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Rivista sul movimento reale che abolisce lo stato di cose presente

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Dante Cruciani
Ritratto di Dante Cruciani
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Unito: 26 Maggio 2013
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Noi non ci presentiamo al mondo come dottrinari con un nuovo principio: ecco la verità, in ginocchio di fronte ad essa! Noi mostriamo al mondo dei principii che il mondo stesso ha sviluppato entro di sé. Noi non gli gridiamo: lascia le tue lotte, sono delle sciocchezze, le vere parole d'ordine sono quelle che ti diciamo noi. Noi mostriamo semplicemente ed esattamente al mondo il perché della sua lotta, e la sua coscienza sarà un risultato che dovrà acquisire, che lo voglia o no.

Marx a Ruge, settembre 1843.

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http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/rivista.htm

Segnalo in particolare questo articolo, che visto i temi trattati dal movimento, potrebbe interessare:

http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/31/la_grande_dissipazione...

Oggi il capitale, sempre più autonomo rispetto agli uomini, nel tentativo incessante di ingigantirsi ha trasformato il mondo intero in una rete inestricabile nella quale gli individui sono obbligati a vendersi ad una forza che li domina, costringendoli a sacrifici senza senso e deprivandoli del frutto del loro lavoro. Questa sua opera gigantesca, compiuta in un lasso di tempo infinitesimo rispetto a quello che la natura impiega per le proprie trasformazioni, mai sarebbe stata possibile attingendo alle sole forze fisiche di uomini e animali. L'uomo ha dovuto necessariamente attingere alla linfa vitale custodita nelle viscere della Terra. Prodotta grazie al contributo del Sole che trasformò materia inorganica in materia vivente, fu accumulata nel sottosuolo per diventare nuovamente materia fossile, minerale. Questa linfa non è illimitata. Il pianeta che ci ospita, in cui la materia si è trasformata e si è organizzata in forme sempre più complesse fino ad arrivare alla nostra specie, inizia a dare chiari segni di esaurimento. I limiti fisici posti dalla natura al capitalismo ci portano a concludere che esso non può essere in alcun modo eterno, ma allo stesso tempo ci mettono in guardia da un ottimismo meccanicista. Senza un'entità cosciente che rovesci la prassi in tempo utile ed organizzi la vita della nostra specie in modo consapevole, faremmo davvero la fine degli abitanti di Rapa-Nui. E sarebbe completa utopia il passaggio "dal regno della necessità a quello della libertà":

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