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Il cambiamento non è forse il risultato di un processo logico e razionale?

Non otterremo delle soluzioni ai nostri problemi attraverso l’applicazione della logica o della ragione. Non viviamo infatti in un mondo logico o razionale. Non ci sono evidenze storiche di popoli che abbiano modificato spontaneamente la propria cultura per adattarsi ad ogni nuova era. I veri fattori che hanno causato dei cambiamenti sociali sono sempre stati il risultato di pressioni inerenti a tutti i sistemi sociali, portate alla luce da avvenimenti economici o naturali che in poco tempo hanno messo in pericolo la vita di un gran numero di persone. Risorse limitate, guerre, sovrappopolazione, epidemie, disastri naturali, recessioni economiche, licenziamenti di massa, lavoratori sostituiti da innovazioni tecnologiche e il fallimento dei dirigenti, scelti da loro, nel risolvere questi problemi sono alcune delle cause responsabili di cambiamenti sociali. Il cambiamento può essere la conseguenza di un disastro naturale o di un forte progresso tecnologico. L’introduzione dell’agricoltura ha portato a profondi cambiamenti nella società, così come già la Rivoluzione Industriale e l’introduzione della moneta come strumento di cambio. Da un punto di vista storico tutti questi cambiamenti appaiono come positivi. Al tempo però della loro introduzione, molte persone persero il lavoro, nuove abilità tecniche vennero richieste e interi modi di vivere sparirono.
 
La direzione che un cambiamento intraprende non é necessariamente sempre per il bene dell’umanità. Il cambiamento é rischioso. Privazioni o scarsità, siano esse reali o artificiali, costituiscono un motore per l’economia. Governatori assetati di potere sono in grado di comandare degli armamenti capaci di distruggere l’intera popolazione della Terra e rendere quest’ultima un posto inabitabile. La creatività e l’inventività del genere umano superano di gran lunga l’inclinazione a distruggere, eppure ogni volta che esercitiamo questa forza distruttiva facciamo parecchi passi indietro per i pochi fatti in avanti. La storia ci mostra che non tutti i cambiamenti sono stati proficui per l’umanità o per la natura. Per questi motivi, molte persone preferiscono un ritorno ad un sistema di vita più semplice, come nel passato. Non richiediamo che queste vecchie istituzioni siano cancellate: crediamo che semplicemente siano diventate incapaci di funzionare. Sfortunatamente e molto probabilmente, solo un collasso economico e sociale sarà capace di mettere in crisi il vecchio sistema con le sue istituzioni. A questo punto il solo cambiamento sociale di rilievo avverrà quando la maggior parte delle persone perderanno fiducia nei loro governi eletti. Il pubblico chiederà nuove alternative. Mentre ci piacerebbe sperare che questo porti ad un nuovo brillante capitolo della storia umana, é in realtà molto più probabile che nasca una certa forma di dittatura, una specie di fascismo all’americana, che verrà ostentato al pubblico come una forma di protezione dai prodotti della loro cultura inadeguata. In ogni caso non é sufficiente indicare i fattori limitanti che possono mettere in pericolo la sopravvivenza stessa di tutti i popoli.
 
La sfida che tutte le nazioni, anche se alcune più di altre, stanno per affrontare in questa era tecnologica é trovare un modo graduale per passare ad un nuovo modo di concepire noi stessi, la natura e l’amministrazione dell’umanità. E’ a questo punto obbligatorio che tutte le nazioni si coinvolgano in un progetto comune, pianificato su scala globale, con nuove alternative per un importante riassestamento delle relazioni sociali. Questa é la sola opzione che ci rimane se vogliamo evitare l’inevitabile declino del mondo civilizzato. Se l’umanità aspira a una prosperità reciproca di tutte le nazioni, allora necessariamente l’accesso universale alle risorse diventa essenziale.

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