CONSUMATORI INTELLIGENTI
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Vorrei aprire questa discussione e proporre a tutti di postare consigli su marche, prodotti, negozi e quant'altro sia virtuoso.
Purtroppo siamo essere umani e abbiamo bisogno di mangiare, vestirci ecct..
Se sappiamo di qualke azienda virtuosa che ricicla, non sfrutta, destina parte dei ricavati per migliorare seriamente i luoghi in cuiproduce ecct dovremmo comvividerlo fra noi in maniera da indirizzare il mercato per quanto possibile.
Mi piacerebbe anche sapere se esiste qualke sito dove trattano proprio di questo, dove danno consigli ad un consumatore intelligente e solidale.
Mi rendo conto che è un discorso difficile da affrontare, che il meglio sarebbe, per il momento, coltivare ognuno i propri ortaggi e così via...
In effetti anche la più semplice scelta come quella di usare i dispenser di detersivi presenti in molti centri commerciali al fine di riutilizzare la plastica è comunque una scelta che favorisce una grande corporazione, ma forse ne colpisce altre come ad esempio la Henkel...
Per il momento io compro la frutta e gli ortaggi direttamente in azienda
http://www.laspesaincampagna.com/Index.asp
Il sito dello Slow Down Festival
per imparare a vivere con ritmi più umani
http://slowdownlondon.co.uk/
Il sito dell'Istituto Mondiale della Lentezza
http://www.slowplanet.com/blog/home/
Il sito per viaggi all'insegna della sostenibilità, e riscoperta del territorio
http://www.slowtravel.it/
ciao, sono astianatte.
sono disoccupato da un paio di mesi.
ho aperto un altro po' gli occhi.
ho sostenuto a 39 anni l'esame di economia per ingegneria.
ho imparato queste regole, che applico, mi piacciono e sono utilissime per me e gli altri che vogliono impararle.
se a qualcuno interessano le vorrei diffondere, perché sono estremamente logiche.
1. ciò che è prodotto all'estero, anche da aziende italiane, si deve togliere dal PIL. Comprare estero uccide l'economia di questo paese.
2. leggere l'etichetta: il prodotto deve essere fatto in italia con materiale italiano.
3. il prodotto deve essere prodotto il più vicino possibile a casa tua:
a. il trasporto inquina e uccide il PIL perché i carburanti sono esteri
b. acquistare locale costa spesso meno per ovvi motivi di trasporto e tassazione, è più fresco, e sopratutto dà fiato all'economia locale. come dire che la ricchezza spesa rimane nel mio ciclo e mi può ritornare
c. i prodotti locali sono quelli a cui il mio corpo è geneticamente abituato, ma basta regole, per ora, passiamo agli esempi.
Compro il latte di Nepi, nel lazio, a 50 cent il litro. cartoni da 12 pezzi. una volta basta per dodici, meno volte che devo uscire.
è prodotto nel lazio, dove hanno chiuso un sacco di centrali del latte.
Nello stesso scaffale c'è del latte ceco (repubblica ceca). mi dici perché comprarlo? costa più del tripl, ha inquinato 20 volte tanto per il trasporto, ha pagato (o evaso) dogane, ha abassato il PIL. Fuck latte ceco. se lo trovo prendo il latte che fa' la centrale nel borgo qua vicino. e quei soldi sono ben spesi. il latte è fresco e se posso vado a prenderlo proprio al borgo.
Il prodotto deve indicare tutto sull'etichetta, devo sapere tutto.
sennò fuck, compro altro.
e soprattutto NON COMPRATE PORCHERIA CINESE. vi ringrazio e vi aspetto qui o alla mail:
augusto.mennella@libero.it
Per quanto condivida sommariamente i consigli di astianatte voglio chiarire il mio punto di vista sul suo intervento.
L'idea di scegliere la filiera corta è ottima nel sistema in cui viviamo e forse l'unica seria possibilità di consumare con intelligenza.
Riportando però l'intervento in un ottica zeitgeistiana bisogna sottolineare che il movimento si propone come UNIONE dei popoli a livello internazionale!!!
Il che vuol dire affrancare tutti i popoli dalle più diverse forme di schiavitù che li affliggono (Fisiche, del lavoro salariato, del profitto,ecct.)
Il movimento non è affatto nazionalista!!
Sarà infatti possibile che in un futuro "Venusiano" (nel quale il venus project abbia vuto successo) tutti gli italiani bevanoi latte Ceco, o mangino pomodori Cinesi. Poichè la produzione dei prodotti di consumo dovrà rispettare essenzialmente la qualità per la vita dell'uomo e l'ambiente "Terra" in cui l'uomo vive.
Nell'ottica di un razionale utilizzo delle risorse, conoscenze, capacità ambientali, ecct..potrebbe paraddossalmente essere deciso di produrre, ad esempio, tutte le patate nella territorio che oggi chiamiamo Germania, questo non dovrà spaventarci.
Cos'è il patriottismo se non credere che la propria nazione sia meglio delle altre perchè ci sei nato tu!?!?!?
Un altro piccolo aiuto
Inerente al tema delle scelte intelligenti e fattibili per vivere meglio, propongo di approfondire il fenomeno del downshifting ovvero della semplicità volontaria:
http://it.wikipedia.org/wiki/Semplicit%C3%A0_volontaria
E' in effetti una scelta quasi radicale che non riguarda solo un'aspetto della quotidianeità (come i consigli che propone il 3D).
Potrebbe però essere interessante confrontarsi e analizzare il fenomeno non già dal punto di vista della pratica di attuazione, che presuppone comunque una buona disponibilità economica e quindi un pieno inserimento nei meccanismi di profitto della società contemporanea.
Quanto piuttosto da un punto di vista socio-psicologicologico che indaghi sul fenomeno come sintomo di una diffusa "infelicità" avvertita anche da chi è inserito da anni in una realtà consumistico-speculativa, supportata dal proprio ruolo e scelte, ma che alla fin fine si rivela degenerante e alienante dal punto di vista umano, in una parola triste.
Probabilmente una sensazioni provata da molti lavoratori, che però ne ignorano le cuse profonde. Un apetto su cui il movimento deve far leva...
Per dirlo con un motto:
Il consumatore consumato.
Pubblicato di recente il primo libro italiano sul tema è:
Adesso basta! Lasciare il lavoro e cambiare vita, filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta. di Perotti Simone
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1 ora 54 min fa - tutti e due
3 ore 19 min fa - Molto graduale
1 giorno 15 ore fa - ottime parole Masma !!
1 giorno 20 ore fa - Condivido in toto !!
2 giorni 9 ore fa - Probabilmente barriere generazionali.
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Bel 3d!
C'è anche tutta la filiera a chilometri zero, i Gruppi di Acquisto solidale e la Descrescita felice per chi vuole approfondire. :)
http://www.ecoblog.it/tag/chilometro+zero
http://www.retegas.org/
http://www.decrescitafelice.it/
:D
Federico Pistono - coordinatore del Movimento Zeitgeist Italia
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