rapportarsi con il mondo del lavoro attuale
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secondo la mia visione delle cose,questo movimento e di conseguenza i membri che lo compongono dovrebbero in qualche modo rinunciare alle loro attuali occupazioni reinventando un modo comunitario di autosostentamento e reciproco aiuto per fare fronte all'impegno gravoso che questa "rivoluzione umanista" comporta...insomma estraniarsi completamente dai meccanismi attuali,riunirsi in una nuova comunita' autogestita sarebbe possibile?....
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EDIT:MASMA:
i TAG: autosostentamento del movimento, rapporto con il mondo del lavoro nella quotidianita'
sono poco consoni, mettete tag sintetici che racchiudano gli elementi base della discussione separati da virgole.
ho cambiato con...[autosostentamento, movimento, mondo del lavoro, quotidianita',]
se all'autore viene in mente qualche altro tag può aggiungerlo, ma ricorda che i tag devono essere ESTREMAMENTE CONCISI, usare solo parole di senso compiuto.
forum: spostato in **sistema monetario & breakdown sociale**
le multinazionali ed il potere utilizzano il denaro per arricchirsi,secondo me il movimento dovrebbe utilizzare il denaro(ma solo per ora)per espandersi,migliorarsi e divulgare il proprio pensiero,sarebbe impossibile attualmente abolire il denaro,questo deve nascere con piccoli passi,es:energia rinnovabile-zero costi(ovviamente nn l'impianto),meno lavoro-meno moneta,saranno le persone stesse che con l'avvento della tecnologia nn avranno bisogno di denaro,ma secondo me introdurre l'idea subito nn è saggio,l'abitudine al mondo attuale a bisogno di tempo per essere soppressa,nn sarà facile ma bisogna tentare,io sono con voi!!
E quello che penso anch' io. Diciamo però che non sarebbe cosi tecnologica questa comunità , ma almeno sarebbe molto organizzata. Quindi alla domanda: sarebbe possibile ? dipende che cosa vuoi fare o ci si aspetta. Sarebbe possibile oggi sposarsi e fare 4 figli ? e chi lo sa sta di fatto che qualcuno lo fa. Però per esperienza so che il progetto vuole estendersi a livello mondiale e non locale.
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edit masma:
ho sistemato il quote, mancava il tag di chiusura (/quote)
Sistema ancora troppo radicato.
Solo chi non ha alcun debito e ha dei consistenti risparmi potrebbe pensare di fare una cosa simile.
I soldi servono pure per respirare tra un po', ma ti confesso che l'idea non sarebbe poi così male, ma di sicuro sarà in una fase successiva.
Il lavoro oggi segue delle regole che hanno origine a ben 8-900 anni fa a seconda di quale esempio si prenda in esame.
Il concetto di banca centrale nasce con il banco di san giorgio fondato a Genova al tempo della repubblica marinara in una situazione di collasso economico dovuto al conflitto incessante con la repubblica marinara di Venezia.
È la prima banca del suo genere che oggi costituisce anche la totalità delle banche del pianeta.
Per approfondimenti Banco di S.Giorgio.
Le regole della società moderna sono basate sullo sfruttamento del lavoro salariato e la conseguente dipendenza che tale posizione implica riguardo all'approvigionamento delle risorse indispensabili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone.
Il lavoro non è una scelta ne una benedizione ne una fortuna bensì una costrizione perché solo tramite il lavoro si hanno i mezzi per sostentarsi.
Ciclicamente il sistema rende futile il lavoro non perché le merci sono divenute gratuite ma solo perché sono in eccessiva abbondanza e di conseguenza non vengono assorbite dal mercato assicurando la circolazione dei capitali (piccoli o grandi che siano)
La saturazione del mercato si innesca quando i rapporti di potere nel mondo economico iniziano una migrazione che è per forza di cose senza ritorno e consiste nella cessione della posizione di primato economico tra superpotenze economico-politiche.
In questi periodi storici ogni lavoratore salariato si ritrova soggetto alle stesse disumane regole, a dispetto di lingua o nazionalità.
In tutto il mondo vale la regola dello stipendio in cambio della tale prestazione lavorativa e se ne si vuole la forma "legalese" si può dire che il lavoratore salariato è anche il prestatore di lavoro che riceve una retribuzione monetaria da parte del datore di lavoro in cambio dell'aver venduto il suo tempo, la sua forza fisica e la sua mente per realizzare merci o servizi che di fatto saranno di proprietà del datore di lavoro.
La proprietà del risultato del lavoro del lavoratore salariato spetta al datore di lavoro in quanto quest'ultimo è il reale proprietario dei mezzi produttivi messi in moto dal lavoratore.
Per uscire dal legalese ed andare ad un esempio concreto:
una fabbrica, è un complesso di mezzi produttivi, che sono uniti e progettati per realizzare la produzione di una merce nel modo il più possibilmente rapido ed economico.
Gli operai che lavorano in questa fabbrica sono indispensabili per mettere in moto e coordinare il lavoro dei vari macchinari ed utensili.
Tutta la fabbrica ed il suo contenuto sono di proprietà del datore di lavoro.
Le merci prodotte alla fine della filiera saranno di proprietà del datore di lavoro.
Questo tipo di struttura è vecchia come il cucco ed è anche sorpassata perché oggi si sta affacciando il momento della totale robotizzazione della produzione.
Tuttavia la disoccupazione tecnologica non produce effetti differenti dalla disoccupazione generata dalla crisi di sovrapproduzione, sempre milioni di persone rimarranno senza lavoro e senza le basi del sostentamento.
Questo problema non è risolvibile con nessuna riforma
Per risolvere le varie problematiche legate alla disoccupazione, come ad esempio la povertà o anche la criminalità non si può passare dallo strumento delle riforme in quanto: il parlamento non è altro che un comitato d'affari per banchieri, datori di lavoro, avvocati e per l'Italia bisogna considerare anche mafiosi camorristi e 'ndranghetisti, e le riforme che servirebbero per liberare i lavoratori salariati dalla schiavitù del profitto andrebberò a porre tutte le persone nelle stesse condizioni materiali e sociali.
Questo è un deterrente per chi domina a non cambiare il sistema.
Il banchiere che alla fine di MF alza la cornetta è fin troppo magnanimo, nella storia si è avuto chiaro esempio di sete di sangue da parte dei banchieri che farebbe impallidire qualsiasi divinità maligna.
Il sistema non può quindi venir cambiato in modo graduale attraverso le sue istituzioni in quanto proprio tali istituzioni sono atte a mantenere stabile il sistema.
E quindi
Il sistema va modificato radicalmente in una rapida sequenza di eventi che si possono identificare in una rivoluzione.
Non dimentichiamo le parole di Fresco alla fine di MF, "loro useranno ogni mezzo che hanno a disposizione".
Il concetto di banca centrale nasce con il banco di san giorgio fondato a Genova al tempo della repubblica marinara in una situazione di collasso economico dovuto al conflitto incessante con la repubblica marinara di Venezia.
È la prima banca del suo genere che oggi costituisce anche la totalità delle banche del pianeta.
Per approfondimenti Banco di S.Giorgio.[···]
Troppo vero sto post adesso lo posto su i vari link di Democrazia Real Ya su Facebook e anche tra le mie note (potrei anche chiederti il permesso ma so già che qui nel MZ per queste cose non abbisognamo di permessi dal "copyright") con anche il link a Zeitgeit... Bravo Alessio!
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EDIT MASMA:
ho rimosso l'iperquote.
tutto ottimo, voto positivo, MA....
NON IPERQUOTARE.
oltre ad essere fastidioso e ridondante in alcuni casi fa crashare il forum!
fate i bravi!
Non ce n'è bisogno infatti, posta tranquillamente.
Quei concetti non sono miei, non è mia la paternità. li ho solo riesposti.
Si e no.
Sarebbe possibile farlo ma il risultato sarebbe quello di rappresentare una minaccia per le leggi statiche del sistema in cui viviamo e di conseguenza avremmo 2 possibili risultati:
1 realizzare qualcosa senza seguito che quindi non avrebbe "successo" tra le masse.
2 realizzare qualcosa di realmente funzionante che tuttavia finirebbe duramente contrastato con ogni mezzo materiale esistente.
Già si è avuto 1 esempio nel passato:
La comune di Parigi, finì nel bombardamento della città ad opera dell'esercito francese.
La soluzione deve essere messa in opera contemporaneamente ovunque sul pianeta.
Non basta realizzarne una piccola rappresentazione in una città o anche in uno stato per grande che sia.
discussione riaperta
tutti i contenuti OT sono stati rimossi.
[quote=ROBI]secondo la mia visione delle cose,questo movimento e di conseguenza i membri che lo compongono dovrebbero in qualche modo rinunciare alle loro attuali occupazioni reinventando un modo comunitario di autosostentamento e reciproco aiuto per fare fronte all'impegno gravoso che questa "rivoluzione umanista" comporta...insomma estraniarsi completamente dai meccanismi attuali,riunirsi in una nuova comunita' autogestita sarebbe possibile?....
Rimaniamo in tema sto giro.
La tua domanda rileggendola apre un quesito che non avevo inteso prima e cioè : gli studi che sono stati fatti fin'ora cosa dicono riguando appunto l'applicazione in scala ridotta del pv?
Ora perà andiamo fortemente nel tecnico e credo che le opinioni siano un po inutili , piuttosto girerei la domanda a chi ha pensato o progettato il progetto venus per chiedergli qualche appunto in questione.
ma come mai quando qualcuno si altera la butta in caciara e dopo parte la censura?
...meglio cancellare tutto vero? haha paura?
non mi offendo perchè ritengo che massimiliano abbia agito in buona fede, ma purtroppo senza un minimo di obbiettività dovuta credo alla rabbia ed alla frustrazione di non capire...
comunque... se c'è chi cancella, c'è qualcuno che recupera... giudicate voi...
Complimenti :)
non fare il cretino!...ah dimenticavo (con tante faccine) :-) :-P ;-)
ho detto che avrei cancellato gli OT al 30° commento su 46°
comunicazione di servizio
appena questa bagarre sarà terminata, rimuoverò TUTTI i commenti offtopic.
per ora ritengo utile lasciarli come "traccia" dei comportamenti dei richiamati.
edit:
i tuoi ed i miei commenti verranno riportati in una discussione CHIUSA che ho preparato.
com'è che adesso ci tieni tanto a mostrare come ho EVIDENZIATO che le faccine non sono una scusa per usare linguaggio scurrile od offensivo?
pensi di farmi danno? (hahahaha)
chi ha un briciolo di neuroni nella zucca SÀ DOVE VOLEVO ARRIVARE!
ti sei offeso?
ma io ho messo UN SACCO DI FACCINE!!!
non devi offenderti!
altrimenti verrà rimosso!
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edit:
calcola che i commenti in topics su questo 3d erano 13 su 46!!!
una media VERGOGNOSA!
...non mi sevon le parole apprezzo che apprezzi Gregg Braden :)
la mia personale opinione sul lavoro al giorno d'oggi:
sarebbe d'obbligo che facessimo:
un lavoro che non partecipi alla corruzione del sistema, o il meno possibile (inutile parlar bene e poi fai il promotore finanziario, vai anzi a zappar la terra)
un lavoro che sia "socialmente utile" cioè contribuisca in qualche modo positivamente alla collettività, qualsiasi cosa, anche il più umile purchè sia utile.
un lavoro che ti piaccia, che se hai rispettato i primi 2 punti dovrebbe già esser tale o molto vicino. Quando il lavoro piace oltre a essere più efficiente e di conseguenza più retribuito è anche un ottimo mezzo per abbassare lo stress causa dei peggiori mali (fisici e sociali)
...e tutto ciò anche a scapito della retribuzione e delle condizioni sociali, ci vuole sacrificio e intenti, ma appena anche solo intuite la gioia che vi darà non sarà più una pena, (sudo ma godo si dice dalle mie parti) tutto stà nel coraggio di fare la svolta... personale, prima di poter convincere gli altri, l'esempio è il miglior insegnamento.
questi sono i commenti che vorrei vedere da te!
in topic costruttivi e sagaci.
per la cronaca, in automoderazione ti ho dato "interessante"!
purtroppo il mondo del lavoro è una giungla, e mettere in pratica buoni propositi non è sempre facile.
però giustamente come dice magagna, bisogna almeno provarci e mettere in conto rinunce.
forse scopriremo solo poi che le rinunce non erano affatto tali.
Il lavoro è nella società attuale ciò che permette di vivere...
Ma a chi?
Non riguarda tutti questo concetto!
Non riguarda ad esempio un banchiere e non riguarda neanche il poprietario di una fabbrica, come non riguarda nessuno che sia datore di lavoro.
Tutti i lavori sono in realtà socialmente inutili, perché sono solo la perpetuazione del consumo ciclico e la via tramite la quale avviene la circolazione del denaro.
Io lavoro in una residenza sanitaria assistita ossia un nome astruso usato in legalese per intendere un ospizio pubblico.
Assisto gli anziani nelle attività giornaliere più basilari, cerco di dargli anche qualcosa che sia contatto umano, anche perché li vedo quasi tutti i giorni, cerco di rendergli meno pesante la giornata di noia o patimenti che puntualmente li aspetta ogni mattina che si svegliano.
Eppure un giorno di ogni mese anch'io prendo una busta paga.
Questo solo perché un bravo economista ha realizzato una serie di regole per fare in modo che un'anziano malato o semplicemente troppo vecchio rappresenti una fonte di guadagno.
L'anziano dentro la casa di riposo diventa alla stessa stregua della vacca dentro l'allevamento destinato alla produzione di latte.
Ci sono dietro:
fornitura di pannoloni, fornitura di farmaci, fornitura di pasti, fornitura di materiale per medicazioni, fornitura di biancheria per i letti, servizio lavanderia per la biancheria dell'ospite, assistenza infermieristica, assistenza medica, quando serve assistenza sociale fino alla fine quando arriva il trattamento della salma.
Ora capisco che detta così è molto cruda ma il sistema funziona così, non si fa nulla che non sia profittevole e si fa tutto ciò che è profittevole.
Inoltre va considerato che siamo in un momento delicato per chi lavora, si rischia ogni giorno di perdere il posto, perché i datori di lavoro stanno cercando in tutti i modi di RISPARMIARE, e quindi, lasciare ora un posto di lavoro significa lasciare una fonte di reddito sicura per una disoccupazione molto duratura.
Il valore della persona non sta quindi nell'apparente coerenza tra lavoro svolto e l'appartenenza al movimento ma nel contributo reale che si porta nel movimento.
Non è con un lavoro o con un altro lavoro che si risolvono i problemi che ben conosciamo, ma con le attività che svolgiamo oltre al lavoro, fuori dal contesto lavorativo oppure al suo interno ma che siano azioni che non consistano una motivazione di flusso di denaro.
fornitura di pannoloni, fornitura di farmaci, fornitura di pasti, fornitura di materiale per medicazioni, fornitura di biancheria per i letti, servizio lavanderia per la biancheria dell'ospite, assistenza infermieristica, assistenza medica, quando serve assistenza sociale fino alla fine quando arriva il trattamento della salma.
eccerto che tutto partecipa alla corruzione, qualsiasi cosa a cui attribuisci un valore monetario è indirettamente parte della corruzione.
la differenza la fai TE, da come lo fai il tuo lavoro, lo fai con piacere? ok, lo fai è socialmente utile a TUO avviso? ok, il come non partecipare alla corruzione nell'ambito lavorativo è un pò più complesso, ma pur sempre analizzabile scientificamente... fino a che farai un lavoro retribuito in qualche modo (anche senza denaro) è comunque ancora impossibile non parteciparvi indirettamente (alla corruzione), quando il lavoro sarà volontario non ci potrà essere corruzione in tal senso. a mio avviso il tuo lavoro è "socialmente valido" e se ti piace tienilo, ma non puoi paragonarlo a chi lavora in banca e cerca di appiopparti azioni di aria fritta. o chi stà giornate al telefono a cercar di vendere troiai.. dai retta ci sono mooolti lavori per non partecipare "troppo" alla corruzione e moooooltissimi che sarebbe meglio evitare.
sono infine d'akkordo con te che il lavoro non è il primario dei problemi... me è il tema di questo 3D in cui stai scrivendo se non ci hai fato caso :)
Non è con un lavoro o con un altro lavoro che si risolvono i problemi che ben conosciamo, ma con le attività che svolgiamo oltre al lavoro, fuori dal contesto lavorativo oppure al suo interno ma che siano azioni che non consistano una motivazione di flusso di denaro
sono infine d'akkordo con te che il lavoro non è il primario dei problemi... me è il tema di questo 3D in cui stai scrivendo se non ci hai fato caso :)
Quello che intendevo è legato al lavoro, ma non è lavoro. bensì azioni che entrino in contrasto con le richieste del datore di lavoro.
Anche un bancario può agire umanamente nel senso consigliando in modo decente una persona che gli si presenta.
Tutti i lavoratori dipendenti possono agire in tal senso se riescono a non farsi "beccare" per evitare sanzioni o penali o richiami scritti, verbali o licenziamenti.
Chi non può agire in questo modo è chi guadagna dallo sfruttare i bisogni altrui, e costui è nient'altro che un banchiere o un datore di lavoro et-similia e che d'ora in poi riassumerò tutti per praticità sotto la definizione unica di profittatori.
Una strategia valida comporta una certa quantità di capitali non entrati nelle tasche del profittatore di turno.
Questo da "un po'" fastidio detto in termini riduttivi.
questo è uno dei più grandi fraintendimenti che si sentono.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
analizzando l'art 1° con un po' di serietà, ci si accorge che la parola lavoro:
- non equivale a lavoro salariato
- o dipendente ecc...
lavoro s'intende nel senso più ampio del termine, se ci pensate, altrimenti sarebbe veramente assurdo metterlo nel a1°!
lavoro è l'attività umana per il progresso della società (della repubblica in qst caso) ed OGNI contributo vi è compreso, compreso chessò... i lavori domestici e l'accudimento dei figli, l'attività politica, il volontariato, ecc...
pensateci quando sentite qualcuno sparare banalità su quest'articolo.
EDIT:
esempio di traduzione....
[···] fondata sul fare
tanto per far capire, la parola lavoro è la più adatta, solo che viene fraintesa da molti.
Principio lavorista
Ci sono riferimenti già agli art. 1, com. 1 ed all'art. 4, com. 2. Il lavoro non è solo un rapporto economico, ma anche un valore sociale che nobilita l'uomo. Non è solo un diritto, bensì anche un dovere che eleva il singolo. Non serve ad identificare una classe. Nello stato liberale la proprietà aveva più importanza, il lavoro ne aveva meno. I disoccupati, senza colpa, non devono comunque essere discriminati.
ed in particolare l'art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Non è con un lavoro o con un altro lavoro che si risolvono i problemi che ben conosciamo, ma con le attività che svolgiamo oltre al lavoro, fuori dal contesto lavorativo oppure al suo interno ma che siano azioni che non consistano una motivazione di flusso di denaro
sono infine d'akkordo con te che il lavoro non è il primario dei problemi... me è il tema di questo 3D in cui stai scrivendo se non ci hai fato caso :)
Quello che intendevo è legato al lavoro, ma non è lavoro. bensì azioni che entrino in contrasto con le richieste del datore di lavoro.
Anche un bancario può agire umanamente nel senso consigliando in modo decente una persona che gli si presenta.
Tutti i lavoratori dipendenti possono agire in tal senso se riescono a non farsi "beccare" per evitare sanzioni o penali o richiami scritti, verbali o licenziamenti.
Chi non può agire in questo modo è chi guadagna dallo sfruttare i bisogni altrui, e costui è nient'altro che un banchiere o un datore di lavoro et-similia e che d'ora in poi riassumerò tutti per praticità sotto la definizione unica di profittatori.
Una strategia valida comporta una certa quantità di capitali non entrati nelle tasche del profittatore di turno.
Questo da "un po'" fastidio detto in termini riduttivi.
Aveva ragione Fresco non avete capito il venus project considerando che i decenni dei suoi studi hanno stabilito che al momento la migliore società da un punto di vista scientifico è quella senza lavori salariati tutti quelli attuali(o quasi) sono legati al profitto quindi profittatori,è karmikamente
ovvio ed è spiegato non solo nel secondo ma anche nel terzo film
Devhalan forse non hai inquadrato il significato di questo 3D.Nessuno di noi qui desidera lavorare per un profitto o per un mero tornaconto anzi,vorremmo impiegare le nostre energie e il nostro tempo e quindi "lavorare" per attività utili a noi stessi e agli altri,i cosiddetti lavori "socialmente utili".Ciò di cui si discute qui è come fondere la propria visione di "lavoro utile" agli impieghi attuali basati sul sistema monetario,dai quali ad oggi dipende il nostro sostentamento.Lavori quale medico,vigile del fuoco,architetto,veterinario,ecc nonostante vengano svolti per ottenere uno stipendio,hanno pur sempre un'utilità sociale.Lo stesso non si puo' dire delle seguenti occupazioni: bancario,pubblicitario,broker,commesso,cassiere,operaio,postino,ecc.Lavori di questo genere risultano essere esplicitamente capitalistici od obsoleti paragonati alle tecnologie attualmente disponibili.Questi sono i motivi dietro alle ultime argomentazioni: come scegliere un lavoro? come adattarmi a quello attuale? forse sceglierne uno nuovo?
Che lo si chiami Venus Project o in qualsiasi altro modo il risultato è quello che conta, non il nome ma le caratteristiche condizioni materiali.
Probabilmente non era chiaro nei 2 post da te citati ma qui tutti vorremmo evitare di lavorare per percepire uno stipendio partecipando al consumo ciclico.
Tuttavia oggi siamo nella condizione di essere costretti a lavorare per poter campare, considerando poi che di lavoro non se ne trova vista la situazione economica in cui ci troviamo risulta obbligata per ogniuno la scelta di tenersi stretto il posto di lavoro che ha, se ce l'ha.
Questo vale oggi e soltato in queste condizioni materiali.
Quello che dovremmo fare è realizzare i presupposti per liberare tutti della schiavitù del lavoro salariato e quindi del profitto con tutte le conseguenze del caso.
È un fine arduo da perseguire perché presuppone azioni che vanno a ledere gli interessi di chi trae profitto proprio dal lavoro salariato.
Una transizione da questa organizzazione sociale all'organizzazione sociale a cui aspiriamo, senza lavoro, senza denaro, senza sfruttamento dell'uomo sull'uomo, con una distribuzione eguale delle risorse e con un pari sviluppo delle forze produttive comporta lo spodestamento dal ruolo di "governo" oppure dominio o come lo si vuol chiamare dei profittatori:
un'azione che subirà reazioni violente da parte dei profittatori.
Una contestazione non-violenta da parte del 65% della popolazione non basterà per evitare lo scontro violento ed anzi sarà un invito a nozze per chi negli ultimi 800 anni è riuscito a provocare tante di quelle sciagure da poter non essere considerato umano ma diabolico.
Le azioni che vanno contro il profitto sono ad esempio quelle dell'impedire ad un profittatore di licenziare uno o più lavoratori.
Questo significa spuntargli il coltello che egli impugna sempre dalla parte del manico.
Questo è anche l'unica azione fattibile nelle condizioni materiali attuali che si possa fare contro il profitto.
Che cosa possiamo quindi fare per andare contro il sistema in modo sensato con la certezza di rompere i cosidetti ai profittetori senza diventare vulnerabili?
Formare le persone sulle condizioni materiali qui esposte senza aspettarsi troppo consenso da parte dei profittatori.
Più persone diventano coscienti di queste problematiche e di seguito della soluzione, più aumentano le possibilità della riuscita della transizione da questo sistema al VP (o chi per esso).
EDIT
Che sia chiaro che questo discorso va contro una norma del codice Rocco (codice legislativo risalente al ventennio fascista)
Ossia perseguire lo scopo di realizzare una società senza profitto, indovinate cos'è...
ill...
Ma non è che siete andati fuori tema ? Il quesito era essenzialmente questo: riunirsi in una nuova comunita' autogestita sarebbe possibile?....
Che lo si chiami Venus Project o in qualsiasi altro modo il risultato è quello che conta, non il nome ma le caratteristiche condizioni materiali.
Probabilmente non era chiaro nei 2 post da te citati ma qui tutti vorremmo evitare di lavorare per percepire uno stipendio partecipando al consumo ciclico.
Tuttavia oggi siamo nella condizione di essere costretti a lavorare per poter campare, considerando poi che di lavoro non se ne trova vista la situazione economica in cui ci troviamo risulta obbligata per ogniuno la scelta di tenersi stretto il posto di lavoro che ha, se ce l'ha.
Questo vale oggi e soltato in queste condizioni materiali.
Quello che dovremmo fare è realizzare i presupposti per liberare tutti della schiavitù del lavoro salariato e quindi del profitto con tutte le conseguenze del caso.
È un fine arduo da perseguire perché presuppone azioni che vanno a ledere gli interessi di chi trae profitto proprio dal lavoro salariato.
Una transizione da questa organizzazione sociale all'organizzazione sociale a cui aspiriamo, senza lavoro, senza denaro, senza sfruttamento dell'uomo sull'uomo, con una distribuzione eguale delle risorse e con un pari sviluppo delle forze produttive comporta lo spodestamento dal ruolo di "governo" oppure dominio o come lo si vuol chiamare dei profittatori:
un'azione che subirà reazioni violente da parte dei profittatori.
Una contestazione non-violenta da parte del 65% della popolazione non basterà per evitare lo scontro violento ed anzi sarà un invito a nozze per chi negli ultimi 800 anni è riuscito a provocare tante di quelle sciagure da poter non essere considerato umano ma diabolico.
Le azioni che vanno contro il profitto sono ad esempio quelle dell'impedire ad un profittatore di licenziare uno o più lavoratori.
Questo significa spuntargli il coltello che egli impugna sempre dalla parte del manico.
Questo è anche l'unica azione fattibile nelle condizioni materiali attuali che si possa fare contro il profitto.
Che cosa possiamo quindi fare per andare contro il sistema in modo sensato con la certezza di rompere i cosidetti ai profittetori senza diventare vulnerabili?
Formare le persone sulle condizioni materiali qui esposte senza aspettarsi troppo consenso da parte dei profittatori.
Più persone diventano coscienti di queste problematiche e di seguito della soluzione, più aumentano le possibilità della riuscita della transizione da questo sistema al VP (o chi per esso).
Sinceramente io non trovo logico che bisogna aspettare che le persone prendano coscienza,a parte che secondo me tutti la hanno e l' assopimento dipende dal fatto che i media sono manipolati,è più probabile che il vero risveglio avvenga quando il venus project sarà costruito nell' attuale mondo plasmato dal profitto
il pensiero rimane sempre influenzato da esso,non capite questa legge semplice a mio parere,l' unica cosa che bisogna fare secondo me è costruire il venus project ora i problemi amministrativi si possono risolvere spiegando la scientificità del progetto,ma per costruire una città del genere ci vuole poco con le tecnologie attuali per cui non vedo perchè aspettare non facciamo altro che perpetuare un mondo non giusto che c' è da migliaia di anni su questo pianeta,se attualmente le persone si ammalano è perchè oggi non vivono in un ambiente sano stress,inquinamento non solo fisico ma mentale
Io ho concluso un periodo di lavoro retribuito di 3 mesi di 3 ore al giorno col Comune. Mi hanno chiamato e ho accettato.
A mio modesto parere non vedo la disoccupazione come uno dei mezzi per portare a chissà quale rivoluzione di massa ne tanto meno come un mezzo di attuazione delle idee del VP.
banalmente:
se uno fa un lavoro che ama e che magari contribuisce anche nel miglioramento della società sia professionalmente che economicamente magari utilizza anche il salario per la realizzazione del VP lo deve abbandonare perchè il motivo per il quale lavora(miglioramento società) contrasterebbe i principi del movimento(miglioramento società)???
La disoccupazione tecnologica e l' assenza del denaro non dovrebbero essere delle conseguenze (e non dei mezzi ) dell' RBE e del processo di innovazione tecnico-scientifica nel VP ??
Dire di concretizzare il VP attraverso la disoccupazione è come dire di voler costruire un' edificio abitandoci dentro...
non so se ne avete già parlato sopra non ho letto tutto , se fosse così moderatori perdonatemi !!
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Fino ad ora io ho fatto ricerche su internet per vedere se sia possibile una società senza denaro; ho trovato una società che si chiama Nomadelfia, di stampo cattolico, poi il caso di un tizio che vive in una specie di roulotte e infine il caso di una donna tedesca che vive senza denaro ma alle spalle degli altri. Di chiacchiere riguardanti l'argomento " società senza denaro" ne ho trovate diverse in differenti siti internet. Attualmente non lavoro, tuttavia ho mandato tanti c.v., vivo alle spalle dei miei, ho 25 anni. Se i miei sapessero i miei pensieri, non voglio immaginare.... Comunque ho visto che nel sito zeitgeist vengono trattati tanti temi, mi sembra un pò che esso raccolga le insoddisfazioni degli utenti; il primo io a volte ho vissuto in una specie di fobia sociale. L'insoddisfazione principale che mi sono ritrovato é quella riguardante appunto il denaro; mi sono chiesto se i primi cristiani usassero il denaro nel loro lavoro visto che credo in Gesù. Da un lato i vangeli narrano che gli apostoli avevano una "cassa"; dall'altro vi sono alcuni avvenimenti del vangelo che non ho capito bene. Ad esempio quando Gesù caccia i mercanti dal tempio dicendo:" la mia casa deve essere una casa di preghiera e non una spelonca di ladri", ora non sò se Egli si riferisse al tempio o più in generale al mondo, non ho capito bene se la casa di Dio é il tempio o il mondo in generale. Poi vi é l'episodio in cui Gesù manda gli apostoli in giro comandando loro di non prendere niente per il viaggio; né pane, né sacca, né denaro nella cintura, ma soltanto un bastone; di calzare i sandali e di non portare tunica di ricambio. Nella lettera ai Romani viene raccomandato di sottomettersi alle autorità e di pagare le tasse, daltronde c'é il famoso detto di Gesù:"Dai a Cesare quello che é di Cesare e a Dio quello che é di Dio". C'é però un versetto del vangelo che non sono riuscito a trovare, spero di non sbagliare, in cui Gesù dice più o meno così: " Cesare non impone il tributo al figlio ma agli altri" frase che mi ha fatto un pò pensare, prendetela con le pinze questa frase perché non sono riuscito a trovarla, se la trovo la posto.