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Gazetaonline intervista Federico Pistono

Riporto la traduzione italiana dell'intervista che ho rilasciato a Gazetaonline, un giornale di punta albanese.

Ridefinire la nostra Cultura e lo Spirito del Tempo.
Intervista a Federico Pistono - coordinatore del Movimento Zeitgeist Italia.

L’architettura culturale della società odierna è diventata quella di una società paradossalmente malata e stravolta nei suoi più intimi valori etici. Lo squilibrio in cui siamo immersi sia a livello individuale che a livello collettivo si avverte nella corsa verso l’acquisizione e il controllo del profitto economico, la competizione per creare scarsità di risorse e la stratificazione della società. Ma nelle evolute Teorie dei Sistemi è la Cultura la chiave di interazione su cui l’esistenza passata, presente e futura delle società trova ragione di essere, di condivisione e continuità.
Da troppo tempo la Cultura non riveste che il ruolo di fattore di richiamo per la costituzione di un pensiero omogeneo di massa. In molte occasioni la politica si appropria delle accezioni correnti di ”Cultura” e ne fa un uso banale e strumentale: ne discende un impoverimento della qualità del discorso civile, politico, intergenerazionale, delle possibilità critiche dei giovani e del futuro delle nuove generazioni. Se oggi, erroneamente il concetto di ‘Cultura’ si lega a quello di ‘Impresa’ così come ‘Capitale’ viene associato ad ‘Umano’, forse i nostri figli non avranno della Cultura, dell’Uomo e della Vita la stessa idea e quel briciolo di rispetto che abbiamo ancora noi. Con il Movimento Zeitgeist vogliamo restituire alla Cultura il valore ideale, e al di sopra di ogni tentazione umana, che gli era proprio in origine.

Brunilda Ternova: Federico, vorrei iniziare questa intervista con una semplice domanda: Cos’è il Movimento Zeitgeist, come è nato e come si è sviluppato?
Federico Pistono: Il Movimento nasce nel 2009 da una creazione artistica del regista statunitense Peter Joseph, con l’uscita del suo film Zeitgeist: Addendum, ma ha presto assunto un respiro internazionale e decentralizzato. Si tratta di un movimento sociale non-profit, che mira ad un cambio di valori su scala globale. Lo scopo è elevare lo Zeitgeist (spirito del tempo), appunto, lo spirito culturale delle società, ad un livello più umano e sano, in modo che sia basato sulle risorse della Terra, sulle nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche, e sulla liberazione delle persone, che possano finalmente realizzare il loro potenziale, nel rispetto della natura.
In appena un anno di vita, il Movimento Zeitgeist ha raggiunto mezzo milione di iscritti in tutto il mondo, ha prodotto due film, diversi libri e decine di conferenze. Ci sono centinaia di gruppi di attivisti sparsi in 100 paesi in tutto il mondo, che traducono il materiale in più di 30 lingue, organizzano conferenze, proiezioni, discussioni, creano podcast, articoli, musica, arte. Tutto distribuito gratuitamente in rete tramite Creative Commons, tutto fatto da volontari. Esiste un progetto chiamato “Zeitgeist Media Project” (http://zeitgeistmediaproject.com/), dedicato agli artisti, che creano render 3D di progetti di città del futuro, pezzi musicali, dipinti, video originali e remix, storie e molto altro ancora.

Brunilda Ternova: Peter Joseph - oltre ad essere il fondatore del Movimento Zeitgeist - ha scritto, diretto, prodotto, e realizzato tre importanti documentari: Zeitgeist The Movie nel 2007, Zeitgeist Addendum nel 2008, Zeitgeist Moving Forward nel 2011. Vogliamo spiegare al lettore albanese di cosa trattano questi documentari?

Federico Pistono: Zeitgeist The Movie originariamente non era un film, ma era parte di uno spettacolo che consisteva in un evento multimediale vaudevilliano con musica, strumenti dal vivo e video. L’evento fu tenuto per 6 notti a New York e poi, senza alcun interesse per un rilascio professionale o una produzione specifica, “gettato” su Internet. Il lavoro non fu mai concepito come film o documentario in senso tradizionale, ma come un’espressione creativa, provocatoria ed emozionalmente stimolante, piena di contorni artistici e di gesta pesantemente stilizzate. Tuttavia, una volta online, ha iniziato a generarsi un inaspettato e spropositato interesse. In pochi mesi ha raggiunto più di 100 milioni di visite. Di colpo lo spettacolo “Zeitgeist” diventò Zeitgeist The Movie, il documentario più visto nella storia di Internet.
Nel frattempo Peter viene contattato da Jacque Fresco. Il discorso è più o meno andato così: “Molto interessante, ma non fai altro che metter in luce problemi. Piuttosto, sei interessato a trovare soluzioni?”. Con Zeitgeist Addendum nasce veramente l’idea della società sostenibile attraverso il saggio uso della scienza e il cambiamento dei valori su scala globale. Era nato un movimento, mondiale, pacifico, razionale, umano e inarrestabile.
La serie dei film di Zeitgeist, nonostante sia stata un’ispirazione per il movimento con il quale condivide il termine “Zeitgeist”, non è da confondere con i contenuti e le visioni di quest’ultimo. Il Movimento Zeitgeist è sostanzialmente un movimento sociale e di sostenibilità, le relazioni con il contenuto della serie di film non hanno consistenza. Mentre i film si stanno sempre di più muovendo verso la promozione del movimento, sono ancora un’analisi intellettuale/artistica, quindi non sono da considerare una base del Movimento stesso.
Zeitgeist Moving Forward è un lavoro di documentazione integrale che illustra la necessità di una transizione oltre l'attuale paradigma monetario che governa l'intera società mondiale. In questo film hanno partecipato esperti nel campo della sanità pubblica, dell'antropologia, della neurobiologia, dell'economia, dell'energia, della tecnologia, delle scienze sociali e in altri campi rilevanti che riguardano il funzionamento della società e la cultura. I temi centrali sono il comportamento umano, l'economia monetaria e le scienze applicate. Se li uniamo si crea un modello per la comprensione del paradigma sociale attuale e perché è fondamentale uscirne fuori. L'applicazione di un nuovo approccio sociale, radicale, ma pratico, basato su conoscenze avanzate, risolverebbe i gravi problemi sociali che il mondo affronta oggi.

Brunilda Ternova: Nel documentario Zeitgeist Addendum una buona parte lo occupa il Venus Project, ideato dal designer industriale e ingegnere sociale Jacque Fresco. Come si colloca il Venus Project dentro il Movimento?
Federico Pistono: Quello che il Movimento Zeitgeist propone porta inevitabilmente alla realizzazione di quello che chiamiamo il Venus Project, ovvero un’Economia Basata sulle Risorse (RBE) su scala globale. Il Venus Project abbraccia il cambiamento, le differenze tra le persone, riconoscendo la società come un organismo in evoluzione, un sistema emergente che deve adattarsi. L’unico modello economico che ha la possibilità di successo in ogni civiltà deve essere basato sulla gestione e la conservazione delle risorse, non sul denaro. Il sistema attuale di mercato non si fonda sulla gestione intelligente delle limitate risorse planetarie, ma sulla loro continuo sfruttamento e utilizzo per motivi di profitto. Crescita infinita, risorse finite. È molto semplice: prima o poi, una delle due deve finire. Il Movimento Zeitgeist è per definizione la “non-utopia”. Invece, la credenza secondo cui il sistema attuale di mercato basato sul profitto possa continuare a lungo sembra molto più utopica. L’unico modo realistico per progredire è aumentare la cultura, educare le persone, ed è proprio quello che stiamo facendo. Ciò che importa è che cambiamo la cultura e i nostri valori per renderli più umani e sostenibili.

Brunilda Ternova: Quali saranno gli aspetti efficaci delle nuove metodologie e dei nuovi modelli di apprendimento e come ti aspetti che cambi il mondo nei prossimi anni?
Federico Pistono: Per come la vedo io, abbiamo due possibilità.
Possibilità numero zero: continuare erroneamente con lo status quo. Studiando i trend del passato, possiamo pensare ad un oligopolio di multinazionali che controllano tutto: avranno i brevetti sulle idee, sulle invenzioni, sulle tecnologia, sulle medicine, sulla vita. La tecnologia aumenterà ad un ritmo tale che l’uomo medio non sarà nemmeno in grado di capire cosa sta succedendo. Il gap tra sviluppo tecnologico e cultura generale delle persone (Zeitgeist) aumenterà a dismisura, rendendoci impotenti di avere alcun effetto su quello che succede nel mondo. In 20 anni avremo microchip grandi come una cellula, nanotecnologie avanzate e il potere di modificare la materia a livello molecolare. Il problema è: chi controlla queste tecnologie? Un manipolo di multinazionali, il cui scopo è il profitto? I militari? Tutta la conoscenza viene condivisa nella buona scienza, altrimenti, è cattiva scienza ed è una sorta di tirannia. Potere accentrato, risorse distrutte, menti rovinate, tutto dettato dalla logica di profitto e dalla mancanza di prospettiva su ciò che è veramente rilevante. Infine, possibile estinzione della specie per incapacità di vivere in equilibrio dinamico con l’ambiente. Non mi sembra molto accattivante.
Possibilità numero uno: iniziamo un processo di evoluzione culturale adeguato alle conoscenza tecnologiche. Applichiamo il metodo scientifico, abbandoniamo gradualmente superstizioni irrilevanti e dogmi paralizzanti, riconfiguriamo le nostre attività sulla base di ciò che il pianeta può offrirci, e non su quello che vorremmo prenderci. Tutte le conoscenze sono condivise, tutto è trasparente, tutti hanno accesso alle risorse e alle informazioni. Open Source, libero accesso, libera conoscenza, persone informate. È fisicamente impossibile prevenire guerre, terrorismo, criminalità, se non si cambiano le condizioni che li generano. Risorse abbondanti, pianeta sano, educazione di elevata qualità, alto standard di vita per tutti, nessuno escluso.
Personalmente sono molto positivo per il futuro. Perché? Per prima cosa, non vedo altre possibilità. Per quanto mi riguarda, l’unica valida è la numero uno. Ma in realtà sono positivo perché ho memoria di quello che mi sta attorno, e dei i cambiamenti sociali che ci sono stati.

Brunilda Ternova: Nel concreto, in che modo si realizza l’integrazione tra tecnologie e didattica?
Federico Pistono: Facciamo un passo indietro. Immaginate che torni dal mio professore di economia al college, un inglese, Simon Foley, 8 anni fa, dicendo: “Professore, ho un’idea straordinaria per un nuovo modello economico. Funziona così: prendi delle persone in giro per il mondo che fanno un lavoro altamente qualificato, ma disposte a farlo gratis e volontariamente, 20 o 30 ore a settimana. Quello che creano, lo regalano al mondo, gratis, invece di venderlo. Sarà un successone!” Simon mi avrebbe visto con scetticismo e avrebbe pensato che ero un pazzo furioso. Eppure, oggi abbiamo Linux e BSD, sistemi operativi liberi, su cui girano buona parte dei server del mondo; Apache è usato da quasi tutti i web server; abbiamo Wikipedia, la più grande enciclopedia della storia dell’umanità, più accurata dell’enciclopedia britannica e Microsoft Encarta, sempre aggiornata e scritta in centinaia di lingue...Perché questa gente - altamente qualificate e tecnicamente preparate - sta facendo tutto questo? Queste persone che hanno un loro lavoro – e sono lavori molto sofisticati e tecnici -, durante il loro limitato tempo libero, sono disposti a fare dell’altro lavoro ancora più difficile e sofisticato, non per i loro clienti o per profitto, ma per qualcun altro, gratis! È un comportamento economico e culturale alquanto bizzarro ma innovativo, non trovate?

In appena un anno di vita, il Movimento Zeitgeist ha raggiunto mezzo milione di iscritti, ha prodotto due film, due libri, decine di conferenze registrate. Ci sono centinaia di gruppi di attivisti sparsi in 100 paesi in tutto il mondo, che traducono il materiale nella loro lingua, organizzano conferenze, proiezioni, discussioni, creano podcast, articoli, musica, arte. Tutto distribuito gratuitamente in rete, tutto fatto da volontari. Il Movimento Italiano ha circa 10,000 contatti e sta crescendo ogni giorno.
Allora, quella vecchia credenza secondo cui la gente lavora solo per profitto, e che senza un incentivo economico nessuno farebbe nulla, forse non è vera. È difficile uscire dalla vecchie credenze a cui siamo abituati, perché siamo prigionieri del buon senso. Non è facile accorgersi di qualcosa che diamo per scontato, e la ragione è... be’, che lo diamo per scontato. Siamo stati abituati a credere che per avere un senso nella vita bisogna avere un lavoro e fare soldi; che alcune persone nascono cattive, o competitive, e che sia parte della natura umana lottare tra di noi. Io penso che non sia vero, e lo dico anche perché gli studi scientifici più recenti portano proprio a questa conclusione. Nel nostro cervello abbiamo i neuroni-specchio, noi proviamo emozioni e stress empatico in risposta a quello che vediamo negli altri. È parte della nostra biologia. Siamo programmati dalla selezione naturale per essere empatici, cooperativi, curiosi; e non competitivi, distruttivi e pigri. Ma l’abbiamo dimenticato. Dobbiamo allargare il nostro senso di identità, estendendolo a tutte le persone della specie umana e alle altre creature che fanno parte della nostra famiglia evolutiva, e alla biosfera come la nostra comunità. Nella parole del grande Carl Sagan, noi siamo un pianeta. Quello che questa conferenza celebra è il dono dell’immaginazione umana, la capacità di immaginare un futuro diverso. Come ha detto Sir Ken Robinson, dobbiamo fare attenzione ad usare questo dono saggiamente ed evitare alcuni degli scenari dei quali abbiamo parlato. E lo faremo solo se sapremo vedere le nostre capacità creative per la ricchezza che sono. Se siamo veramente una società empatica, tiriamo fuori la nostra vera natura. Se riusciamo a non essere repressi nella creatività dal sistema educativo e dalle istituzioni, possiamo iniziare veramente un dialogo, iniziamo a ripensare al ruolo della specie umana in questo pianeta, una società collaborativa è molto più efficiente di una competitiva, insieme possiamo mettere le basi per una civiltà, empatica, sostenibile, in evoluzione, umana.

Brunilda Ternova: Parliamo un attimo di te. Chi è Federico Pistono, come ti sei avvicinato al mondo Zeitgeist e dopo al Movimento diventando il coordinatore per l’Italia?
Federico Pistono: Lavoro in un’azienda di Verona che si occupa dei media in rete. Le mie attività sono variegate: project management, regia e sceneggiatura, programmazione e strategie di comunicazione nel web, ma ho un background accademico come informatico e scienziato. Mi è sempre interessata la società, e fin da piccolo, quando vedevo qualcosa che non funzionava, mi chiedevo come fare per farla funzionare, invece che lamentarmi e basta. Da molti anni faccio attivismo, ho partecipato a innumerevoli gruppi non violenti, fondato un’associazione di volontariato, vinto una competizione internazionale di blogging e giornalismo sul cambiamento climatico... la naturale evoluzione era passare al Movimento Zeitgeist. Ho avuto le più grandi soddisfazioni della mia vita in questo meraviglioso movimento, proprio perché è qui che ho imparato che la vera gioia sta nell’aiutare gli altri. Il movimento si propone di migliorare la vita a tutte le persone del mondo, e non solo ad una stretta minoranza, al proprio circolo di amici o comunità. Finché non staremo tutti bene, non saremo veramente liberi.

Brunilda Ternova: Che cosa ha ottenuto il MZI fino ad oggi e che progetti ci sono in vista per il futuro?
Federico Pistono: Il Movimento Italiano esiste da poco più di un anno, conta 3 mila iscritti al sito e quasi 30 mila contatti tramite Facebook, Twitter e YouTube. Dalla sua nascita siamo sempre cresciuti, e continuiamo a crescere tutt’oggi. Considerando la giovane età del progetto, il ritmo di crescita ha davvero dell’incredibile, e prendo come esempio proprio il movimento italiano. Quando abbiamo organizzato l’incontro nazionale per gli attivisti, il 6 febbraio 2010 a Bologna, molte persone non avevano capito di cosa si occupasse veramente il movimento. Anche nel forum si parlava di politica, cospirazioni, esoterismo... adesso nessuno perde tempo e ci occupiamo di cultura, di umanità, di sostenibilità, di tecnologia applicata allo sviluppo sociale. Abbiamo cinque Gruppi di Lavoro (GdL) che lavorano alla traduzione del materiale del movimento, al doppiaggio in italiano, alla creazione di video e grafiche, alla programmazione del sito e ai contatti con personaggi e artisti sensibili alle nostre tematiche. Ogni due domeniche alle 21:30 teniamo in podcast dove discutiamo articoli, libri e progetti relativi al movimento. La registrazione di ogni episodio è anche scaricabile gratuitamente dal nostro sito (http://www.zeitgeistitalia.org/podcast). Il prossimo passo sarà la decentralizzazione totale della struttura, con centri cittadini che possono operare indipendentemente, organizzando conferenze a loro volta, e rilasciando interviste al posto mio. Questo sarà raggiunto con maggiore cultura, e per questo dobbiamo impegnarci a fondo.
Il 13 marzo ci sarà lo ZDAY - una giornata mondiale dedicata alla promozione delle idee del movimento - organizzata dai volontari di tutti il mondo, dagli attivisti e simpatizzanti che si incontrano di persona. I Gruppi Cittadini sono il vero futuro del movimento, organizzano degli incontri per proiezioni pubbliche, discussioni, conferenze. In Italia abbiamo decine di gruppi, quelli molto attivi sono Milano, Roma, Firenze, Bari, Verona, Napoli ecc, e siamo in continua crescita. L’obiettivo è coprire tutto il territorio (lista dei gruppi cittadini http://zeitgeistitalia.org/og) e avere una copertura capillare. Poi c’è l’incontro nazionali per gli attivisti, che svolgeremo anche quest’anno venturo; oltre ai numerosi incontri via teamspeak (audio chat collaborativa e gratuita su Internet), dove non c’è un vero contatto “fisico”, ma possiamo effettivamente dare voce alle nostre parole. Abbiamo in cantiere un grande evento in futuro, con artisti musicali, esperti di tecnologia, società, psicologia, che si svolgerà in una delle principali piazze italiane. Prima di farlo dobbiamo ancora crescere, e per questo abbiamo bisogno anche del vostro aiuto!

Brunilda Terranova: Rispetto alla politica odierna, qual è l'alternativa concreta che il Movimento offre?
Federico Pistono: Non mi piacciono gli slogan, cercherò di rispondere con parole terra-terra. La politica come la conosciamo oggi non offre nulla, e non può offrire nulla, per design. La cura della res pubblica è proprio cercare soluzioni ai problemi, e i politici non sono in grado di farlo. Prendi un parlamentare a caso e chiedigli come si fa a ridurre la violenza nelle strade. Ti dirà come comportarsi con le conseguenze della violenza, non come prevenirla. Chiedigli come si struttura un sistema di produzione che non generi sprechi e dove tutto sia riciclabile, come si fa a costruire una casa che resista ai terremoti, come organizzare i trasporti in una città in modo che non ci siano code né inquinamento, come produrre cibo senza devastare i campi con diserbanti e insetticidi, come conservare acqua, come risolvere la fame e la povertà nel mondo... non ne hanno la minima idea. Non lo sanno perché non sono stati educati a ricercare soluzioni. La politica serve a fare leggi per cercare di arginare i problemi, il Movimento Zeitgeist offre soluzioni, risolvendo i problemi alla radice.

Brunilda Terranova: Qual'è il messaggio che vorresti dare agli albanesi che leggono questa tua intervista?

Federico Pistono: Al momento non esiste ancora un chapter del movimento in Albania. Se vogliamo che ci sia un cambiamento sociale, dobbiamo prendere le redini del nostro destino e darci da fare. Ragazzi e ragazze albanesi, il mondo ha bisogno anche di voi!

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Vincenzo Barbato
Ritratto di Vincenzo Barbato
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Staff Zeitgeist Italia
Unito: 8 Ago 2010
Messaggi: 349
Bravo Federico, ottimo

Prenderò spunto dalle tue risposte nette e chiare nello Z day qui a Napoli, ho deciso di farlo in una scuola, proprio perchè dobbiamo agire sulle menti fresche, dobbiamo continuare a studiare e rendere tanto semplice quanto concreto questo cambiamento che è come hai ribadito tu, essenziale. Complimenti ancora guagliò XDXD

Stefano Fanari
Ritratto di Stefano Fanari
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Unito: 15 Feb 2010
Messaggi: 28
Scuola

Vorrei farlo anche io nella scuola dove ho studiato, ma ritengo di non avere abbastanza conoscenza per farlo. Piano piano sto cercando di intraprendere un corso di studi autonomo che mi consente di elevare il mio livello di cultura.
Il fatto che non conosco la lingua inglese mi taglia fuori dal resto del mondo. Se non erro si era parlato di corsi d'inglese online nel movimento... c'è ancora questa possibilità?
Non immaginate com'è sia il mondo della politica locale... assurdo.
Io faccio parte della commissione di politiche giovanile nella mia comunità, di politica non ci capisco nulla, però sento il bisogno di portare certe idee all'interno del consiglio... come sostenibilità e cultura, per cercare di far conoscere le idee del movimento anche agli amministratori che prendo le decisioni.
Grazie ragazzi per quello che fate :)

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