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Qual è il piano?

È molto più efficiente costruire da zero città nuove, che siano sistemi autosufficienti, piuttosto che risanare e riadattare quelle già esistenti. Le nuove città potranno sfruttare vantaggiosamente le tecnologie più recenti ed essere così luoghi puliti, sicuri, dove sarà piacevole e desiderabile vivere. In molti casi sarà utilizzato un assetto circolare.

Abbiamo bisogno di uno studio dettagliato di tutte le risorse disponibili sul pianeta al momento. La prima città sperimentale, o centro di pianificazione, condurrà una perizia globale su terreni coltivabili, infrastrutture produttive, trasporti, personale tecnico, popolazione, e tutto ciò che serve per una cultura sostenibile. Questo studio ci metterà nella condizione di poter determinare i parametri per una pianificazione globale dell'umanizzazione dello sviluppo sociale e tecnologico, basato sulle capacità effettive della Terra e i bisogni della sua popolazione. Tutto ciò può essere portato a termine al meglio con un prospetto costantemente aggiornato e computerizzato delle risorse del nostro pianeta.

La funzione della prima città è di testare la validità dei parametri progettati, ed eventualmente apportarvi i cambiamenti necessari. Promuoverà questa nuova direzione della società su molti fronti con libri, giornali, tv, radio, seminari, teatri, parchi a tema, oltre a progettare e sperimentare processi di costruzione automatizzati per la prossima città. La ricerca andrà inoltre verso lo sviluppo di nuove risorse di energia alternativa, e verso la capacità di sopperire alle carenze energetiche attraverso lo sviluppo di nuovi materiali.

Il nuovo sistema fornirà tutte le occorrenze richieste per supportare le persone durante il periodo di transizione. Per sostenere la civilizzazione, è necessario coordinare tecnologie avanzate e risorse disponibili all'interno di un approccio ai sistemi umani globali. Ad esempio, le caratteristiche di una popolazione in una data area determineranno la quantità di ospedali e scuole da costruire e le attrezzature necessarie. Alcuni sistemi medici saranno mobili, altri prefabbricati sulla terra e sul mare.

Durante la transizione, le regioni più povere riceveranno generatori di calore per cucinare e sterilizzare l'acqua. Il cibo, per quelle aree, potrà essere disidratato e compresso per risparmiare spazio nel trasporto. Gli imballaggi saranno biodegradabili e potranno essere riutilizzati come fertilizzanti non contaminanti. Le regioni prive di terreni coltivabili utilizzeranno fattorie idroponiche, fattorie ittiche a terra, sea farming. L'energia sarà ricavata dal vento, dal sole, dalle fonti di calore, dal fotovoltaico, dalle maree e dalle risorse della biomassa e della geotermica, e così via.

Un team interdisciplinare composto di personale qualificato, in linea con i requisiti del progetto, lavorerà sui sistemi automatizzati per produrre e fornire i beni e i servizi su larga scala. Questi possono essere gli eserciti del futuro: una grande e pacifica mobilitazione per risanare e preservare la terra e i suoi abitanti. Tutto ciò non è mai stato fatto prima, e potrà essere realizzato solo quando il denaro non rappresenterà un ostacolo. La domanda non è “Abbiamo i fondi necessari?” ma bensì “Abbiamo le risorse e i mezzi per intraprendere e compiere questo percorso?”.

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