Partendo dal mito biblico di Caino ed Abele si possono trarre ipotesi evolutive che distinsero le tribù ebraiche?
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Sì, lo so che non è tanto in tema con Zeitgeist, però mi interessa l'analisi della Bibbia per trarne ragionamenti sociali (in questo caso strettamente collegati alle tribù ebraiche del Medioriente, altro capitolo interessante sarebbe analizzare le culture religiose di popoli vissuti in zone temperate o in climi tropicali per confrontarne le differenze).
Evadendo dal classico racconto biblico in cui il sacrificio di Abele risulta maggiormente gradito a Dio (sulla cui interpretazione provo avanti a dare la mia) e causa del risentimento di Caino (che secondo me cela il concetto di proprietà) che poi uccide Abele.
Il Caino agricoltore secondo me rappresenta la prima forma umana di comunità stanziale contrapposta alle precedenti forme di comunità nomadi dedite alla pastorizia (e forse questa alle primordiali dedite alla sola caccia, e quelle prima ancora al mangiare i frutti del famoso "Eden" in cui vivevano gli inconsapevoli primati).
Il campo di grano rappresenta la proprietà, ed i coltivatori il guardiano (divenuti poi il concetto di padrone).
Ed è qui che entra in gioco il significato del sacrificio maggiormente gradito al dio ebraico, gli ebrei infatti erano comunità di errabondi nomadi dedite alla pastorizia, e quindi il loro dio non poteva che approvare le abitudini nomadi in netto contrasto con le popolazioni stanziali, e con cui ovviamente avvenivano forti contrasti per i territori (umoristicamente m'immagino una pecora che invade un campo di grano, io Caino mi incazzerei come una bestia con Abele :p ).
Qui il cortocircuito (da inserire nell'arido contesto geografico del Medioriente):
- per il nomade dedito alla pastorizia il mondo è la sua casa (anche a dispetto di altri nomadi che lo rivendichino tale per loro, e qui spunta l'atavico atteggiamento ereditato dall'esser stati prede in cerca di nuovi pascoli e quindi in ciclici spostamenti migratori)
- per l'agricoltore il campo è la sua casa da coltivare e difendere (atavico atteggiamento ereditato dai predatori che costruiscono le tane e delimitano il proprio territorio di caccia).
In entrambi i casi emerge quell'istinto di dominazione e sottomissione dell'ambiente tipico dell'essere umano (che poi noi trasformiamo in selvaggio sfruttamento perché ormai in totale esplosione demografica fin dai tempi dei popoli migratori che iniziarono ad impattare tra loro).
Ovviamente sostengo ciò senza poter dimostrare che i processi mentali attuali non si discostino di molto da quelli di chi scrisse la Bibbia allora, quale primordiale trattato misterico-scientifico concepito con una prosa molto poetica. Poetica perché allora gli stessi processi mentali erano limitati e costretti dagli strumenti di quel tempo favorendo il lato "poetico", che quindi influì anche sulla maggiore fantasia nell'esprimere ragionamenti. Alla pari di molti sognatori di oggi (io per primo) impotenti, e quindi più propensi al fantastico (o al divino e magico per i creduloni). D'altronde da sempre l'unico modo per sottrarsi alle catene del contingente è fantasticare con la mente, lo si capisce calandosi nei panni di un pastore, non meno intelligente di noi oggi, che osservando il cielo notturno si ponesse le nostre stesse domande su quelle lucine che oggi noi sappiamo essere stelle. Ecco anche perché sociologicamente il lato fantastico dilagava nei ragionamenti d'un tempo, e non perché idioti integrali, ma perché più inclini alla poesia... a meno di voler credere che siano esistiti greci che andarono sul Monte Olimpo per cercare i loro dei, e che poi era lo stratagemma usato dai "volponi" di allora per evitare che i creduloni mettessero in dubbio la loro autorità... oggi gli stessi d'un tempo avrebbero potuto dare casa agli dei in qualche luogo remoto inaccessibile, il loro problema caso mai è che esiste la scienza che può scovare ovunque le loro fantastiche menzogne ;) ... ed in questo emerge l'innato immobilismo gozzovigliante dei predatori, disposti pure a condannare la specie umana all'estinzione (tanto i potenti se lo godono oggi il mondo, e non è "affare" loro chi verrà dopo loro). Ma la Terra non è il territorio di caccia di un branco di lupi che estinta la fauna locale, potrà spostarsi altrove...
Infine, secondo queste mie conclusioni la Bibbia delle origini (o meglio dei primi libri) sarebbe molto ma molto più marxista degli stessi marxisti, solo che i marxisti pretendono di applicare tali ragionamenti ai tempi moderni in cui siamo orde di umani e non sparuti gruppi a zonzo per immense savane :D
Poi ci sono anche i libri successivi della Bibbia che testimoniano l'evoluzione del popolo ebraico in civiltà stanziale (il mitico esodo di Mosè, e dunque non più in conflitto con altre civiltà stanziali).
P.S.
Dimenticavo la mia frecciatina al marxismo dalle mille pretese scientifiche,
l'analisi di Karl Marx è fallace proprio perché lo scenario su cui preconizza il
comunismo è adatto solo ad una comunità nomade (non solo propensa all'abbandono della proprietà), e non a comunità stanziali, men che meno a quelle industriali (tutte fondate sulla proprietà, e per questo crollate in URSS ed abortite in Cina).
Dunque anche il marxismo ritrovasse la strada (il nomadismo) sarebbe men che mai
attuabile oggi, dato l'attuale scenario di esplosione demografica. Semplice, o no? :p
Nella Bibbia, precisamente il Vecchio Testamento (che poi è un ripiego di molti libri ebrei) sono narrate storie apprese da più mani e per cultura orale. Non lo dico io ma addirittura gli Ebrei che sono i redattori!
Logico che hanno trovato posto quello che più aggradava agli ebrei stessi.
Io consiglierei ad questo punto di leggerti cosa scriveva Sigmund Freud (e teoria di Tarnow) sulla derivazione della Bibbia e del popolo Ebreo "Mosè e il monoteismo". Lo troverai MOLTO interessante.
QUI potrai trovare una recensione.
Non ringrazio dei link molto utili per approfondire le mie idee al riguardo.
Non lo faccio perché (e mi riferisco esclusivamente al primo intervento che mi rammenta l'atteggiamento supponente di molti partecipanti a questo forum, pappete e vari altri) mi suona alquanto offensiva l'accusa di baggiano copione. Evidentemente molti sono abituati a COPIARE le idee delle proprie icone di riferimento senza rielaborarle, e personalmente trovo ciò offensivo delle proprie capacità individuali di elaborare qualsivoglia idea innata, perché tali sono le idee. Cambia solo la difficoltà personale di saperle esprimere compiutamente ad un ampio pubblico, se necessario. Ed in questa ultima riflessione ebbene sì, lo ammetto ho copiato paro paro il concetto socratico di ostetricia delle idee.
Premesso ciò, trattasi dunque solo di farina del mio sacco. Ed anzi l'aver ricevuto materiale su cui approfondire queste mie teorie, mi fa molto piacere per poterle confrontare compiutamente con chi ha già affrontato tale percorso di idee impiegando molto più tempo, concentrazione e risorse mentali.
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MHHH interessante il tuo punto di vista, anche se in effetti l'avevo già letto in un bel libro: ISHMAEL di Daniel Quinn, da cui poi è stato liberamente tratto il fil Instinct.
Se queste teorie le hai reperite da altre fonti ti pregherei (ahahah) di menzionarle in futuri interventi, questo facilita il confronto. Grazie
"Il re è nudo"