inizia

Primo Meccanismo - L'esigenza del Consumo Ciclico

Il ruolo delle persone nel sistema monetario è principalmente suddiviso in tre distinzioni:

Il Lavoratore o dipendente, Il consumatore e Il datore di lavoro (proprietario/produttore)[1].

Il lavoratore svolge i compiti per il datore di lavoro in cambio di una “retribuzione”, o pagamento monetario, mentre il datore di lavoro vende un bene o un servizio al consumatore per un “profitto” (altra classificazione per pagamento monetario). A loro volta sia il datore di lavoro che il dipendente hanno la funzione di consumatore per la politica dei pagamenti monetari (Stipendi e Utili), e acquistano beni e servizi rilevanti per la loro sopravvivenza. L'atto di Acquisto di beni e servizi, che è il ruolo del Consumatore, permette al datore di lavoro di ricavare l'utile, o profitto, pur consentendo in oltre il pagamento o la retribuzioni dei lavoratori.

In altre parole, è la necessità di un consumo perpetuo che mantiene il datore di lavoro nel business e sostiene il lavoro dei lavoratori.

Ora, è importante capire che questo ciclo di pagamento e consumo, (o consumo ciclico), non può fermarsi o l'intera struttura economica potrebbe crollare, a causa dei soldi che non arriverebbero al datore che a sua volta non potrebbe permettersi di pagare il suo dipendente e sia il datore che il dipendente son sarebbero più in grado di perpetuare il ciclo per i consumatori.

Conseguenze:

#1 Nulla di fisicamente prodotto può sempre mantenere un'utilità operativa più lunga rispetto a ciò che può operare al fine di mantenere un'integrità economica attraverso il consumo ciclico.

In altre parole, ogni "bene" prodotto deve essere ripartito in una rispettiva quantità di tempo per permettere la continua circolazione finanziaria a sostegno dei giocatori (Consumatori/Datori/Dipendenti) in gioco. Questa caratteristica può essere definita come: "Obsolescenza Programmata".

L'obsolescenza programmata può prendere generalmente due posizioni:

  1. Intenzionale: deliberata negazione di efficienza quindi il prodotto in questione termina.
  2. Consequenziale: profitto basato sui tagli di produzione, di solito in forma di materiali economici/bassa progettazione, al fine di risparmiare denaro e creare i clienti ripetitivi. Questo si traduce in un prodotto di qualità inferiore immediata (es: l'uso di materie plastiche per l'elettronica è meno costoso per l'impresa e il consumatore, ma la durata di questo materiale è bassa in confronto al metallo titanio, che è molto più costoso).

#2 L'introduzione di nuovi prodotti e servizi deve essere costante per compensare eventuali inefficienze delle generazioni di produzione precedente, indipendentemente dalla loro utilità, generando dei rifiuti infiniti.

In altre parole, i rifiuti sono un sottoprodotto deliberato dalla necessità dell'industria di mantenere un consumo ciclico. Ciò significa che il prodotto sostituito viene espulso spesso tramite le discariche, inquinando l'ambiente. La molteplicità costante accelera l'inquinamento.

Il bisogno di un consumo ciclico, che potrebbe essere considerato il motore del potere dell'intero sistema economico, è pericoloso e corrotto e per la natura stessa della “necessità” non consente alle operazioni di sostenimento ecologico di essere massimizzate.

Da un altro punto di vista, immaginate le conseguenze economiche dei metodi di produzione che massimizzano l'efficienza e la sostenibilità di ogni creazione, utilizzando i più noti materiali e tecniche disponibili in quel periodo. Immaginate una macchina così ben progettata, che non necessiterebbe di manutenzione per cento anni. Immaginate una casa che è stata costruita a partire da materiali ignifughi dove tutti gli elettrodomestici, apparecchi elettrici, idraulici e simili sono stati creati con le risorse più resistenti e disponibili sulla terra. In questo eventuale Mondo, dove abbiamo effettivamente cose create per un “fine”, minimizzando inquinamento e rifiuti a causa della mancanza di molteplicità e massimizzazione dell'efficienza, un sistema monetario sarebbe impossibile, il consumo ciclico sarebbe estremamente ridotto per sempre indebolendo la cosiddetta "crescita economica".

Note

  1. C'è anche l'investitore che da supporto fiscale al dipendente/consumatore/produttore, o scambia nel marcato finanziario per fare profitti. Ciò non è rilevante nel contesto in quanto non c'è bisogna che un investitore esista per far sì che il mercato funzioni.
5
Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.
umanoide
Ritratto di umanoide
User offline. Last seen 4 settimane 3 giorni ago. Offline
Unito: 14 Ago 2011
Messaggi: 52
Gruppi: Nessuno
Karma: 1
...

A mio parere manca il passaggio precedente per spiegare il fenomeno e cioè la produzione capitalistica.

Il capitalista che investe i propri denari lo fa per realizzare un "profitto".

Vediamo come avviene la realizzazione di questo profitto in una fase ciclica del capitalismo.

Lo sbocco di nuovi mercati conseguenti al riposizionamento delle forze capitaliste nel mondo determina una maggiore richiesta di merci e conseguentemente il rilancio dell'economia bloccata dalla precedente crisi ciclica.

I nostri produttori avendo una prospettiva rosea nella realizzazione di profitti saranno incentivati ad investire ulteriormente per aumentare la produzione (Ristrutturazione e modernizzazione dei mezzi di produzione) e si avrà anche un aumento dell'occupazione salariale e delle condizioni di lavoro (nei periodi in cui vi è poca disoccupazione i salariati hanno magggiore potere contrattuale per migliori condizioni di lavoro ed il salario che non nei periodi in cui la disoccupazione è alta).

Non dimentichiamoci però che i capitalisti - che per difendere i loro interessi di classe sono coesissimi - sono tra di loro concorrenti! Quando il progressivo aumento delle merci porta verso una saturazione del mercato (offerta e richiesta si parificano) ecco che ogni produttore dovrà intervenire per far si che riesca a vendere le proprie merci a discapito dei suoi concorrenti. Per far questo le deve offrire ad un prezzo lievemente inferiore rispetto agli altri. Per poter ridurre il prezzo della merce prodotta senza variare la quota a se spettante (profitto) dovrà intervenire abbassando gli altri costi compresa la manodopera (sia numericamente con i licenziamenti e le condizioni di lavoro e salariali) ED AUMENTANDO LA PRODUZIONE (vende si ad un prezzo inferiore ma in un maggior numero di merci che fa si che il suo profitto rimanga invariato). Poichè tutti i capitalisti fanno la medesima cosa questo porta come conseguenza ad una produzione spropositata di merci rispetto alla richiesta che inesorabilmente sfocia nella crisi sistemiche del capitalismo.

E' in questo fenomeno, nell'esigenza vitale del capitalismo di AUMENTARE in continuazione e sempre più la produzione di merci, che si inserisce l'aspetto descritto nell'articolo. Che non è cosa da poco già di per se!

Condividi contenuti