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Spazio dedicato ad ipotesi negative e di rigetto del VP

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FrancescoV
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User offline. Last seen 1 anno 19 settimane ago. Offline
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Insomma ci vogliono anche quelle, o no?

Dunque prima ancora di affrontare il VP, consideriamolo alla pari della clava.

Anzi, caliamoci nei panni dei primi ominidi che inventarono la prima clava.

Intanto, fu un'invenzione dei primi ominidi per dedicarsi meglio alla caccia?

Oppure fu inventata dal primo ominide che la usò per dominare gli altri suoi simili?
ed altrettanto lo compresero i suoi simili che iniziarono ad usare la stessa clava per difendersi.

Siamo capaci di scoprire questo lato oscuro del nostro atavico passato prima di affrontare il nostro futuro (che è quasi più facile)? a me pare fondamentale per comprendere l'indole umana.

Dunque si potrebbe partire dall'ipotesi che i primi primati si evolvettero dallo status di erbivori in onnivori (che mi pare la più gettonata nella comunità scientifica, ma su cui mi piacerebbe avere delucidazioni non essendo del campo),

L'essere onnivoro rende diverso dall'essere esclusivamente carnivoro, e forse espresso da me in modo un po' troppo banale, rende anche l'idea delle basi di partenza delle prime comunità di umani: ibridi della catena alimentare dediti a caccia e a fruizione dei frutti spontanei della natura (o indizi della "sottomissione" con cui l'uomo "domina"?).

Infine, quando avremo identificato il comportamento di fondo che spinge l'uomo,
allora potremo discutere anche delle pezze ipotetiche perché ne conosceremo anche le cause, ma questo potrebbe valere per qualsiasi cammino evolutivo intrapreso.

E sempre che siano soluzioni, perché ad esempio chi propone di incidere su questo lato caratteriale ritoccando la catena alimentare, tipo buttarla tutto sul "diventiamo tutti vegetariani" non significa risolvere il problema alla "radice", anzi significa aprire altri cortocircuiti...

Ad esempio i branchi di "erbivori" si muovono in branco proprio perché non sentono alcun bisogno di sottomettere la natura che offre a loro frutti spontanei.

Invece i branchi di "carnivori" si muovono in branco perché la fame di proteine li costringe a "sottomettere" fino al "sacrificio" le loro prede ricche di proteine (e qui echeggiano le aberrazioni delle primordiali religioni sacrificali).

Appunto in questo ciclo alimentare si inserirono pure le comunità umane primordiali, divenute onnivore e quindi ibridi.

Ed è forse la nostra atvica indole erbivora che talvolta fa propendere molti verso soluzione eque tipico dei branchi di prede?

Ed è forse la nostra atavica indole carnivora implementata eoni or sono che talvolta fa propendere alcuni verso il desiderio del tipico desiderio di sottomissione e privilegio gerarchico tipico dei branchi di predatori?

Ed ancora è la nostra ibrida indole onnivora a farci propendere per soluzioni eguali di "dominio"? [ purtroppo il concetto fa acqua, ma se scrivo troppo, difficile si legga fin qui :p ]

Per questo a me il VP sembra un po' come la primordiale clava, l'osso per terra esiste già, ma che uso ne faremo o ne farà il potere?

Ora ulteriore osservazione fondamentale, pur non essendo un etologo, non mi pare che nel regno animale esistano branchi di erbivori che necessitino di tane o costruzioni, ad esempio pure gli uccelli che costruiscono nidi sono divoratori di insetti piuttosto che erbivori. La catena alimentare in cui si è inseriti quindi influenza anche il modo di delimitare lo spazio vitale di una specie.

Dunque neutralizzare la primaria indole erbivora a favore della secondaria carnivora significherebbe oltrepassare addirittura i limiti attuali collegati al desiderio di dominio di pochi... o anche ritornarvi se solo ciò collimasse con i moderni studi antropologici a riguardo di popolazioni cannibali o anche dedite a sacrifici umani.

Altrettanto neutralizzare la secondaria indole carnivora a favore di quella erbivora significherebbe tornare metaforicamente sul ramo da cui scendemmo.

Quest'ultimo passo inteso non nel senso che non vi possa essere un'evoluzione tecnologica elevata per supportare lo stile "erbivoro", ma significherebbe snaturare la nostra indubbia capacità di voler piegare cose ed eventi a nostro servizio favorendo più l'adeguamento al branco (che come suggerisce il nome uccide il desiderio di creatività favorendo la stasi evolutiva in entrambi i casi, sia carnivoro che erbivoro).

Ecco quindi che alla fine di tutte queste domande, io mi dò una risposta totalmente diversa se non evasiva da quelle sul ciclo alimentare (seppur importanti):

l'umanità per crescere come una pianta sana ha bisogno di "benefico cibo" per la mente.

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«Il potere uccide i suoi sogni perché non ne ha altri oltre quello di dominare i suoi peggiori incubi»

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