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Insegnamento e gamification

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Giacomo Mariani
Ritratto di Giacomo Mariani
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Ciao,
è da un po' che seguo il movimento Zeitgeist e ho visto anche alcuni video dove parlavate, tra le altre cose, dell'insegnamento.

Volevo segnalare un libro: A theory of Fun for game design, di Raph Koster. A questo link trovate il sito
Se ne parla anche in questo articolo.

Tra le varie idee presentate nella teoria "gamification" si parla della possibilità di usare i giochi per insegnare. Cosa che in teoria dovrebbe rendere più coinvolgente l'apprendimento e aumenterebbe allo stesso tempo l'efficienza del tempo utilizzato.

Stesso metodo si potrebbe usare anche per mostrare (e insegnare) lo Zeitgeist.
Si trovano informazioni anche su wikipedia inglese.

Volevo sapere se avete già considerato un'idea del genere e se qualcuno del movimento conta di sviluppare qualcosa del genere.

Un abbraccio,

Giacomo

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Massimiliano Pi...
Ritratto di Massimiliano Pizzirani
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insegnare ai bambini

insegnare ai bambini non è una cosa semplice proprio perchè non puoi contare sulla razionalità e la capacità di analisi degli adulti. è anche limitato quello che puoi insegnargli, ad esempio fargli comprendere realmente i meccanismi economici che portano al non abbandono del petrolio come fonte energetica primaria non è certo una cosa semplice. inoltre sarebbe molto riduttivo e credo diseducativo ridurre tutto a un gioco di lotta tra gli attivisti buoni e i petrolieri cattivi, sarebbe un po' come i vecchi film western in cui i cowboy erano sempre buoni e vincevano sempre, e gli indiani sempre cattivi. in realtà i petrolieri in sé non sono cattivi o dannosi, se i governi si decidessero a governare e a non esserne succubi si potrebbe utilizzare il petrolio in misura molto limitata quando strettamente necessario e non può ancora essere sostituito in toto o in parte con qualcos'altro, come nella produzione di materie plastiche. In quel caso i petrolieri sarebbero ridimensionati e avrebbero una funzione positiva nella società, fornendo nella giusta quantità un bene ancora necessario. Il problema dunque è tutto il sistema, ridurlo a dire semplicemente che i petrolieri sono i cattivi sarebbe una semplificazione esagerata che diventerebbe diseducativa.
Credo che soprattutto nell'educare i bambini bisognerebbe raccontargli storie del passato, esempi da seguire, e insegnare dei valori fondamentali invece che delle teorie economiche o sociologiche. Attraverso i giochi i bambini dovrebbero imparare il rispetto per la natura, per la vita, per le risorse disponibili e l'amore per la conoscenza. Questi sono poi tutti concetti contrari a quelli che ricevono nel mondo moderno: i bambini imparano a sprecare tutto ciò che hanno, dal cibo all'acqua, dall'energia al loro tempo, danno valore ai cellulari e ai computer e non si rendono nemmeno conto di vivere in un ambiente naturale, e sono troppo impegnati a cercare nuovi amici su facebook che per sfruttare internet per leggere e imparare. Dei giochi per bambini dovrebbero consentirgli di esplorare questi nuovi modi di pensare, che sono poi la base per la costruzione di un nuovo mondo.

Paolo Vincenzi
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Giochi di ruolo e oltre... ZeitWorld

La mia esperienza di giochi di ruolo mi fa supporre che sia accattivante e interessante ideare un mondo virtuale dove sia possibile simulare una vita senza il denaro. Ovviamente l'intento non è necessariamente quello di insegnare, non tutti vogliono affacciarsi a questa realtà con lo spirito istruttivo, ma potremmo ideare un avvicinamento agevolato a questo processo di disintossicazione utilizzando le tecnologie disponibili al momento.
Ideare un gioco che non preveda conflitti, speculazioni, scontri, tenderà ad interessare un target di per se già predisposto alla non violenza e magari si potrà disintossicare quella marea di persone che giocano a giochi di guerra, se riusciremo a rendere il game interessante e accattivante.
Serve la capacità di elaborare un software, un background di partenza che è semplice (la fotografia del pianeta terra), un motivo per giocare/un obiettivo da raggiungere.
Ho giocato per curiosità per alcuni mesi a Tribals, dove ho scoperto che le persone sono predisposte al conflitto in termini di desiderio di sconfiggere il nemico, ma anche predisposte all'aggregazione, le squadre (tribù) si organizzano in forum interni molto interessanti come processo comunicativo interno al game, dove discutono le tecniche per vincere.
Qui serve una piattaforma dove sia previsto che ognuni si costruisca la sua casa, in una location a scelta (indipendente, condominio, ecc.). In questo mondo non si lavora perchè non serve per mantenersi ma si mangia, si beve, in ristoranti gratuiti, dove si conosce altra gente.
Ok si mangia, si beve, si dorme e poi? Poi si gioca!
A me non piace ma si potrebbe giocare a tennis, quindi ci si iscrive ai tornei di tennis e si simula una partita con altri giocatori reali. Questo già esiste in rete persone che non si conoscono giocano a scacchi, dama, poker.
Si va in barca a vela prendendo una barca al porto e si fa una gita in montagna, poi si va sui pattini e perchè no a caccia di panorami con la macchina fotografica.
Il difficile sta nel simulare tutte le posibilità proposte perchè i campi di applicazione sono pressochè illimitati.
Io andrei all'università, se potessi studierei materie di mio gradimento in questo ZeitWorld. E le applicazioni sarebbero reali, cioè si studierebbero materie conosciute e disponibili a tutti nelle lingue di tutto il mondo.
Manca una cosa però, tolta la difficoltà di metter in piedi una struttura così sofisticata, che comunque potrebbe venire pian piano, e cioè il core del gioco: il punteggio, la crescita, l'arrichcimento in un mondo senza denaro. Le proprietà in un mondo senza proprietà. La vittoria in un mondo senza sconfitti.
Qualcuno ha visto farmville, si progredisce in qualcosa, la casa confortevole, l'agricoltura, le missioni. Ecco la risposta fantasy del mio background di dungeon master: LE MISSIONI.
Chi può immaginare le missioni che sarebbero implementabili.
Il gioco degli utenti e dei master sarebbe pressochè continuo e esponenziamlente possibile.
Il mondo non è come lo vedi ma è come lo immagini: se vuoi volare prima o poi riesci a costruire un aereo, se vuoi andare su Marte prima o poi ci riesci, perchè siamo una specie che in questo è meravigliosa, tanto e tragica la nostra storia di continui e sconsiderati soprusi.
Il gioco può servire ad avvicinare a questo sogno per fare in modo che diventi realtà nell'unico modo possibile, rendere obsoleto il vecchio mondo.

Simone Persiani
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Un consiglio a Paolo

Ciao, mi sono iscritto da poco e quindi posso commentare solo adesso. Secondo me un possibile sistema di punteggio potrebbe essere rappresentato dal calcolo incrociato dei punteggi delle missioni di cui parlavi e dei contributi offerti alla comunità (in qualsiasi ambito: sociale, tecnico, scientifico, letterario, culturale, sportivo, ecc) attraverso la partecipazione o l'intervento nelle stesse missioni o eventi generici. Inoltre, non per forza il gioco dovrebbe essee un videogame, no? É vero, sarebbe abbastanza limitativo, ma si potrebbe inventare un gioco da tavolo di ruolo con altrettanta efficacia sul mondo dei più o meno giovani (ricordo che i giochi da tavolo, soprattutto quelli di ruolo e che richiedono molto impegno e collaborazione sono quelli più amati anche dal pubblico adulto). Inoltre sarebbe molto più semplice e alla portata di tutti idearne uno(gratuitamente, ovvio!) e produrlo, rispetto alla realizzazione di un videogioco che comunque comporta un enorme investimento. Infine credo che un gioco da tavolo possa favorire molto di più la collaborazione e l'aiuto reciproco tra i giocatori, che non si troverebbero davanti a uno schermo a parlare con gente lontana chissà quanto, ma avrebbero la possibilità di interagire direttamente con gli altri giocatori instaurando una costruttiva discussione su cosa sia meglio fare in un determinato momento del gioco (con questo non voglio criticare il meraviglioso mondo del web, che ha reso le distanze tra etnie diverse pressochè nulle: quando fino a un secolo fa poteva sembrare impossibile il poter parlare con un amico in Polinesia, ecco che arriva Skype, Teamspeak, ecc ecc). Ecco la mia idea. Devo dire che questo post mi ha incuriosito talmente tanto che proverò io in prima persona a metterlo in pratica. In futuro, magari, vi informerò dei risultati. Se qualcuno ha suggerimenti da proporre, sono alla più completa disposizione qui in questo thread per commenti.
Mi avete dato un'infinità di idee!!! Un mio amico è un esperto di giochi da tavolo e da una nostra (e vostra) collaborazione potrebbe nascere un importantissimo strumento di diffusione delle teorie del VP e del MZ. Grazie per l'attenzione, attendo consigli.

<<... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo>>
(Giordano Bruno)

Giacomo Mariani
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Prima di tutto un

Prima di tutto un aggiornamento.
Ho trovato alcuni corsi interessanti su coursera che possono essere utili per approfondire l'argomento.
Eccone uno:
https://www.coursera.org/course/gamification

Sono anche rimasto indietro nella discussione.

username ha scritto:
Ideare un gioco che non preveda conflitti, speculazioni, scontri, tenderà ad interessare un target di per se già predisposto alla non violenza e magari si potrà disintossicare quella marea di persone che giocano a giochi di guerra, se riusciremo a rendere il game interessante e accattivante.

I giochi si basano tutti su un qualche genere di sfida.
Esiste una vecchia suddivisione di giocatori in 4 tipi, che identifica le sfide che i giocatori preferiscono. E' basata sul i giochi massivi online (MMORPG), ma ritengo sia facilmente assimilabile anche ad altri generi.
Maggiori info su test di bartle:http://en.wikipedia.org/wiki/Bartle_Test

Achiever: giocatori che amano raggiungere un obiettivo (come completare missioni o raggiungere un livello)
Explorer: giocatori che amano esplorare il mondo di gioco e le dinamiche di gioco.
Socializer: giocatori che amano fare amicizia e far parte di un gruppo nel gioco.
Player killer: giocatori che desierano dimostrare la propria dominanza sugli altri.
Basterebbe creare un gioco che stimoli la voglia di esplorare e di raggiungere obiettivi.

username ha scritto:
Inoltre, non per forza il gioco dovrebbe essee un videogame, no?

Vero. Può essere qualsiasi cosa da un boardgame a un party game.
Party game: http://en.wikipedia.org/wiki/Party_game

Simone Persiani
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Va bene

Ora che l'idea è stata lanciata, perchè non cominciare a fare qualche scelta e a buttare giù qualche idea? Io mi sono offerto per aiutare a realizzare almeno parte di questo progetto. Se dobbiamo continuare a commentare i commenti degli altri senza portare a nessun avanzamento ai "lavori", possiamo tranquillamente chiudere il post per inutilità. Se arriviamo alla conclusione che questo progetto è fuori dala nostra portata, allora possiamo anche lasciare perdere e possiamo sempre fare in maniera analoga, se manca la voglia di portarlo a compimento. Con questo non sto attaccando nessuno, cerco solo di portare la discussione ad un livello più costruttivo. Non posso dire che sia qualcosa di facile, ma se non ci si prova nemmeno, non si va da nessuna parte. Nessuno si deve sentire obbligato, ma se qualcuno desidera aiutare durante la progettazione di questa idea. Attendo risposte e, nel caso, conferme di disponibilità ad aiutare. Il progetto non è semplice ma non è nemmeno un'opera titanica... si tratta di un gioco "per ragazzi" ma non "da ragazzi". Confido nel vostro impegno e nella vostra partecipazione. A presto.

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(Giordano Bruno)

Simone Persiani
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Alcune idee (tante in realtà)

Ciao Giacomo, mi permetto di fornire qualche piccola idea che, se piace, potrebbe indirizzare la progettazione così da poter cominciare a pensare alle meccaniche di gioco. Innanzitutto bisogna scegliere l'argomento del gioco, dargli un senso.

---------Oggetto del gioco---------------------------------------------------
Scegliamo quale saranno l'obiettivo, lo scopo generale, insomma di cosa si dovranno occupare i giocatori.
Non si tratterà ovviamente di intraprendere una guerra contro altri giocatori, quanto semmai qualcosa di più costruttivo, in pieno rispetto dei valori che vogliamo far trasparire dal gioco stesso.
La mia idea è quella di un gioco in cui tutti i giocatori si debbano riunire in un gruppo solo in cui siano ben determinati i ruoli che ognuno dovrà assumere (ruoli che non rimarrebbero fissi, ma cambierebbero ad ogni tot, magari attraverso il far pescare una carta-ruolo ad ogni giocatore all'inizio di ogni turno di durata da stabilire) per gestire in cooperazione pura (in quanto l'obiettivo risulterebbe comune) una città in pieno stile Venus Project (abbiamo descrizioni e immagini fornite dal sito del VP). Sui possibili ruoli ho scritto più giù.

---------Dotazione del gioco-------------------------------------------------
Ovviamente non possiamo sapere se nel corso della sua progettazione ci troveremo nella condizione di dover aggiungere o togliere o modificare in qualsiasi modo uno più accessori/oggetti necessari allo svolgimento della partita. Nel frattempo si potrebbe cominciare a pensare alla lista di oggetti di necessità primaria che serviranno sicuramente, una lista che come già detto potrà subire modifiche(carte, dadi, plancia di gioco, edifici, segnalini ecc ecc, se ne possono anche inventare alcuni in base ai bisogni che incontreremo).
Una mia idea sarebbe quella di realizzare un boardgame con una plancia/tabellone (chiamatelo pure come volete!) con l'immagine dall'alto di una città stile VP, con tutti i suoi cerchi concentrici dalle funzioni differenti e con la sua rete di trasporti interni ed esterni che servirebbero per i giocatori a spostarsi da un punto della città ad un altro seguendo i percorsi concentrici dei trasporti pubblici stessi. Il problema rimane uno: un gioco di semplice gestione di una città attraverso il controllo di molti parametri che dovremo poi decidere, risulterebbe non solo di una noiosità assurda, ma anche impossibile: il gioco non si reggerebbe da solo. Non essendovi nulla da fare in quanto le variabili in gioco nella gestione di una vera città non potrebbero essere implementate, il gioco smetterebbe di avere senso quasi fin da subito. Ecco allora che mi è venuta l’idea di associare al boardgame un dischetto per PC con un semplice programmino da installare (di cui non potrei occuparmi: in quanto a programmazione sono fermo al linguaggio Pascal ! XD) che dovrebbe simulare il famoso supercomputer centrale presente in ogni città ideata da Jacque Fresco, capace di interconnettersi con altre città virtuali o con altre città fondate e registrate su un server da altri utenti che avranno creato la loro città personale. In questo modo si potrà creare una fitta rete di scambio di informazioni, beni primari, competenze, ecc ecc. Il supercomputer agirebbe esattamente come pensato da Fresco: informerebbe in tempo reale sulle condizioni dei parametri della propria città, sulle disponibilità delle risorse presenti e su cui si baserebbe l’intera economia del luogo, lo stato di avanzamento in materia di evoluzione della città, cultura, tecnologia, trasporti, sicurezza, unità abitative, demografia, ecc ecc (sono solo piccoli suggerimenti). Se questo fosse possibile, e magari ne parliamo con quelli del GDL Programmazione (ma tutti gli altri GDL potrebbero essere di grande aiuto, per esempio il GDL Grafica e video), allora ogni giocatore (o gruppo/team di giocatori)avrebbe la possibilità di interfacciarsi con un mondo molto più ampio e avrebbe modo di confrontarsi con altri utenti riguardo a una qualsiasi tematica. Ultima cosa: il programma dovrebbe fornire spesso missioni da risolvere in relazione alla situazione della città, per esempio se la produzione meccanizzata di un prodotto non soddisfa più il fabbisogno della popolazione della nostra città, il supercomputer ci affiderà la missione di far studiare ad un gruppo di tecnici la maniera di rendere (attraverso un aggiornamento) più produttivi i macchinari.
Questo programma risulterebbe di gran lunga più semplice da programmare rispetto a quello pensato da Paolo Vincenzi in un precedente commento, pur rimanendo una sfida impegnativa. Ma ne potremo parlare a parte.
---------Parliamo di ruoli-------------------------------------------------
Prima si era accennato ai possibili ruoli che ogni componente del team di gestione della città potrebbe assumere. Secondo me, nessuno dovrebbe prevaricare in quanto a potere interno su nessun altro, a meno che ciò non venga fatto avvenire a turno a ogni giocatore in maniera del tutto casuale come (per esempio) indicato prima, ovvero attraverso l’uso di carte-ruolo da pescare, analogamente a quanto succede già in moltissimi giochi da tavolo.
Esempio:
-Sindaco/Gestore degli affari pubblici (nelle modalità già dette)
-Gestore della cultura e del settore scolastico (nella cupola centrale)
-Gestore della produzione meccanizzata e del relativo settore
-Gestore della sanità pubblica, della sicurezza e del settore adiacente a quello scolastico e relativo alla sanità (nella cupola centrale)
-Gestore del settore culturale
-Gestore del settore ricreativo e ristorativo
-Gestore del settore sportivo e dedicato ad attività varie come andare in bicicletta, giocare a golf, fare escursionismo ed equitazione, ecc.
-Gestore dell’energia (ricavata da fonti rinnovabili e pulite, ovviamente!) e del settore relativo
-Gestore del settore “Ricerca e sviluppo” relativo alla progettazione e sviluppo per la città
-Gestore del settore abitativo e dei parametri demografici
-Gestore del settore relativo alle colture destinate all’approvvigionamento interno ed esterno (in caso di forniture di beni primari ad altre città o viceversa, solo in pochi casi particolari in forma di baratto)
-Gestore di alcuni aspetti fondamentali come la rete idrica e fognaria, la rete elettrica, la rete Internet, ecc, ed in genere tutti gli aspetti del genere

Come vedete, le cose da fare ci sono … e i ruoli sono altrettanti. Se a qualcuno venisse in mente qualche altro ruolo, non ci sarebbe di meglio: più sono i ruoli, più numerosi possono essere i membri delle varie squadre e più interessante, più diversificato e intrigante sarà il gioco. Nel caso in cui ci siano meno giocatori che ruoli, allora i rimanenti ruoli saranno distribuiti casualmente ai giocatori presenti. Ciò fa in modo che più sono le persone che giocano, maggiore è il divertimento, in quanto ognuna si identificherà temporaneamente nel suo ruolo e cercherà di portare il maggiore contributo possibile alla squadra. Se si è in pochi, invece, qualcuno avrà più ruoli e comunque la compagnia verrà a mancare sminuendo le infinite possibilità di azione che il gioco offrirebbe in caso di presenza di più persone. Ciò favorirebbe pure la socializzazione reale e pure virtuale tramite il CD-ROM fornito col gioco.
Ultima idea che mi è venuta proprio adesso e che dovrei mettere in una sezione a parte chiamata “meccaniche di gioco”, ma che è troppo poco per creare un ‘intera sezione a parte: la risoluzione delle varie missioni potrebbe portare ad accumulare punti che non servirebbero a creare classifiche in spirito di concorrenza, ma servirebbero solo a migliorare i vari aspetti della propria città (ricollegandomi all’esempio precedente, si potrebbero usare per produrre macchinari più performanti o per farne la manutenzione).
Ecco tutto, ditemi pure cosa ne pensate. Perdonatemi per il lunghissimo commento, ma così ho evitato di farne moltissimi separati e così possiamo mantenere questa pagina un po’ più ordinata. A presto.

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Simone Persiani
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Incredibile

Ciao, Valerio! Ti giuro che non avrei mai pensato che questa idea sarebbe potuta arrivare tanto in là da giungere ad essere discussa a livello nazionale e mi fa molto piacere. Pur non essendo l'autore dell'idea originale sento di poterlo dire da parte di tutti e a tal proposito ti ringrazio per l'attenzione che hai prestato a questo post. Nonostante ció, mi dispiace immensamente ma ho qualche problema con il pc di casa (sto scrivendo da un dispositivo portatile) e non riusciró sicuramente ad esserci domenica. Se qualcuno di coloro che sono intervenuti in queto post è disponibile ad esserci, puó tranquillamente servirsi del mio lungo commento precedente nel quale ho fatto il punto della situazione. Mi scuso ulteriormente e attendo nuovi consigli e idee per sviluppare questo progetto nel migliore dei modi. :)

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Massimiliano Ma...
Ritratto di Massimiliano Masciulli
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zeitgeist game

questo 3d è molto bello, mi spiace di non averlo seguito a dovere e sopratutto di non avervi segnalato questo:
https://docs.google.com/document/d/1jn88jW4p-cPVFs1QTPA0kmQM8j-ohy-BysU0...


per ciò che concerne il gioco da tavolo tenetelo presente visto che è già bell' e pronto!

ciauuuuu

----------------------------
MASMARUPOR
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Simone Persiani
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Passi in avanti su Insegnamento e Gamification

Ciao. Vi informo che ho cominciato la progettazione del gioco. Ho cercato di non stravolgerlo troppo rispetto alla versione prodotta precedentemente dagli altri attivisti. Mi sono limitato a rendere le meccaniche di gioco molto più aperte e un po' più complesse. Mi sono proposto per la produzione fisica e teorica del gioco, perciò ne produrrò il primo esemplare. Essendo una cosa fatta in casa, sarà una versione molto "rustica": non possedendo una stampante 3D, e qui mi accorgo di quanto utile sarebbe in realtà, sono costretto a costruirlo interamente in cartone indurito da colla vinilica (un materiale certamente poco nobile e grezzo, ma che svolge perfettamente la sua semplice funzione ed è di facile reperibilità e di bassissimi prezzi). Mi offro come già detto per produrne il primo e per mostrarlo in tutti i suoi dettagli e aspetti in un video che inserirò in un commento successivo. Prevedo che non avrò terminato prima delle vacanze estive di cui essendo un quindicenne posso godere (XD) e in cui avrei più tempo per lavorarci. penserò a tutto io e provvederò a migliorare ciò che eventualmente considererete non appropriato, e contemporaneamente lancio un'idea ovviamente realizzabile solo dopo che i "lavori" saranno compiuti: perchè non unire le forze e fare in modo che organizzando la produzione di questi giochi da tavolo (suddividendo i compiti, per esempio quelli di Milano che da quanto ne so hanno a disposizione una stampante 3D, potrebbero stampare le parti plastiche del gioco come dadi, segnalini ecc ecc , rendendolo un prodotto veramente "autoprodotto" e soprattutto SOSTENIBILE)si possa creare una rete più o meno capillare di produzione (ho detto RETE di produzione e non LINEA di produzione!) e poter diffondere questi "strumenti per la diffusione indiretta del movimento", magari vendendoli come le magliette da 5€ oppure tramite donazione volontaria??? Ciò porterebbe molti vantaggi e sicuramente la mia soddisfazione personale per l'averCI aiutati in questo modo sarebbe doppia. Che ne dite?

P.S.: Accetto ancora qualsiasi forma di suggerimento, se volete sapere come la progettazione del gioco stia procedendo per poterla commentare, vi basta chiedere e scriverò tutto. A presto.

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Giacomo Mariani
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World Peace - un gioco per ragazzi

Ho trovato un trailer che magari può interessare.
Il gioco si chiama World Peace, e pare sia apprezzato anche dai bambini.

Gli strumenti per giocare mi sembrano facili da ottenere e da implementare.

Se qualcuno è interessato può dare un'occhiata al video qua:
http://www.youtube.com/watch?v=LqJnk-jYWRM

Io sono appassionato di giochi.
Se qualcuno è interessato a provare una partita in zona Milano avvisatemi che cerco anche di informarmi meglio sulle regole.

Giacomo Mariani
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Hai ragione

Uhm.... già.
Ho fatto una ricerca anch'io e snon sono riuscito a reperire abbastanza regole, solo alcuni principi base. Magari è utile per prendere spunto.
Immagino li hai già visti, li pubblico per gli altri. Si trovano su questo sito: http:/www.worldpeacegame.org/ (pieno di sponsor per il libro del professore in questione.)

Si potrebbe provare a contattare per vedere se può darci qualcosa.

Io personalmente non trovo ragionevole creare un gioco per la pace e poi coprirlo con il segreto :p, magari ha un piano.

Giacomo Mariani
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creare un engine di gioco

creare un engine di gioco specificamente per questo progetto potrebbe impiegare tempo.
Mentre procedi a valutare l'idea ti consiglio due strumenti che, secondo me, potrebbero velocizzare lo sviluppo.

- Unity 3d (già nominato in precedenza) è un game engine con una versione gratuita.
- Orthello è un componente che puoi aggiungere a Unity per facilitare lo sviluppo. (Non l'ho ancora provato ma ne ho sentito parlare bene). Anche questo ha una versione gratuita.

Per la grafica ti consiglio OpenGameArt. Lì puoi cercare elementi grafici da aggiungere al gioco.

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