Zeitpillola | Politica e sistemi decisionali 3/5
Terza parte: IL VUOTO RAPPRESENTATIVO
Credits:
Concept, Editing audio e video:
Ezio Coriglione e Vincenzo Barbato
La voce fuori campo è di Sisco.
La musica di sottofondo è in Licenza CC:
· Ezietto - ZG theme (Orchestral Version)
· SGX - Peripatetic [short edit]
Testo:
L'attuale governo Monti, è nato da un vuoto politico, da una mancanza della nostra rappresentatività.
Oggi ci troviamo di fronte ad un vuoto rappresentativo, un po' perché abbiamo dato credito a promesse che i politici non hanno mantenuto, un po' per ignoranza e un po' per negligenza.
Quando il popolo sarà diventato abbastanza responsabile da non farsi convincere dalla propaganda e dalla demagogia, da non farsi soggiogare dalla paura, da non farsi trascinare dall'odio nei confronti dell'avversario politico o verso minoranze utilizzate come "capro espiatorio", potrà liberarsi potrà liberarsi grazie alla cultura, l'interazione offerta dalla rete e da milioni di persone che cooperano fra loro con l'unico scopo di essere utili, mediante la filosofia open source.
È un problema di educazione, di strumenti con cui sperimentare la possibilità concreta di realizzare una società evoluta, corrispondente alla visione del futuro che ci si prospetta davanti.
La crisi va superata cercando di crescere come individui, sentendoci parte della società, assumendoci le nostre responsabilità.
Non possiamo quindi sperare di risolvere la crisi economica e il disastro ambientale delegando questi problemi ad altri, per esempio affidandoci ai politici o ai tecnici.
[I POLITICI]
Nel sistema attuale, la maggior parte delle risorse è gestita da pochi "gruppi di potere" che con il loro denaro finanziano i politici, politici che probabilmente favoriranno gli interessi dei loro finanziatori, piuttosto che favorire lo sviluppo per il bene della comunità, preservando quindi questo stato di cose.
Non è possibile ottenere trasparenza e uguaglianza in un sistema finanziato da poche oligarchie che si autopreservano nel tempo.
Detto questo, però, non è nostra intenzione attaccare nessun uomo politico o funzionario pubblico, nè giudicare la loro condotta, nei casi in cui questa sia stata disonesta o irresponsabile.
Infatti anche gli stessi uomini cosiddetti "di potere", sono vittime di un sistema che li ha educati e plasmati ad agire in questo modo.
Anche i politici sono esseri umani che, come noi, hanno avuto a che fare con le tremende distorsioni sociali che attualmente governano il mondo.
I valori di queste distorsioni, sono costantemente rafforzati dai benefici materiali ottenuti proprio dalla corruzione politica.
Dovremmo compatire l'ignoranza delle persone che credono in questi valori.
Inoltre dobbiamo ricordarci che il sistema è supportato dalla popolazione stessa che lo fa esistere, quindi è solo nostra la responsabilità, non dei politici, decidere quale direzione prendere per il futuro.
Ma come possiamo rivolgerci verso questa direzione all'interno di un sistema democratico rappresentativo?
- Blog di Vincenzo Barbato
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Fantastico, bellissimo lavoro complimenti! appena uscira il 4 ed il 5 lo faro vedere nella mia prossima riunione con la cittadini di Latiano (BR)! grazie mille per il lavoro fatto ragà!
Giuseppe :)
Che cos'è un C.A.F.?
Non ci ho capito niente
La politica per come la conosciamo ai giorni d'oggi non serve a nulla. Mi capita spesso di chiacchierare con qualche amico; se mi capita di fare dei riferimenti alla politica, subito mi dicono: "nooo... la politica non mi interessa, voglio starne alla larga perchè sono tutte scemenze".
Purtroppo non ho mai il tempo adatto e l'occasione adatta per sviluppare in modo efficace ed adeguato quello che penso.
Quello che penso non piace, ed annoia molto.
Ho avuto modo di frequentare la via principale del mio paese, per molto tempo. Questa stradina è dritta, si presta bene al passeggio e l'intrattenimento per chiacchierare in compagnia.
Quello che sentivo dire dalle persone, erano sempre le stesse cose: l'odio verso quel presidente della regione, (Molise), l'invidia nei confronti di quelli che accumulano tanti soldi attraverso la manipolazione e le raccomandazioni... ed ho sentito tante altre cose che erano soltanto critiche di disprezzo nei confronti di qualcuno o di qualcosa.
Sono tutte cose che non servono a niente.
Da quel poco che so, politica significa: "organizzazione sociale".
Wikipedia dice così: "La politica, secondo un'antica definizione scolastica, è l'Arte di governare le società"
E governare cosa significa?
Reggere il timone
Il timoniere di una nave, è il responsabile della direzione che prende il mezzo di trasporto; il capitano ordina al timoniere dove andare, ma il vero potere ce l'ha il timoniere, perchè potrebbe anche ammutinarsi e decidere di non eseguire gli ordini del capitano, e quindi prendere una direzione decisa da lui stesso.
La politica è come una macchina; gestita e governata da persone che non sanno usarla. Proprio come suggerisce il filmato: è necessario provare compassione per queste persone che non sanno governare. Perchè sono schiavi di un contesto ben definito, in cui dòmina questo tipo di cultura che tutti conosciamo.
Ed allora cosa possiamo fare?
Lo dice il filmato: creare cultura e comunicazione attraverso le reti, in stile opensource. Questo si traduce anche nella creazione di forum in cui lo scopo non sia quello di fare a gara a chi si dimostra più seducente, (quella è propaganda), ma che sia lo scopo di trovare soluzioni funzionali, che soddisfino davvero le richieste dei cittadini.
Riguardo le richieste ho dei seri dubbi. Nel video precedente, fa vedere che spesso queste richieste sono "vuote", perchè spesso si chiede lavoro, sussidi, agevolazioni, leggi dentro altre leggi che tentano di mettere dei tappi al sistema giuridico che fa acqua da tutte le parti.
In realtà quello che tutti noi dovremmo chiedere è.... cibo, acqua, una casa, energia.
Io non lo so che cos'è un C.A.F. a me serve acqua, cibo, una casa ed energia.
Il filmato stesso suggerisce: basta delegare!
Mi viene proprio da pensare che votare equivale a delegare la responsabilità. Riflettendoci bene: alla fine diventa inevitabile delegare una parte di responsabilità, perchè naturalmente non posso avere tutte le specializzazioni del mondo. Il mio scopo è quello di studiare scienze informatiche, ma oltre a desiderare di possedere queste competenze tecniche, mi sono fatto anche un'idea del quadro completo sulle varie componenti che fanno parte del mondo che mi circonda in una "concezione olistica".
In questo modo, se un agronomo mi viene a proporre il suo prodotto, anche non conoscendo in modo approfondito quel tipo di disciplina, partendo dalle nozioni basilari, non mi lascio abbindolare da giochetti di propaganda, e di conseguenza non delego la mia responsabilità in modo ignorante.
Quindi, in parte delego la mia responsabilità, ed in parte lascio che qualcuno prenda delle decisioni, al posto mio (governa); ma lo faccio con cognizione.
Se volessi davvero proporre qualcosa in stile "politica", allora proporrei la dichiarazione di tutte le risorse naturali, come patrimonio dell'umanità; da utilizzare in maniera adeguata alla soddisfazione di TUTTI, e soprattutto nell'utilizzo eco-compatibile di queste risorse. (E' un'idea del Venus Project).
altra proposta: studiare in maniera sistematica le condizioni del pianeta: "dove si produce cosa" in maniera proficua per l'ecosistema; trasformare questa "cosa" in bene primario, e smistarla in base alle richieste di TUTTI (non di qualcuno oppure la maggiorparte).
Creazione di sistemi (volendo elettronici), capaci di elaborare una massiccia dose di informazioni, che racchiudono le richieste di TUTTI.
ancora... altra proposta: studiare il sistema ecologico (già è stato studiato), in tutte le sue componenti climatiche, (caldo, freddo, umidità...). In base a questi studi, si creano sistemi efficienti per la soddisfazione di tutti, in maniera gratuita.
Da quì sorge una domanda che molti fanno, e chi segue il Movimento Zeitgeist, ed il Venus Project, sa molto bene.
la famosa domanda è: "ma se non lavoro per soldi, come faccio a soddisfare i miei bisogni?"
Ormai la risposta la conoscono tutti, mi va di ripeterla: "Nel sistema in cui tutti partecipano alla creazione di qualcosa da mettere a disposizione, tutti avranno a disposizione ciò di cui avranno bisogno... senza dover fare uso di denaro".
altra domanda: "e perchè dovrei lavorare se posso ottenere tutto gratis?"
Naturalmente, è una domanda che proviene dalla cultura attuale che vede il lavoro come qualcosa di faticoso e non come qualcosa di stimolante da fare, per il piacere di svolgere un'attività creativa.
E potrei andare all'infinito.... scrivendo cose che ormai già conoscono bene le persone che partecipano a questo forum elettronico.
Ma forse alcuni non sanno che cos'è il C.A.F....
Lo so: scrivo messaggi lunghi che annoiano, ma questo spazio è l'unico momento in cui riesco a condividere il mio interesse per cose che mi piacciono.
L'alternativa sarebbe quella di sentirmi estremamente solo, ed isolato perchè raramente ho le occasioni per dialogare riguardo questi argomenti.
La maggiorparte delle persone sono interessate a cosa fa La Roma oppure il Napoli, Ci ho provato, ed in tanti modi, ma non c'è nulla da fare... la risposta dei miei amici riguardo questo argomenti è un'espressione VUOTA.
Quelle volte in cui sono riuscito ad attirare l'attenzione riguardo il problema dell'attualità, è rimasta un'idea campata per aria, una specie di "parlare per il piacere di farlo"; ma in realtà io desidero raggiungere ciò che in gergo chiamano "fatti concreti e non parole", ed è per questo che mi sento "drogato del venus project": ci penso sempre, e desidero davvero fare qualcosa per poter partecipare. Naturalmente è un obiettivo lontano, perchè devo prima studiare.
Le zeit-pillole sono molto interessanti; ripetono le stesse idee che stanno nei film zeitgeist, ed i concetti fondamentali del VP, ma lo stesso mi piace ed è ben fatto, perchè racchiude in poco tempo, delle idee davvero stimolanti. Peccato che fino ad ora, parlandone con le persone che mi circondano, non ho mai ricevuto un feedback di tipo attivo, ma soltanto passivo; e mi piacerebbe tanto, qualche volta, che fosse l'altra persona a chiedermi cosa ne penso su qualcosa...
I C.A.F. sono Centri di Assistenza Fiscale retti in genere da sindacati che usando connessioni internet aiutano il singolo contribuente a calcolare le tasse da pagare secondo il reddito e/o ottenere agevolazioni economiche personalizzate.
Le mie proposte riguardano quei primissimi cambiamenti secondo me necessari per avviare il cambiamento della mentalità della gente verso una economia basata sulle risorse e non sul denaro. E' un primo accomodamento delle attuali regole sociali per avviare e sviluppare gradualmente nelle persone la nuova mentalità con cui è possibile comprendere lo Spirito del Tempo: è una specie di ri-educazione "in progress".
Il VP non può concretizzarsi e svilupparsi con le attuali regole finanziarie né su "quanto denaro costa" (espressione tipica della proprietà privata individuale e statale...) ma piuttosto è fattibile in una sistema economico non basato sul denaro bensì sulle risorse, disponibili senza cartellino del prezzo.
Per molti è una utopia irraggiungibile ma non dimentichiamoci che alcune utopie hanno fatto la Storia ed io trovo che lo ZG sia il migliore progetto per un futuro mondiale felice a partire da oggi.
Se posso esserti utile documentati sul mio facebook dove condivido ( non ordinatamente ) molte idee in proposito e vai sui links per approfondire le tue opinioni. Non avere fretta perchè il cambiamento concreto non so se io farò in tempo a vederlo e comunque cerco di diffonderne i principi ai miei amici su FB e gli amici e conoscenti della vita di tutti i giorni. Ovviamente a sani principi devono corrispondere stili di vita coerenti.
Il mio motto è : Ama te stesso e gli altri e l'ambiente vitale per vivere felicemente a lungo.
Dopo aver pubblicato tutte le 5 parti verrà ripubblicata su youtube anche la pillola intera, contenente le 5 parti montate in sequenza senza le sigle e i titoli intermedi.
La durata dovrebbe aggirarsi intorno al quarto d'ora o giù di li.
Ciao.
Se questi messaggi lunghi che scrivo sono sgraditi, avvisatemi! Così non lo faccio più.
Il mio motto è : Ama te stesso e gli altri e l'ambiente vitale per vivere felicemente a lungo.
Mi piace. Anche io ci avevo pensato sotto una prospettiva leggermente diversa. Prendendo in prestito delle parole che ho letto da qualche parte (non ricordo dove): "Siamo ancora costretti nelle attuali regole del gioco, e se vuoi giocare quindi, devi attenerti a queste regole". Quindi cambiando qualcosa, che alla fine corrisponde sempre al mettere una toppa inefficiente al meccanismo che continua a non funzionare, è possibile gradualmente passare ad un modo di fare economia, più adeguato.
Sto iniziando a comprendere la necessità di adeguarsi alle regole del gioco; prima ero molto drastico e fin troppo idealista, ma con certe esperienze, mi sto rendendo conto che se aspiro ad ottenere determinate capacità nel mondo scientifico, è necessario "piegarsi", attenersi alla disciplina. Mi sto accorgendo che c'è un tempo per piegarsi, ed un tempo per alzare la testa.
Ritornando al tema principale: "la zeit-pillola", questo cambio di prospettiva che ho sperimentato, corrisponde al fatto di idealizzare troppo il desiderio di un sistema politico efficiente.
Infatti, quando mi càpita raramente di parlare riguardo la proposta di un cambiamento drastico, subito dicono: "No... è impossibile, è un'utopia".
Poi non riesco a proseguire, perchè quell'affermazione viene detta con un linguaggio del corpo che mi fa intuire che il discorso finisce lì, è il desidero dell'interlocutore di avere l'ultima parola.
Ennesima compassione, comprendo molto bene la paura di sperimentare altri punti di vista che vanno a smontare alcune certezze installate nei circuiti neurali da quando si era bambini.
Siamo troppo abituati a pensare che il mondo ideale non può esistere; siamo abituati a camminare piegati e ci crediamo che quella sia l'andatura naturale, per il semplice motivo che abbiamo dimenticato com'è bello chiedere sempre "perchè", ed immaginare un mondo "utopistico", oppure utòpico, (insomma ideale).
Mi chiedo sempre che c'è di male nello sforzarsi di raggiungere una condizione ideale, anche se questa condizione è irraggiungibile. Alla fine corrisponde al miglioramento di se stessi in relazione con le altre persone, e quindi anche il miglioramento della società stessa.
E questo tipo di automiglioramento può anche proseguire all'infinito, avendo come obbiettivo una cosa che è concretamente irraggiungibile, ma utile per gestire i propri limiti e migliorare sempre.
Attenzione: faccio autocritica: non sempre riesco ad aderire a questo ideale che tanto mi piace; è normale cadere e poi rialzarsi, nessuno è perfetto. Se non mi criticassi in questo modo, farei lo stesso errore di tante persone che "parlano bene e agiscono male". Per questo, quando ascolto una persona, mi piace prestare attenzione a quello che dice, e poco mi interessa verificare che si attenga concretamente a ciò che dice.
Poi, a volte mi càpita anche che ho tanto desiderio di essere compreso, che non riesco ad ascoltare le ragioni del mio interlocutore, e faccio l'errore che io stesso critico.
Ma tutto questo è fuori tema?... Può darsi.
Ma spesso leggo nei messaggi: "Si va bene.... ma alla fine cosa possiamo fare concretamente?"
Attraverso questa specie di riflessioni senza capo e nè coda, mi piace mettere a disposizione le mie esperienze, per cercare di rispondere a questa urgente domanda: "Si ma... queste sono solo parole... come facciamo a fare i fatti?"
Queste esperienze e riflessioni, raccontate, potrebbero essere un modo specifico del come "fare davvero i fatti", oppure uno spunto per ulteriori riflessioni.
L'alternativa, la conosciamo.... è l'oblìo.
Sul che fare concretamente io individuo due àmbiti o campi, uno individuale e uno collettivo, in sinergia tra loro, che riguardano la cura del comportamento personale e la modificazione del sistema economicosociale.
Personalmente cerco di applicare i principi dello ZG nella mia vita quotidiana agendo tra le righe del sistema socioeconomico vigente ma evitando scontri frontali suicidi e piuttosto curandomi di non alimentare il sistema che contesto e quindi di essere d'esempio alle persone, col mio comportamento coerente alle idee che esprimo, ripeto: senza eroismi dimostrativi.
Sul piano collettivo sostengo l'unione politica degli stati europei a tutti i costi in vista della seguente transizione democratica ad un sistema che sia d'esempio ai popoli del mondo. Lo stato italiano corrotto dalla storica autopercezione d' essere dipendente, un tempo da stati stranieri ed oggi dalle lobby affaristiche e ideologiche (del mercato selvaggio a cui la politica nostrana è collusa e asservita ), da solo non può fare nessuna transizione perché nell'attuale sistema socioeconomico mondiale perderebbe la competizione economica e ci ritroveremmo economicamente più poveri. L'europa nel suo insieme di popoli democratici e risorse disponibili è una forza che può permettersi quella transizione che noi " il 99% " auspichiamo e con ciò diventare l'esempio per tutti i popoli del mondo.
Buon giorno FabioMariaAgostinelli,premetto che non voglio entrare nel merito delle sue convizioni quali, dare sostegno agli stati europei.
lei dice:
Sul piano collettivo sostengo l'unione politica degli stati europei a tutti i costi in vista della seguente transizione democratica ad un sistema che sia d'esempio ai popoli del mondo.
Allora...credo che il progetto europa unificata,si sta dimostrando in modo oggettivo un fallimento,perchè:
Pechè non c'è ammissibilità che venga preso come modello economico solo quello di uno stato,e cioè quello tedesco.
Perchè da questa crisi sono solo i tedeschi che stanno avendo un lauto tornaconto economico,a fronte di una forzosa,coercitiva ristrutturazione sociale di quasi tutti gli altri stati membri,dove si sono formate delle fratture sociali insanabili.
Non sono(per fortuna)un'analista di borsa o economista,ma è palesemente evidente lo scarto tra la germania e gli altri paesi membri,e tutto questo perchè la moneta unica è partita con una sovraquotazione nei confronti del dollaro.(modello marco tedesco)
In termini economici la forza di uno stato si misura a fronte delle risorse naturali,e per quello che i dati dimostrano,gli stati uniti in virtù di più risorse naturali,in primis il petrolio,ancora (non so per quanto)possono definirsi più "forte" dell'europa.
E'in atto una guerra di monetaria senza precedenti,al solo fine di togliere risorse per il sociale,la sanità ,la casa ,i servizi,etc.
Per come la vedo,il progetto europa doveva partire con:
1)formare un governo europeo (oggi di fatto non c'è)
2)la bce senza poteri di sovrastruttura (in europa comandano i poteri forti della finanza)
3)livellamento di potere di acquisto di tutti i cittadini europei,
(in italia abbiamo perso circa il 35/45% di potere di acquisto.
Insomma credo che attraverso la propria intelligenza della percezione,possiamo costatare che in europa non frega nulla della gente comune,a loro interessano solo numeri da sostituire alle "Persone".
cordialmente
Neanch'io sono esperto di economia e non mi piace come attualmente, serva dei poteri economico-finanziari, si comporta l'europa politica in generale con i concittadini. L'attuale sistema finanziario mi fa schifo. Tuttavia la transizione secondo lo ZG non può farla un singolo stato europeo di fronte a colossi come la Cina e altri, se non facendo l'"autarchia" ( cioè fare tutto da soli) però l'Italia è un paese manifatturiero che non ha risorse naturali sufficienti, vale a dire che senza rapporti commerciali con l'estero non può mantenere l'attuale "benessere" materiale . Se noi Italiani votassimo in maggioranza per il cambiamento secondo lo ZG ma isolati dai vicini europei e nord-africani, da soli ci ritroveremmo poveri cioè con auto, ultra-telefonini, pc, reti di comunicazione, ferroviarie, energetiche ecc... molto più costose di oggi e meno accessibili alle tasche dei meno abbienti. Le energie verdi e rinnovabili non sono, ad oggi, sufficienti. Personalmente sono un consumatore che si diverte, si istruisce, mangia e fuma con meno di duemilacinquecento euro all'anno, con bicicletta ma senza auto privata, proprietario di una porzione di prima casa popolare, ma con bollette, piccolo aiuto economico a mio figlio e spese straordinarie escluse da questo conto.
La soluzione di questa situazione secondo me è lottare democraticamente su due fronti: 1 - unire politicamente più stati possibili 2 - maturare gli elettori perché col voto democratico ( europeo e oltre ) ridimensionino di molto la dittatura del merkato, per avviare la transizione secondo lo ZG.
Se noi ( che siamo il 99% degli elettori) rinunciamo a certi lussi che manteniamo nei confronti dei grandi paesi in via di sviluppo allora non ci sono più motivi per farci "governare" dai profittatori del merkato globale ( che sono solo 1% degli elettori ). Mi sembra che siamo d'accordo e allora diamoci da fare col nostro esempio di stile di vita e diffondendo il nostro Spirito del Tempo (ZeitGeist) nella coscienza di tutti.
W il F.I.L. cioè felicità interna lorda ( gross national happiness GNH ) "contro" il P.I.L. cioè prodotto interno lordo ovvero il potere del merkato. Con la mente e il cuore.
Salve,
Fabio Maria Agostinelli ha scritto:
Se noi Italiani votassimo in maggioranza per il cambiamento secondo lo ZG ma isolati dai vicini europei e nord-africani, da soli ci ritroveremmo poveri cioè con auto, ultra-telefonini, pc, reti di comunicazione, ferroviarie, energetiche ecc... molto più costose di oggi e meno accessibili alle tasche dei meno abbienti.
La competizione economica nell'attuale sistema economico si misura in relazione a ciò che sei in grado di offrire sul mercato globale. Per meglio intenderci, sul rapporto qualità-prezzo. Noi oggi per produrre quasi tutti i beni utilizziamo almeno una volta,o più volte in alcuni casi, all'interno del ciclo produttivo, combustibili fossili per ricavare energia necessaria a garantire il funzionamento del ciclo stesso. Come, aimè, tutti sappiamo, i combustibili più diffusi sono petrolio, gas e loro derivati che a causa della loro "scarsità" sono scambiati a prezzi elevati sui vari mercati e di conseguenza vanno a incidere, spesso in misura notevole, sui costi di produzione dei beni e/o servizi offerti sul mercato. Ancora oggi è diffusa l'opinione che le fonti di energia rinnovabili sono efficienti solo in alcuni settori della produzione. Ma questo non perché non possano esserlo anche negli altri settori (trasporto su tutti) ma semplicemente perché non vengono investiti ulteriori risorse nella ricerca e sperimentazione scientifica che permette di accelerarne il processo e fabbricare nuove macchine in grado coprire l'intero fabbisogno energetico. Anche questa non è "utopia" e la storia ce lo ha insegnato...
Il succo della questione è:
favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie in grado di offrirti energia illimitata e a basso costo (o praticamente nullo) diminuisci notevolmente i costi di produzione dei beni e servizi offerti e di conseguenza si abbassa anche il prezzo del prodotto finale immesso sul mercato. Risultato:
diventi più competitivo e non soffriresti le turbolenze del mercato esterno.
Diventeresti un modello da seguire anche per le altre nazioni scatenando una reazione a catena.
Diminuiresti improvvisamente l'emissione di Co2 e sostanze tossiche derivanti dall'utilizzo di combustibili fossili e magari un giorno capiresti che, avendo energia illimitata e per sempre, avresti risolto il problema di scarsità delle risorse e di conseguenza anche il denaro non avrebbe più alcun motivo di esistere.
Tecnicamente tutto ciò è possibile. Di fatto non avviene a causa delle varie collusioni fra multinazionali, banche, governi (come ben sappiamo grazie ai vari documentari di VP e ZG) etc. rivolte a mantenere l'attuale status quo
Siamo proprio geniali! (si certo, fin quando ci sarà aria sulla terra...)
Sììì, sono d'accordo sulla conversione della produzione energetica in fonti verdi e rinnovabili e gestite localmente. Unendo, dopo i commerci, anche le politiche negli Stati Uniti d'Europa, noi 99% col voto elettorale possiamo decidere democraticamente tante "conversioni" e concretizzarle in un ambito europeo (socialmente solidale) che è abbastanza vasto geograficamente ed economicamente forte per riuscire a ridimensionare i grandi profitti privati e il loro potere ( commerciale e non democraticamente eletto ) con cui imperano nell'attuale (socialmente cieca) dittatura delle regole di merkato finanziario-commerciale globalizzato. Regole che piuttosto vanno convertite ad esclusivo favore dei popoli affinché ogni persona ( senza pretese di supremazia sugli altri ) sia semplicemente felice della vita quotidiana che sta conducendo. Noi europei e non solo, oggi siamo già abbastanza protetti e sostenuti dalle tecnologie per decidere ( senza dover soffrire inaccettabili penurie) di anteporre alla logica del PIL quella del FIL e perciò indicare ai paesi in via di sviluppo dove stanno andando quelli che li hanno preceduti nel benessere.
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Sistemi decisionali
Propongo:
1 - Alle elezioni politiche non si votano coalizioni ma specifici programmi di governo dettagliati e scadenziati (a cui s'impegnano determinati candidati di liste e/o partiti se sono eletti ). Se dopo sei mesi a giudizio di un referendum popolare apposito non si sono raggiunti i risultati promessi in campagna elettorale e alle scadenze come predefinite nel programma di governo, allora il presidente della repubblica DEVE indire nuove elezioni.
2 - Dato l'aumento del numero di votazioni e il costo di quelle attuali cartacee, le votazioni sono fatte online con firme certificate da casa e chi non è connesso vota con firma certificata online presso i terminali dei C.A.F. o del Comune di residenza. Le votazioni certificate sono raccolte in un server centrale, non sono cancellabili e sono consultabili da tutti.
3 - Dato il prevedibile avvicendamendo al governo di numerose figure istituzionali sono abolite tutte le dazioni di denaro pubblico a loro favore fatti salvi i compensi mensili durante la carica istituzionale e i pensionistici equiparati a quelli degli altri cittadini, il cui cumulo non può superare quattro volte il reddito minimo di cittadinanza, più le spese piè di lista certificate e pubblicate.
4 - Le campagne elettorali tratteranno di specifici programmi di governo e tutti messi ugualmente a confronto nei media, in determinate fasce orarie, a costo zero.
FabioMariaAgostinelli