dov'è finito Aristotele?...
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Buongiorno a tutti voi compagni,
volevo proporvi un dubbio che mi è saltato per la testa mentre parlavo dell'addendum a compagni di facoltà l'altro ieri sera. E' il risultato di quello che vedo scritto nel sito del Venus Project, che stò traducendo, e quello che ho sentito nello stesso film di Zeitgeist addendum.
Specie nel documentario che ho visionato dalla sezione multimedia, quando Fresco parla della politica tende a criticare molto la Democrazia rappresentativa e la Repubblica federale statunitense, proprio quando dice che non si dovrebbe scrivere ai parlamentari quando demonizza le leggi e così via.. Tutto giusto eh! Tutto giusto.
Ma considerate questo mio punto di vista:
a) in primis la forma di governo americana: La Repubblica presidenziale federale statunitense è fallace dal punto di vista democratico. Una repubblica presidenziale tende a limitare tutto il sistema democratico nelle mani della volontà del singolo individuo che, per convenzione, viene "eletto" dal popolo. Analizzando il sistema elettorale americano notiamo che non è alcun voto popolare che elegge il presidente degli stati uniti. Già solo con questi pochi elementi si potrebbe parlare di andamento non democratico e quindi non giusto.
b) il ruolo della democrazia: La democrazia è una forma di governo in cui il popolo detiene il potere decisionale. Fin dall'antichità si è visto come il concetto di democrazia è cambiato, anche più volte nello stesso secolo, per definire una più forte e corrispondente forza egemonica al demos ( nell'antichità solo agli uomini "liberi", nel 700 al popolo, poi dopo la rivoluzione francese ai rappresentanti.. e così via.. ). La democrazia non è una concezione politica del sistema. Ma semplicemente un modo come un altro, a livello del pensiero, della filosofia, di stabilire la libertà da forze egemoni imposte dall'alto quali la monarchia ed il papato.
c) democrazia e le leggi: La democrazia non da leggi. L'unico assioma che implica è la libertà dell'uomo da egemonie di terzi, quali monarchi, despoti, presidenti, sultani, capi supremi dell'esercito, papi etc etc.. Le leggi così come vengono demonizzate nel documentario e come vengono descritte nel sito del VP sono solo atti contingenti per interessi di terzi, che siano quelli che ho citato prima o aziende, lobbies, multinazionali e chi più ne ha più ne metta.
d) nel VP: Nella società sostenibile che il VP si auspica, gli uomini saranno liberi. Ma cosa significa libertà se non la libertà che auspica la democrazia? La democrazia rende l'uomo libero per se stesso. Con nessuno a cui chiedere la delega del potere ( i contemporanei rappresentanti, gli uomini della politica che fanno solo i loro interessi ) non si avrà bisogno di leggi, non si avrà bisogno di "capi", non si avrà bisogno di governi. Si avrà un enorme agorà mondiale in cui discutere delle problematiche che affliggono la Terra, come l'educazione, l'utilizzo di nuove tecnologie per risolvere i problemi che affliggeranno l'uomo nel futuro, discernere di filosofia, di cultura, di salute, di scoperte scientifiche.. di tutti gli ambiti della nuova società sostenibile.
e) politici di tutto il mondo... dissolvetevi: I politici in quanto uomini con interessi devono essere allontanati in quanto attraverso loro si decade nella delega del potere. La rappresentanza è sintomo di abbandono della libertà degli individui che appunto delegano il proprio potere decisionale nei confronti di un cittadino per poter rappresentare una cerchia di uomini all'interno del parlamento.
A questo punto vorrei sapere che ne pensate di quest'altro punto di vista. Perchè da quello che ho visto sin ora non viene mensionata la democrazia, anzi viene demonizzata proprio in merito a quella che è la sua degenerazione più brutale e più regressiva all'interno di ambiti politici opportunistici quali le repubbliche presidenziali, quelle semipresidenziali, quelle parlamentari e via discorrendo nelle varie fasi degeneri dell'equilibrio politico di uno stato.
Illuminatemi pls.. grazie anticipatamente
Se la democrazia nasce e finisce li non si avrebbe nemmeno bisogno di immaginare tutto il resto in mano agli uomini allora. In che modo il VP relaziona le persone se non attraverso il metodo democratico?
Ripeto non parlo di politica, quello che intendo è la semplice democrazia diretta; che benché succube della sciavitù nell'antichità ( gli schiavi devono esistere e non esisterebbero solo nel caso in cui le spole tessessero da sole ) nel prossimo( o remoto? ) futuro con il VP non esisterà più. Cosa rende gli uomini così vicini, con le loro diverse culture, con le loro plurisecolari storie, con l'eredità del passato ( troppo in contrasto con quello che auspica il VP ), con il diverso modo di vedere il prossimo se non come egemone e succube ( colonealismo ed imperialismo )?
Come si proporrebbe all'uomo "futuro" la sua egemonia di specie sulla Terra se siamo così diversi e non si può riconoscere l'uomo libero e detentore di potere in quanto uomo?
Nell'antichità coloro non interessati alla politica della polis venivano chiamati ignorantes, non a caso si è voluto riprendere il termine per indicare coloro che ignorano determinati aspetti, quale quello culturale. Se non si tiene caso del passato, come potremmo pensare al futuro uniti?
In questi pochi anni di studio in università mi sono fatto un'idea precisa di quella che dovrebbe, e sottolineo dovrebbe, essere la politica: essa dovrebbe essere libera dal suo significato atavico di "potere" ed elevata alla pari delle scienze maestre del pensiero quali la filosofia. La politica, fin dall'antichità possedeva capacità straordinarie di organizzazione della società, anche se si devono contestualizzare le epoche ( età antica: con la schiavitù, per i romani con l'organizzazione dell'impero, per i medievali nell'organizzazione dei feudi, nella religione con l'organizzazione temporale dei patrimoni della Chiesa, nell'età dei lumi attraverso la riscoperta della libertà dal sacro e della libertà dal signore medievale, con l'età contemporanea con l'istituto della rappresentanza parlamentare ). Il suo compito è sempre stato quello di mettere ordine li dove c'era stato un abuso di poteri. Grazie alla politica ci si è liberati della religione all'interno degli stati sovrani ( Francia, Inghilterra, Spagna e tutti gli stati laici ); attraverso la politica si è passati da un contratto con il monarca a unico rappresentante del popolo ( poi con le favole tipo: prediletto/nominato/scelto da dio ) fino all'avere tolto il potere all'unico per darlo ai cittadini, inoltre ha educato a riflettere meglio sui problemi più immediati quali la fame nello stato, le infrastrutture, la liberazione di sottomissioni da altri stati.. e così via.
Ritengo che abbia un fine educativo, perché ha sempre educato ad avere sempre meno bisogno di essa. Nel momento in cui si riuscisse a superare l'ostacolo che è la forma repubblicana e a garantire una democrazia diretta di eguali all'interno della società futura io credo che la politica svanirà da sola in quanto non ci sarà più bisogno di tutelare il popolo attraverso le disgrazie della fame e della scarsità, non ci sarà più proprietà privata delle risorse, ma saranno unica nostra eredità, del popolo terrestre,
Infatti secondo me questo è il punto debole del Movimento Zeitgeist.
Da come l'ho capito io, in un VP tutta la società viene gestita in modo olistico, eliminato il sistema monetario la società di per se è solamente un processo tecnico. Una collaborazione tra individui per la produzione e distribuzione di merce e servizi e l'appagamento dei bisogni, da quelli primari fino a quelli più sottili.
In un VP la politica nel senso attuale del termine non esiste.
Ogni individuo, ha la possibilità di esprimere il proprio potenziale grazie all'abbondanza delle risorse e di portare un contributo alla società nelle aree che preferisce e in cui eccelle. Questa secondo me, è un'ottima definizione di democrazia.
Democrazia è partecipazione, come diceva Gabber. E cosa è più partecipativo di una società in cui tutti hanno la possibilità di portare un contributo creativo.
Peter Joseph On Direct Democracy And Technocracy
Peter Joseph On Direct Democracy And Technocracy
Tu ne sei veramente convinto?
Sono nuovo e mi imbatto da poco nel termine tecnocrazia. Da quello che ho capito, attraverso i vostri interventi, la tecnocrazia farà in modo di elogiare determinate attitudini "spicchevoli" ( perdonatemi il termine ) che diverse persone hanno all'interno della società per renderla più funzionale e sempre più agevole; per i processi tecnologici, per quelli culturali, linguistici etc etc etc..
Ora: se quello che ho capito è giusto, ed è quello che si auspica il venus project, perchè insediare tale potenza del metodo scientifico anche all'interno della società. Da che mondo e mondo, l'uomo non è un processo empirico ripetibile e nonostante parecchi casi possano sembrare simili, anche questa società verrebbe a saturarsi. O no?
Se la tecnocrazia si propone di applicare il metodo scientifico in ambito sociale si potrebbe arrivare a restrizioni gigantesce all'interno della società. L'uomo è irrazionale, non segue una linea logica di pensiero sempre e comunque come una macchina, come un terminale.
Ad ogni modo, mi impongo etimologicamente su una cotraddizione che è presente nello stesso progetto venus, così anche come lo si riporta nella Presentazione multimediale di orientamento. Cito testualmente: << Il movimento Zeitgeist non è un movimento politico. Non riconosce nozioni divisionistiche come Nazioni, Governi, Razze, Religioni, Credo o Classi; piuttosto vediamo il mondo come un organismo con la specie umana come un unica famiglia. Allo stesso tempo sappiamo di dipendere interamente dal nostro ambiente...>>
La prima frase dice che il movimento Zeitgeist non è un movimento politico. E sono d'accordo, fin quando però non si parla di Tecnocrazia.. cratos in greco significa potere.
Se si insediasse una nuova forma di governo mi sentirei tradito da tutto quello che si è fatto dall'abolizione del mondo monetario all'imposizione dell'uomo come unica famiglia terrestre. Credo che imporre standard quali la sapienza, ed imporre al "potere" ( perdonate l'ancestrale modo di pensare ) coloro che sono i meritevoli della scienza perchè hanno fatto di più non farebbe che generare nuove lotte intestine.
Tu ne sei veramente convinto?
In linea di principio si, anche se sopra a questo vanno aggiunti i valori che influenzano il comportamento di una determinata cultura nel suo insieme.
Gian_Maria quale è il tuo pensiero a riguardo?
@ RedBud
http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnocrazia
Il VP non è una teocrazia, anche se è mio timore che in un ipotetico periodo di transizione, qualcosa del genere si potrebbe delineare.
Letto.. mmh...
No, il VP non è una tecnocrazia, ma quello che si auspica il VP è quello di ottenerla.
La classe meritocratica dei tecnici è una cosa simile a quella che nella Repubblica di Platone si chiama la classe dei "governanti" ( i filosofi ). Se non si ammette che questa visione è simile, se non identica con la trasposizione dei dotti da filosofi a tecnici scientifici, bisognerebbe ammettere che comunque non dovrebbe essere perseguibile a prescindere in quanto è una forma di governo a tutti gli effetti. I tecnici, o tecnocrati, deterranno l'egemonia sulle classi inferiori quali il popolo comune che si lascerà vivere nella libertà del VP. Di conseguenza non ci sarà libertà perché se si possiede egemonia da una parte si possiede il resto. E' l'errore comune che ha portato alle lotte di potere fin dall'alba del mondo.
Eh ma allora non è più solamente un processo tecnico, non credi?
Certo che c'e' di piu'. In una societa' devi considerare l'identita', i valori, le credenze che andranno a plasmare i comportamenti e le scelte, ma io mi riferivo a un VP avanzato, in cui la societa' nel suo insieme dovrebbe aver raggiunto dei valori condivisi in linea con il VP. Per questo che la terapia sociale e piu' importante del costruire una citta' eco compatibile.
No, il VP non è una tecnocrazia, ma quello che si auspica il VP è quello di ottenerla.
La classe meritocratica dei tecnici è una cosa simile a quella che nella Repubblica di Platone si chiama la classe dei "governanti" ( i filosofi ). Se non si ammette che questa visione è simile, se non identica con la trasposizione dei dotti da filosofi a tecnici scientifici, bisognerebbe ammettere che comunque non dovrebbe essere perseguibile a prescindere in quanto è una forma di governo a tutti gli effetti. I tecnici, o tecnocrati, deterranno l'egemonia sulle classi inferiori quali il popolo comune che si lascerà vivere nella libertà del VP. Di conseguenza non ci sarà libertà perché se si possiede egemonia da una parte si possiede il resto. E' l'errore comune che ha portato alle lotte di potere fin dall'alba del mondo.
mmmm.... in un VP non ci sono soldi, proprietà privata, classi e governo nel senso attuale. La società è organizzata, rispetto alla produzione e distribuzione di beni e servizi, attraverso un sistema cibernetico a cui tutti avranno accesso in ugualo misura. In teoria tutti sono tecnici in quanto tutti avranno la possibilità di un'educazione elevata e tutti potranno suggerire e realizzare delle proposte attraverso il sistema cibernetico.
non tutti sono interessati ad essere contribuenti attivi. Diciamo che si avrà l'incentivazione a farlo ma una minoranza di gente che vorrà vivere la vita, magari chessò per la filosofia, si potrebbe sentire distaccata da quella che è la società tecnocratica.. Non so se riesco a spiegarmi. Cioè, non tutti è detto che debbano essere tecnici; si, si avranno molte persone interessate e attivamente vive nell'ambito delle nuove scoperte tecnologiche ma sostanzialmente saranno i tecnici ad avere il controllo della vita sociale e "politica". Correggimi se sbaglio. Anche perchè tutto quello che mi scrivi lo riscontro nel sito del VP che stò traducendo ed il mio dubbio è sorto nel momento in cui si è cominciato a parlare di abolizione dell'egemonia politica e l'instaurazione di una nuova forma di governo quale la tecnocrazia.
Certo che non tutti saranno interessati al miglioramento tecnico scientifico della società, ma si spera che lo sia una larga parte della popolazione. Forse non da subito, ma attraverso l'educazione si spera che le persone comprendono che il beneficio che possono portare alla societa e di conseguenza a se stesse attraverso il miglioramento tecnico scientifico.
Non per questo, tutti avranno una conoscienza elevata nell'ambito tecnico scientifico, ma almeno tutti avranno una buona conoscenza di base. L'educazione non sarà iper specialistica come nella società odiertna, ma generalistica in modo da avere gli strumenti per una comprensione del funzionameto della società, del comportamento umano, della natura e di se stessi. Non per nulla al centro della città, come pensata da Freesco, vi è l'università/cewntro di ricerca :-)
Poi se qualcuno vuole dedicare tutta la sua vita e tutta la giornata a che so io, la pittura, sarà libero di farlo. Ma come la vedo io, in una società del genere un po' tutti avranno intertessi in diversi campi.
Mi pare una conseguenza logica visto che le ore di lavoro e le preoccupazioni materiali saranno ridotte al minimo, ognuno avrà la possibilità di approfondire e allargare i propri interessi, e il sistema educativo sarà ridisegnato per rendere l'esperienza dell'apprendimento il più piacevole ed interessante possibile.
E' possibile che nel VP, attraverso l'instaurazione di una forma di governo tecnocratica, con tutti i suoi vantaggi empirici nella società, si possa instaurare un nuovo tipo di politica elitaria che consenta ai pochi il controllo della nuova società futura-cibernetica?
Ad ora mi avete risposto con tutto quello che sapevo già sul VP, e avete introdotto alla mia genuina ingenuità una forma di governo di cui non sapevo l'esistenza. Forte del fatto che abolita la politica non si sarebbe ricaduti più nell'errore di dare "potere" a qualcuno, io avevo proposto una re-integrazione della più genuina forma di egemonia quale quella dell'uomo su se stesso attraverso il dialogo democratico. Nel momento in cui la società non sarà più sottomessa dalla Scarsità, tutti i discorsi democratici vuoti che esistono ad oggi non si sarebbero più verificati e la società, per come la vedevo io, sarebbe tornata istintivamente nella forma di democrazia diretta degli antichi. Ma non con la visione della schiavitù, che invece il VP si propone di abolire.
Concludendo: è possibile che la tecnocrazia degeneri? Se si, cosa fare? Se no, perché?
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sono cambiati in 2400 anni di storia. Veramente Platone non l'ha mai apprezzata, forse Aristotele la poteva considerare, anche se la democrazia i greci l'hanno conosciuta in una piccola città di nome Atene dove l'intera popolazione in grado di comprendere azioni politiche si poteva ritrovare in una piazza/agorà e lì discutere e deliberare appunto democraticamente. L'esperienza della democrazia nasce e purtroppo finisce lì. In Venus Project questi concetti sono al vaglio del superamento su altri modelli, molto più efficienti di quelli subordinati a quella che Voltaire definiva la "canaille", la canaglia.