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Ma tutto ciò non è contro la natura umana?

Secondo H. G. Wells:

Gli anti-progressisti dell'inizio del ventesimo secolo amavano asserire che la natura umana non si altera mai; immaginare che gli uomini dell'età della pietra pensavano e sentivano come se fossero impiegati bancari che facevano un pic-nic in una caverna, e le idee di Confucio e Buddha fossero facilmente interscambiabili con quelle di Rousseau, Karl Marx o De Windt. Non erano semplicemente ignoranti, bensì disinformati riguardo a più o meno qualsiasi fatto essenziale delle esperienze passate e presenti della razza.

I nuovi utopisti per Robert Boguslaw:

Come evidenziarono Norman R. F. Maier e altri, anni fa, il termine “natura umana” è caratteristicamente utilizzato come uno schermo per nascondere la nostra ignoranza riguardo all'uomo in generale. E uno degli errori più elementari che si fanno all'interno delle discussioni circa il comportamento umano consiste nell'ignorare il fatto che le azioni degli uomini sono mosse da forze sia esterne che interne.

Come ha sottolineato Arthur C. Clark, e con lui molti altri, chi porta sul tavolo della discussione la questione della natura umana viene considerato ingenuo.

Dal libro “Looking forward” di Jacque Fresco:

Quando si conosceva poco di antropologia, sociologia e psicologia culturale, sembrava piuttosto giustificato opporsi alle riforme proposte dicendo “non funzionerà, è contro la natura umana”. Per molte persone è difficile rendersi conto del fatto che ciò che loro chiamano “natura umana” semplicemente non esiste. Le persone sono come specchi che riflettono ampiamente ciò che le circonda. Se gli esseri umani venissero al mondo con una “natura” prefissata e predefinita consistente in reazioni automatiche, la civilizzazione sarebbe impossibile. Come le formiche, vivremmo le nostre vite seguendo percorsi leggermente modificabili solo dal passare del tempo. L'aspetto magnifico della nostra esistenza è che veniamo al mondo dotati della massima flessibilità.

Da “The best that money can't buy”, pagina 89, di Jacque Fresco:

Bigottismo, razzismo, nazionalismo, gelosia, superstizione, avidità, egocentrismo, sono tutti percorsi comportamentali rinforzati e incoraggiati dalla nostra educazione. Questi percorsi comportamentali non sono tratti umani ereditati o “natura umana”, come a molte persone è stato insegnato di credere. Se l'ambiente circostante rimane inalterato, comportamenti simili si ripresenteranno. Quando veniamo al mondo siamo una “tabula rasa” per quanto concerne le nostre relazioni con gli altri.

In ultima analisi, qualsiasi giudizio riguardante comportamenti umani indesiderabili non risulta costruttivo se non cerca di alterare le condizioni dell'ambiente che lo genera. In una società che provvede alla soddisfazione della maggior parte dei bisogni umani, i comportamenti costruttivi sarebbero rinforzati, e le persone con difficoltà d'interazione all'interno della comunità sarebbero aiutate e non imprigionate.

Tendere a un particolare comportamento etico ha a che fare con gli ideali e le aspirazioni umane. La moralità funzionale è l'abilità di prevedere un processo che miri ad ottenere un ambiente sostenibile per tutti. Con questo, intendiamo la garanzia di aria e acqua pulite, così come i beni e i servizi, e un ambiente salutare ed innovativo che sia emozionalmente e intellettualmente soddisfacente. È difficile concepire soluzioni che servano gli interessi della maggioranza della popolazione in un sistema basato sul denaro. Niente di quanto accennato può essere realizzato senza una riprogettazione globale del nostro sistema sociale, e il rimpiazzo del sistema basato sul denaro con un'economia incentrata sulle risorse.

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