.
Le religioni odierne in generale sembrano essere fondate in molti modi su un equivoco percettivo che riguarda i processi vitali. Per esempio, presentano una visione del mondo che spesso pone l’uomo su un livello più alto degli altri elementi della natura. Questo “ego spirituale” ha portato a drammatici conflitti per generazioni, non solo entro esseri umani, ma anche e inavvertitamente tra noi e la natura.
Comunque, il tempo ha mostrato che l’uomo è completamente soggetto alle stesse leggi e forze della natura, come qualsiasi altro elemento naturale. Inoltre, abbiamo imparato che siamo costituiti dalla stessa struttura atomica degli alberi, degli uccelli e di tutte le altre forme di vita. Abbiamo capito che non possiamo vivere senza gli elementi naturali, che abbiamo bisogno di aria pulita da respirare, cibo da mangiare, energia dal sole, ecc. Quando ci rendiamo conto di questa relazione simbiotica della vita, iniziamo a capire che tra tutte le “relazioni”, quella con la natura è di gran lunga la più profonda ed importante. Il mezzo che ci aiuta ad esprimerci è la Scienza, poiché il metodo scientifico ci ha permesso di vedere all’interno di questi processi naturali, affinché noi possiamo capire meglio in che modo noi facciamo parte del sistema naturale nella sua complessità.
Questo potrebbe essere definito come un “risveglio spirituale”.
La verità, che è stata dimostrata dalla scienza, è che noi esseri umani non differiamo in alcun modo dalle altre forme di vita, mentre la nostra integrità è salva solo quando quella della natura è salva, poiché noi facciamo parte della natura. Questo fatto presenta una visione “spirituale” del mondo completamente differente, poiché pone al suo centro le interdipendenze e connessioni che caratterizzano la vita.
Queste interconnessioni sono innegabili nel senso più semplice possibile, ma questa “relazione” eterna di totale inter-connettività non è ancora compresa completamente dalla società moderna. Per questo la nostra condotta e la nostra percezione del mondo non sono più in linea con la natura stessa... e per questo distruttive.
La natura stessa è il nostro maestro e le nostre istituzioni sociali e le nostre filosofie dovrebbero essere derivate da questa comprensione fondamentale e “spirituale”.
Quanto più velocemente questo risveglio spirituale si diffonderà, tanto più sana, pacifica e produttiva sarà la nostra società.
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se usi skype posso darti tutti i suoi lavori ma in inglese , sorry:
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e impariamola sta benedetta lingua universale no?
oppure dovrei cercare e se trovo qualche film in ITA te lo faccio sapere.
Grazie Stefan, hai ragione :D
Il problema è che se lo ascolto in inglese, sebbene il suo sia abbastanza semplice, mentre parla dovrei fare il doppio lavoro di traduzione e comprensione, ma vuoi mettere la comodità di leggerlo/ascoltarlo in italiano?
Già qui stiamo cercando di rivoluzionare il mondo, se poi devo rimettermi a studiare l'inglese... :D
Grazie, a presto.
(Sembra che la burrasca su FB si sia chetata...)
La competizione è sicuramente deleteria in un contesto come quello di oggi in cui le risorse e le tecnologie sono più che sufficienti per permettere una vita soddisfacente a tutta l’umanità, ma non appartengono a tutti. Non a caso il Venus Project si basa sulla cooperazione (volontaria) e sulla proprietà comune delle risorse naturali e artificiali del pianeta.
Sono perfettamente d'accordo con te, quello che intendevo io era quella competizione che permette alle parti evolvere di superare sé stesse... mi ricordo che quando ero piccolo, penso sia un'esperienza comune, facevo la gara con mio fratello per chi correva più veloce. Era una competizione, ma non era per niente negativa, faceva in modo che corressi come non avrei mai fatto da solo... mi faceva andare oltre me stesso. Non so se mi spiego, ma per competizione 'buona' intendo questa. Forse in effetti il termine più appropriato è 'confronto', anche se credo che in fondo la spinta che riceviamo sia dello stesso tipo, sta alla nostra intelligenza dirigerla nella direzione giusta :)
Come a dire posso competere con qualcuno per avere più soldi, più successo più fama, ecc. ed il fatto di vincere ed ottenere sempre di più è come una droga; in realtà credo che si possa dire pure che noi come movimento stiamo competendo con il sistema precostituito, ed inoltre come persone competiamo con chi la pensa diversamente da noi. E questo secondo me è buono, l'importante è fare in modo che questa competizione sia un motivo di crescita, non mirare alla distruzione, ma all'evoluzione.
Ok ok, d'ora in poi dirò "confronto", cambia solo la parola :D
Su Krishnamurti che dire… con tutto lo scibile filosofico e scientifico che abbiamo in occidente non capisco perché ancora accanirsi con questi guru… meteore apolidi pur sempre arrivate dal lontano oriente…
Caro Meccanosfera, ti rispondo:
Succede spesso che in ambienti diversi si sviluppino idee diverse, la 'cultura' occidentale si è sviluppata dai greci, poi i romani, poi i cristiani, ecc. ecc.
Invece il percorso culturale in asia è stato molto diverso, non sono espetto di storia asiatica, ma c'è da dire che il pensiero induista, buddista, taoista sono per l'europeo medio abbastanza estranei perché si sono evoluti indipendentemente, pur se con varie influenze reciproche.
Il fascino dell'Oriente deriva proprio dall'arricchimento di nuove idee e filosofie, che permettono alla nostra consapevolezza di evolvere.
Come a dire che uno zoologo italiano può stare tutta la vita a studiare gli animali italiani, ma può anche andare in madagascar e vedere cosa è successo in quel filone evolutivo, vedere cosa c'è di simile in Italia, cosa c'è di diverso, interrogarsi sui perché ed i percome, insomma imparare.
Non è un caso se Darwin ha sviluppato la teoria dell'evoluzione nel suo viaggio alle Galapagos, là ha trovato le condizioni giuste per schiarirsi le idee riguardo ai suoi interrogativi... poteva anche restare in Inghilterra ma secondo me è possibile che la sua opera massima sarebbe stato un "trattato sul fringuello della cornovaglia", piuttosto che L'Origine delle Specie...
Lo stesso vale per le filosofie... la diversità è una ricchezza inestimabile, ricordatene! :D
Effettivamente il tipo di competizione che stimola a migliorare continuamente se stessi contribuendo maggiormente al bene comune è una cosa positiva. :)
È possibile fare esperienza della “diversità” solo quando si hanno ben chiari i presupposti e i contesti della propria provenienza.
Se intendi "fare un'analisi critica" della diversità, sono d'accordo, per viverla, basta approcciarvisi con mente e cuore aperti... non credo sia necessaria questa gran conoscenza a priori. Anzi, ho il sospetto che se uno è troppo attaccato alla sua "identità" rischia di perdersi tutto il buono che c'è nell'altro.
Non si voleva sminuire il valore delle visioni orientali ma ridimensionarne provocatoriamente il consenso rispetto alle nostre tradizioni di pensiero che essendo a portata di mano spesso sfuggono all’attenzione.
Io credo che le tradizioni che intendi siano, volenti o nolenti, parte di noi; si dice che la scienza derivi il suo approccio analitico dal pensiero greco, il nostro sistema giuridico è fondato sul diritto romano, lo stesso insegnamento cattolico è stato influenzato, nel suo evolversi, sia dal pensiero greco che da quello romano, per cui le nostre categorie mentali sono più o meno quelle.
Forse è per questa familiarità implicita che risulta meno 'interessante', meno stimolate rispetto ad altre forme di pensiero più esotiche. Sinceramente, non ho questa gran cultura della tradizione classica, ho letto un po' di Platone e poco più, ma se secondo te ci possono insegnare qualcosa che alla nostra società manca, ti chiedo di indicarmi un libro per cultura personale :)
In particolar modo dagli anni 60/70 numerosi occidentali affascinati dalla “diversità” e dall’esotismo delle forme religiose orientali, ci si sono buttati avidamente come prostitute annoiate della solita minestra passando spesso dalla padella delle religioni teistiche alla brace dei politeismi asiatici e delle loro forme di saggezza arcaiche.
Quelli che non l'hanno fatto hanno portato avanti il sistema che ora stiamo cercando di abbattere...
Il rischio che intendi è reale, ma credo che la maggior parte di noi abbia sviluppato gli anticorpi culturali per evitare che risucceda.
Si possono leggere tutti i testi sacri classici e quelli dei mistici e guru satelliti della saggezza orientale… ma da profani serve a ben poco se non si vive nel contesto storico in cui sono nate. È già difficile capire il senso dell’ episteme greca per noi che ne viviamo gli ultimi sconcertanti sviluppi tecnologici, figuriamoci capire la spiritualità orientale che come i nostri monoteismi richiede purtroppo un abbandono metafisico incondizionato. Le teologie orientali, non meno delle nostre, hanno tritato carne umana per secoli con le loro mitologie, reincarnazioni, trasmigrazioni, assurdi precetti dogmatici ecc ecc… con il fine ultimo sempre di controllare, massificare, sedare, schiacciare i popoli e le loro potenzialità più autentiche, le loro necessità più naturali.
Se uno è veramente interessato non basta che legga, deve anche praticare... Ora che mi ci fai pensare, i primi approcci alle filosofie orientali li ho avuti tramite scrittori occidentali, la prefazione di C.G. Jung a I Ching, lo Zen ed il tiro con l'arco, Il Tao della fisica, sono come dei ponti che ci permettono di avvicinarsi ad esse senza finire in un ambiente mentale totalmente sconosciuto di significati e metafore... te li consiglio :)
Che la conoscenza venga usata male succede sempre, dipende da chi la usa, anche la scienza ha creato la bomba atomica, i gas nervini, il napalm, che hanno portato sofferenze inaudite sul nostro pianeta, eppure noi siamo ancora qui a seguirla e portarla avanti. L'idea che cerco di portare avanti è che le conoscenze metafisiche delle religioni sono un tesoro, altrettanto importate delle conoscenze scientifiche, ma che non si può apprezzare se non si prova empiricamente. A sostegno di questa tesi cito Einstein
La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca
e Bahaullah:
La religione e la scienza sono due ali con le quali l'intelligenza dell'uomo può librarsi alle altezze fino alle quali l'anima umana può progredire.
Non è possibile volare con una ala sola! Se l'uomo dovesse tentare il volo con la sola ala della religione egli cadrebbe repentinamente nel pantano della superstizione, mentre d'altro canto se tentasse solo con l'ala della scienza non capirebbe alcun progresso e cadrebbe nella sconsolante
melma del materialismo.
D'altro canto come fai a conoscere quali sono le tue potenzialità più autentiche?
non vado avanti a rispondere a tutto sennò intaso la posta :)
Solo le cose più importanti.
Dalla spiritualità orientale questa scienza non sarebbe mai nata.
Si, noi abbiamo fatto delle scelte, le tradizioni orientali altre, ma non per forza le nostre sono perfette, ci sono più alberi della conoscenza da esplorare, e se ti accontenti di rimanere nel tuo (quello in cui sei finito per caso, secondo il materialista) va bene, è una scelta abbastanza comune.
“La natura stessa è il nostro maestro” si dice qui sopra nel paragafo SPIRITUALITÀ che ti invito a rileggere attentamente. : )
L'ortodossia non è mai stata il mio forte :D
Cmq non ti sei chiesto perché ci sono vari spezzoni dei discorsi di J.Krishammurti nei video?
Grazie.
A sostegno di questa tesi cito Einstein
La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca
Mi sembra strano che Einstein abbia detto una cosa del genere. Conosci la fonte?
Io penso che scienza e religione siano assolutamente incompatibili.
Ecco la frase completa:
Non riesco a concepire un vero scienziato senza una fede profonda. La situazione può esprimersi con un'immagine: la scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca.
http://it.wikiquote.org/wiki/Albert_Einstein
se fai una ricerca in questo documento con religione/i ne trovi altre...
Se vuoi ti cito anche Isaac Newton:
... indaga le Scritture da te stesso, e questo con la frequente lettura e la costante meditazione su ciò che leggi, e con la fervida preghiera a Dio d'illuminare la tua intelligenza se desideri trovare la verità
E Galilei:
...procedendo di pari dal Verbo divino la Scrittura Sacra e la natura, quella come dettatura dello Spirito Santo, e questa come osservantissima esecutrice de gli ordini di Dio...
Non dico che queste affermazioni dovrebbero essere accettate come atti di fede, ma dovrebbero far venire un legittimo dubbio :)
Quello che intendevo era:
religione disinteressata-> bene
scienza disinteressata -> bene
religione interessata (al potere, alla fama)->male
scienza interessata (sempre al potere) -> male
umiltà nei confronti di ciò che forse non capiamo -> bene
analisi critica -> bene
Queste due spesso sono in contraddizione, maturità è saper vivere al confine tra una e l'altra
Spero di essere stato chiaro
La frase di Einstein decontestualizzata non ha alcun senso.
Se se legge il testo per intero (Albert Einstein, Scienza e Religione 1941) si può capire meglio il discorso che sta facendo: egli è molto critico della religione, in particolare della religione antropomorfa vista .
http://www.disf.org/Documentazione/78.asp
La concezione religiosa di Einstein è molto vicina a quella di Spinoza, ovvero di un Deus sive natura, che non ha nulla a che vedere con il concetto di religione a cui siamo abituati noi.
Vi cito anche una interessante pubblicazione del 2007 su questo argmento: "Einstein, Spinoza, and God"
http://www.springerlink.com/content/l30031313v346uh1/
Dunque... dopo l'intervento chiarificatore di Avalon, (che ringrazio ancora una volta) andiamo avanti... :)
“un legittimo dubbio” su cosa?
La frase che avevo messo in discussione era questa:
Su Krishnamurti che dire… con tutto lo scibile filosofico e scientifico che abbiamo in occidente non capisco perché ancora accanirsi con questi guru… meteore apolidi pur sempre arrivate dal lontano oriente…
Io stavo cercando di informarmi e di discutere riguardo a lui, visto che non lo conosco a fondo e per certi versi il suo messaggio mi risulta nuovo.
Dopo quel che hai detto, ho ritenuto opportuno cercare di spiegarti perché, secondo me, poteva valer la pena di "accanirsi"... (il Legittimo Dubbio)
L'ho ritenuto opportuno perché ritengo la tua frase offensiva verso una cultura che, da come ne parli, non conosci, e per la quale provi una specie di avversione, che non hai esitato ad esprimere nei messaggi che sono seguiti.
Riguardo alle citazioni, forse erano decontestualizzate, ma non era mia intenzione essere fuorviante, di Einstein ho letto un paio di libri. Quel che spero sia stato messo in chiaro, anche grazie al contributo di Avalon, è che Einstein fosse uno scienziato ma non uno scientista
Ok, tu sei esperto di cultura classica, da quel che ho capito. A me piace scorrazzare per i campi dello scibile, non disprezzando le culture "aliene". Non vedo perché non potremo andare d'accordo...
Come pegno d'amicizia ti propongo un'altra famosa citazione da Einstein:
Non hai veramente capito qualcosa finché non sei in grado di spiegarlo a tua nonna
E' sempre presa da wikiquote ma questa è a prova di bomba perché da quanto riferito da Brain & Mind qui citando Michael Paterniti, si evince che anche Einstein aveva una nonna.
:D
Di questa sono veramente fiero...
La stessa avversione la provo anch'io, ma i miei motivi sono diversi... il nucleo profondo (probabilmente originale) della maggior parte delle religioni, per come le conosco io, tenta di mettere l'uomo in contatto con l'assoluto, e questa è una cosa buona.
(Chi non è credente in un'assoluto per favore mi conceda il beneficio del dubbio)
Attorno a questo nucleo si sono formati una serie di istituzioni, come se esistesse una sorgente in grado di dare l'acqua a tutti, e poi i custodi del pozzo hanno iniziato a far pagare il pedaggio, a promettere che se quelli che andavano a bere si fossero comportati come gli si diceva avrebbero ricevuto l'acqua, mentre gli altri sarebbero morti di sete... Alla fine la molte persone, vista l'impossibilità di ottenere l'acqua del pozzo, e l'eccessivo peso a cui li costringevano i custodi, hanno inziato a dire che non c'era nessuna acqua, mentre altri hanno continuato ad ascoltare i custodi... così si è creata questa gran confusione sulle religioni che c'è ora.
Per quel che conosco io, sia le religioni orientali che quelle occidentali fanno riferimento alla stessa acqua, per quello non accetto che si disprezzino gli insegnamenti, se non con un ragionevole motivo...
Ma tu hai letto lo Zen e l'arte del tiro con l'arco? E' un libro intero per spiegare alla nostra cultura un concetto di base per le culture orientali... cioè come se noi dovessimo spiegare cos'è la neve ad un beduino! Poi se dici che è alla moda non so che farci.
Anch'io leggo un sacco... ma l'induismo è ostico, sono d'accordo... Che ne pensi dei 4 pilastri della saggezza del buddhismo? Sono parecchio più potabili :)
Krishammurti - in fondo mi piace la tua defaiance :)
Nemmeno "Eisein" è male... :D :D
Alla prossima! :)
P.S Oops! "Eintein" volevo dire...
Sono felice di scoprire che tanti s'interessano ad un cambiamento sociale qualitativo.
Vi ricordo che nel '68 la rivoluzione fallì perché, nonostante gli studenti si sentissero liberi di attuarla, c'erano tuttavia molti padri di famiglia di solo qualche anno più vecchi, che temettero di perdere il loro privato, seppur piccolo, privilegio economico di lavoratori dipendenti che era indispensabile per mantenere la loro famiglia. Perciò ci fu il ritorno al privato e alla competizione individuale.
Sigh!
Quindi...lo ZeitGeist deve rassicurare economicamente anche chi non lo capisce ma che può innamorarsi lo stesso dei princìpi e poi votarlo.
Occorrono 35 milioni di elettori nella sola Italia. (vedi il gruppo: la vita cittadina secondo ZeitGeist)
L'unica via è di far numero alle prossime elezioni e magari con films realistici che facciano innamorare dello ZeitGeist.
Dopo un'oculata ricerca ho trovato finalmente alcuni ebooks tradotti in italiano...
Ho iniziato a leggere qualcosa, e per ora quello che mi sembra il più interessante è "Sul Rapporto" (On Relationship), che riflette sui rapporti umani.
Se qualcuno vuole una copia di questo o di altri mi contatti pure :)
Intavolare una discussione su Krishnamurti potrebbe essere un modo per trovare un punto in comune tra credenti/non credenti...
c'era una bella definizione di religione di Krishnamurti giusta giusta per l'occasione, ma non la trovo più :-o uffa
Christian, quali sono le tue credenze? Sei cattolico?
E' una questione complicata cercare di collocarmi in una religione particolare...
Sono di formazione cattolica, ma ho sempre letto molto, trovando stimolanti i punti di vista delle altre culture...
Qualche anno fa ho trovato che, nonostante cerchi di fondare la mia fede sull'insegnamento del vangelo (non per fede, ma perché istintivamente lo sentivo "buono"), quello che pensavo e ritenevo giusto era incompatibile con l'insegnamento della dottrina cattolica, perciò non lo sono più. Ho deciso di infine di credere maggiormente alle mie "ispirazioni" in materia di fede (e, devo dire con grade soddisfazione :)
Il BeliefOMatic mi pone le mie credenze aderenti all'Unitarian Universalism che, da quel che leggo su wikipedia, mi suona bene...
Spero di aver risposto adeguatamente...
A questo punto mi sembra interessante rigirarti la domanda :D
Mi fa piacere che non credi alla favoletta del peccato originale che implica una visione negativa e non scientifica della natura umana.
Io da cattolico (non per scelta) sono diventato materialista (ultimi tre significati presenti in questo post: http://www.zeitgeistitalia.org/node/272).
Si, ma come possono queste posizioni rispondere alle domande fondamentali dell'esistenza...
del tipo. Che cosa ci faccio qui? A cosa posso aspirare? (alla domanda "da dove vengo" hai già risposto :) Come fai a rispondere a quelle domande dai tuoi presupposti?
Io credo che a queste domande possa rispondere solo la spiritualità.
Ora, trovo difficoltà a fare delle premesse sul significato di spiritualità come quelle che hai fatto tu a proposito del materialismo.
Però ci provo :)
C'è una Realtà Ultima che per comodità chiamiamo Dio, Amore, Bene, Assoluto, Allah o simili.
Dio ha creato l'uomo, e alla nascita l'uomo è come il seme di una pianta, che ha in sé la potenzialità di diventare simile a Dio, ma questo è un processo lungo (forse infinito).
Non è detto che nasciamo in condizioni sempre favorevoli allo sviluppo spirituale, però abbiamo in noi una "bussola" che ci indica la direzione verso la quale muoverci perché questo avvenga (la tradizione cattolica la chiama coscienza, intesa più o meno in senso etico).
Dato che siamo in costante sviluppo, attaccarsi alle cose , alle idee, ai nomi -che possediamo- è sfavorevole, perché impedisce la nostra crescita. Anzi, crisi e perdite sono un vantaggio in senso spirtuale, perché ci permettono di evolvere come individui. La "vita fisica", con tutto quel che comporta, credo sia una specie "parco giochi" dove esercitaci. (non ritengo di essere una persona molto seria :)
La maggior parte degli insegnamenti spirituali concordano con le affermazioni che ho fatto precedentemente, tutto stà a cercarle e separare ciò che ci serve ad evolvere da quello che è superato.
Che cosa ci faccio qui?
Semplicemente vivo e se possibile mi riproduco, come fanno tutti gli altri animali.
A cosa posso aspirare?
Posso aspirare a migliorare continuamente le mie condizioni di vita, magari migliorando continuamente assieme a tutti gli altri le condizioni di vita di tutti.
Dio ha creato l'uomo,
Credi alla teoria religiosa della creazione (cattolici ecc.) o a quella del progetto intelligente (testimoni di geova ecc.)?
Che cosa ci faccio qui?
Semplicemente vivo e se possibile mi riproduco, come fanno tutti gli altri animali.
Questa è la base, che tutto sommato condivido :)
L'insegnamento bahai, al quale ho attinto per scrivere i punti precedenti, dice che siamo stati creati per "conoscere ed adorare*" Dio. Ammetto che trovo difficile comprendere fino in fondo questo insegnamento...
A cosa posso aspirare?
Posso aspirare a migliorare continuamente le mie condizioni di vita, magari migliorando continuamente assieme a tutti gli altri le condizioni di vita di tutti.
Perché, in base alle premesse del materialismo, dovrei aspirare a questo? Perché non aspirare a diventare ricchissimo e basta? O semplicemente a riprodurmi il più possibile?
Dio ha creato l'uomo,
Credi alla teoria religiosa della creazione (cattolici ecc.) o a quella del progetto intelligente (testimoni di geova ecc.)?
A me piace la teoria dell'evoluzione, la una delle teorie più feconde per comprendere la realtà (non solo in ambito biologico).
In questo contesto, cioè nell'analisi dei fatti, non trovo difficile conciliare il punto di vista scientifico con quello spirituale:
- dal punto di vista scientifico (o materialista, credo che coincidano) si "osserva" che l'uomo si è evoluto dagli animali, che a loro volta sono nati su un pianeta adatto allo svilupparsi della vita, formato "per caso" in un universo il cui inizio è stato il big bang.
- Dal punto di vista divino, Dio ha emesso i suoi decreti come nella genesi, e l'universo ha "risposto" facendo avvenire il bigbang, le stelle, i pianeti, la vita e l'uomo.
Detto questo, per me la cosa importante è conciliare i 2 punti di vista, più che attaccarsi all'uno o all'altro, anche perché, per quel che mi riguarda, per quel che concerne il qui ed ora, sono solamente dei particolari... Possiamo anche dire che il punto di vista spirituale dice il chi e perché, il punto di vista scientifico dice il come :D
* Adorare non in senso di fare 100 genuflessioni al giorno o cose simili, ma nel senso di "amare moltissimo"
Perché, in base alle premesse del materialismo, dovrei aspirare a questo? Perché non aspirare a diventare ricchissimo e basta? O semplicemente a riprodurmi il più possibile?
Perché si è consapevoli che la causa dei gravi problemi sociali e ambientali che stanno portando alla distruzione dell'ecosistema e dell'umanità (ricchi compresi) sono le fondamenta economiche dell'attuale società (proprietà privata/statale e ricerca del profitto/surplus).
Perché, in base alle premesse del materialismo, dovrei aspirare a questo? Perché non aspirare a diventare ricchissimo e basta? O semplicemente a riprodurmi il più possibile?
Perché si è consapevoli che la causa dei gravi problemi sociali e ambientali che stanno portando alla distruzione dell'ecosistema e dell'umanità (ricchi compresi) sono le fondamenta economiche dell'attuale società (proprietà privata/statale e ricerca del profitto/surplus).
Si, ma se per esempio: io sono ricco (materialista), e ritengo che questi problemi siano sì importanti, però lo è anche il propagare efficacemente i miei geni (lo Scopo della vita :) Per il momento ritengo che i miei figli saranno più contenti se gli passo il mio patrimonio, riguardo all'ambiente se la vedranno loro, decideranno loro, io gli fornisco i mezzi per decidere. :)
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P.S.
Anche se riesci a rispondere alla domanda, ti faccio notare come nel vangelo sia scritto:
Matteo 19:23 - E Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli.
Matteo 6:24 - Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona. (Mammona sarebbe il dio denaro)
chiaramente e semplicemente, 2000 anni fa
Matteo 19:23 - E Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli.
Matteo 6:24 - Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona. (Mammona sarebbe il dio denaro)
Le religioni generalmente sono create dai ricchi e potenti per far star buoni i poveri con false promesse. Essere povero è un privilegio per molte religioni, perché ti darebbe maggiori probabilità di andare, dopo una vita di sottomissione/sfruttamento e sofferenza, nel "regno dei cieli".
In effetti da quel che ho scritto si potrebbe dedurre anche questo :)
Colpa mia che dò per scontate certe interpretazioni...
Però riportando dal contesto in cui era stata scritta la prima citazione:
Mt 19:
16 Un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?» 17 Gesù gli rispose: «Perché m'interroghi intorno a ciò che è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». 18 «Quali?» gli chiese. E Gesù rispose: «Questi: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. 19 Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso». 20 E il giovane a lui: «Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?» 21 Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». 22 Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. 23 E Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. 24 E ripeto: è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio».
Mi sembra che, più che a "tener buoni" i poveri, il racconto dovrebbe far venire "problemi di coscienza" ai ricchi.
Insomma promuove la "ridistribuzione del reddito"...
Infatti questi concetti hanno fatto in modo che le prime comunità cristiane fiorissero, in quanto i ricchi davano tutto alla chiesa (non stiamo a parlare di come li ha usati la chiesa :)
Dal punto di vista spirituale però lo accomuno alla dottrina buddista del non attaccamento alle cose transitorie.
Mi sembra che la GOA descriva ampiamente gli effetti psicologici deleteri dell'avidità.
Tutto sommato, a me sembra che stiano dicendo tutti la stessa cosa, rinforzandosi l'un l'altro.
P.S. L'interpretazione che avevi dato ha un certo valore perché storicamente la chiesa attribuisce il concetto di "regno di Dio" a qualcosa che avverrà dopo la morte del corpo, è un discorso abbastanza complesso, e che in verità non ho compreso bene nemmeno io, però se sostituisci i le parole "entrare nel Regno di Dio", e "Regno dei Cieli" con "liberarsi", o con il "liberarsi dal dolore" del buddismo, ritengo sia una cosa che si può sperimentare anche prima...
Dal punto di vista spirituale però lo accomuno alla dottrina buddista del non attaccamento alle cose transitorie.
Scusa Christian, quali sarebbero queste cose transitorie?
Mi sembra che, più che a "tener buoni" i poveri, il racconto dovrebbe far venire "problemi di coscienza" ai ricchi.
In ogni caso non mette in discussione la proprietà privata che è la causa della divisione in ricchi (pochi) e poveri (tanti). Vedi in particolare il comandamento "non rubare".
Cosa c'è che non è transitorio?
credo che qualunque risposta uno dia a questa domanda, si possa trovare un'argomentazione che dimostri il contrario.
Per esempio, il cibo, del quale nessuno può fare a meno, è una cosa transitoria? E se sì, in che senso è transitoria?
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Ciao,
sto raccogliendo del materiale su Krishnamurti, se vi interessa ho trovato questo link dove sono indicati dei video in italiano (ovviamente gratuiti)
Ho anche trovato un torrent con molti dei suoi libri tradotti, ma sembra... come si dice quando un torrent non trova le fonti? Beh, così. Qualcuno sa dove posso cercare?
Thanks!
non prestare orecchio alle menzogne, non farti soffocare dai maligni, non ti nutrire di invidie e gelosie (Battiato)