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Capitolo 1: Meccanismi e conseguenze

Definiamo i nostri termini:
Il termine "economia" è generalmente definito come "scienza sociale che studia la produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi.[1]

Fin dai primi del XXI secolo il meccanismo prevalente di quasi tutte le economie di tutto il mondo fu una qualche forma di "Sistema Monetario". Un sistema monetario si avvale di un mezzo intermediario di scambio, noto come 'moneta', come mezzi per facilitare l'acquisto, produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi. L'uso di questo mezzo di scambio monetario, come base per un sistema economico, potrebbe essere definito come: "Economia Monetaria".

Quasi tutte le nazioni del pianeta attualmente utilizzano la Teoria Economica Monetaria per tutti i loro scambi, ma alcune variazioni sono effettivamente presenti. In generale, queste variazioni hanno a che fare con il grado con cui il sistema è controllato dal governo di un paese. L'attuale 'scala mobile', passando da una maggiore regolamentazione a meno regolamentazione, di solito inizia con "il Comunismo[2]" (massimo controllo statale), si passa poi al Socialismo (parziale controllo statale) e termina al Capitalismo (poco controllo dello Stato). Queste variazioni applicazioni economiche potrebbe essere definite come "Sistemi Sociali".

Il sistema sociale prevalente del mondo di oggi è il Capitalismo. Il Capitalismo, che spesso è posto sotto l'ombrello di un altro concetto teorico noto come il "Mercato Libero", è definito come: "un sistema economico in cui i mezzi di produzione sono di proprietà di privati, gestiti a fini di lucro, e dove gli investimenti, la distribuzione , il reddito, la produzione e dei prezzi di beni e servizi sono prevalentemente determinati attraverso il funzionamento di un 'Libero Mercato'[3]".

Un "Libero Mercato" è essenzialmente uno scambio di beni non regolamentato, dove i prezzi di beni e servizi sono organizzati completamente tramite il reciproco consenso da parte di venditori e acquirenti, di conseguenza, le forze di mercato della domanda determinano i prezzi e allocano le risorse disponibili, senza l'intervento del governo[4]". La nozione di "Libero Mercato" ha molte interpretazioni e scuole di pensiero. Ad esempio, une delle più estreme, ideologia attualmente ancora attive è la "scuola austriaca", che tollera la nozione di "laissez-faire", che sostanzialmente significa letteralmente lo Stato non interviene sulle questioni economiche. In questa prospettiva, il "benessere" e altri programmi 'sociali' sovvenzionati sono considerati inopportuni[5].

Terminologie generali a parte, un vero attributo rilevante dell'economia monetaria è la "Teoria del Valore". Il livello del valore di un prodotto o servizio è derivato essenzialmente da due fattori:

  1. La scarsità (disponibilità) dei materiali utilizzati.
  2. La quantità del lavoro umano richiesto per produrre un prodotto/servizio.

Per esempio:

Immagina la quantità di tempo e sforzo che si voleva prendere per creare una semplice maglietta prima dell'avvento dell'elettricità e dell'avanzata tecnologia industriale. Il processo globale potrebbe essere:
preparare il terreno – piantare dei semi di cotone – sorvegliare il periodo di crescita – scegliere il cotone – togliere i semi – infilare il cotone – tessere in tela – formare una maglietta finita.

Dato lo scenario sopra esposto, semplicemente da un punto di vista del lavoro umano, il valore di tale maglietta sarebbe relativamente elevato e probabilmente venduto ad un prezzo proporzionale al vasto lavoro. Il valore dei semi di cotone (componente materiale) sarebbe trascurabile sia come prodotto che come sottoprodotto del precedente raccolto, dandogli un valore scarso molto basso. Pertanto, il valore reale di questa maglietta proviene dal lavoro coinvolto.

Ipoteticamente parlando, cosa accadrebbe se questo processo di produzione non richiedesse lavoro umano, mentre il cotone/acqua/sole/terreno mantengono la loro naturale abbondanza? Che valore avrà poi questa maglietta? Ovviamente non avrebbe alcun valore.

All'inizio del XXI secolo le Macchine Industriali hanno preso il ruolo di impianto e di raccolta dei prodotti agricoli, con l'effetto che un solo agricoltore poteva adoperarsi per 1,000 o più acri di terra di sua proprietà. L'avvento delle attrezzature tessili, come il “Cotton Gin” hanno drasticamente ridotto lo sforzo umano, mentre con l'uso moderno dell'industria computerizzata, stiamo assistendo ad una costante gravitazione attorno alla completa automazione della politica agricola e delle industrie tessili. Il punto è che la posizione del "valore economico", dalla visione di un'economia apparentemente statica, ora venga rivista attraverso questa influenza tecnologica (maggiore facilità di produzione e materiale in abbondanza), che potrebbe in teoria eliminare completamente la nozione di “valore”.

Quando il lavoro umano è ridotto o eliminato a causa della tecnologia e automazione, il presunto valore, che equivale al prezzo del lavoro, diminuisce rispettivamente. Il valore della produzione potrebbe poi spostarsi alla creazione/manutenzione della macchina, che ora sostituisce il ruolo degli operai. Di conseguenza più le macchine lavoratrici sono efficaci, durevoli e sostenibili, più il valore della produzione diminuisce.

La verità è che i modelli di macchine automatizzate, abbinati alle moderne innovazioni che trovano soluzioni per la “scarsità” di risorse, potrebbero portare in una posizione in cui nessun bene o servizio richiederebbe un "valore" o prezzo. Si tratta semplicemente di non applicare alcun senso teorico. Per la maggior parte, questo è molto difficile da capire a causa di ciò che siamo abituati a vivere nella nostra vita quotidiana. Indipendentemente dal vostro parere, il fatto è che il criterio di miglioramento tecnologico costante accoppiato con macchine automatizzate teoricamente può creare un contesto economico in cui l'abbondanza di materiali e la produzione supportata è così alta ed efficiente che nessun uomo avrà la necessità di ‘comprare’ nulla, né tanto meno lavorare per vivere nella maniera tradizionale. Più specificamente, anche se le macchine lentamente sostituiscono solo una grande minoranza di persone, ampliando la disoccupazione, le conseguenze sarebbero sistematiche e l'intero sistema economico potrebbe diventare sempre più instabile e improponibile. La questione sarà approfondita nei Capitoli 2 e 5. Facciamo una pausa, per ora, per esaminare alcuni meccanismi empirici che l'economia monetaria, specificatamente nel contesto del capitalismo, richiede al fine di mantenere l'integrità e il mantenimento del sistema. Nelle rimanenti sezioni di questo capitolo, si discuterà dei cinque più fondamentali attributi necessari per il mantenimento del sistema, il ragionamento dietro di loro, e le loro conseguenze.

Note

  1. http://wordnet.princeton.edu/perl/webwn
  2. Intendiamo Comunismo nel significato storicamente assegnatogli, non la forma idealizzata che propone l-assenza di denaro.
  3. http://en.wikipedia.org/wiki/Capitalism
  4. http://en.wikipedia.org/wiki/Free_market
  5. L'evoluzione, applicazione e interpretazione dell'economia sono stati oggetto di dibattito incredibilmente intenso. Non è lo scopo di questo manuale presentare un trattato di tutta la teoria economica. Infatti, una delle basi di questo manuale è mostrare come, attraverso l'avvento delle Tecnologia e l'eliminazione della Scarsità, il 99% di tutta la teoria economica è una pratica obsoleta e inutile.
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Alessio Bucci
Ritratto di Alessio Bucci
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Un'obiezione: capitalismo

Capitalismo è una struttura economica che adotta come fine della produzione l'accrescimento e la riproduzione dei capitali.
La società capitalistica impone l'esistenza di una divisione sociale in base alle condizioni materiali cui sottostanno le persone in essa.
Presenta l'accentramento della proprietà dei mezzi di produzione di una più o meno ristretta cerchia di persone fisiche o giuridiche.

La distribuzione delle risorse nella società capitalistica avviene tramite il denaro che viene acquisito per mezzo del lavoro salariato o attraverso la vendita di prodotti e servizi di proprietà della parte sociale dominante.

Nella storia il capitalismo ha avuto molteplici forme che possono essere ricondotte a 2 tipi fondamentali di teoria economica:
Statalismo e liberismo.

Il liberismo spinge per la deregolamentazione del mercato, che secondo i postulati di Adam Smith sarebbe in grado di auto regolarsi tramite una non specificata mano invisibile.
La teoria statalista si muove verso la regolamentazione del mercato da parte delle strutture statali come ad esempio il ministero dell'economia.

2 esempi

Liberismo: struttura economica statunitense dopo le riforme Reaganiane.
I servizi sono offerti per la maggior parte da privati secondo il concetto della libera concorrenza.
La proprietà dei mezzi di produzione è di privati facoltosi o persone giuridiche private.

Statalismo: struttura economica della Germania nazista, dell'Italia fascista, dell'unione sovietica fino alla sua dissoluzione ed apertura al libero mercato.
I servizi sono offerti esclusivamente dallo stato.
La proprietà dei mezzi produttivi è degli organi statali ed è quindi ancor più accentrata che nell'economia liberista.

In entrambe le strutture si denotano 2 aspetti fondamentali:

1 l'economia è basata sul lavoro salariato e la proprietà dei mezzi produttivi non è dei lavoratori ma di persone fisiche o giuridiche private o statali la cui funzione è esclusivamente di trarre profitto dalla vendita dei servizi con il contemporaneo obiettivo di mantenere bassi i costi della produzione.

2 l'aspetto politico degli stati cambia a seconda della struttura economica che adottano.

La struttura liberista è propria degli stati definiti "democratici" mentre la struttura statalista è propria degli stati dittatoriali o totalitari.

Da perdere non abbiamo altro che catene: strappiamole!

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