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Una società non virtuosa può affrontare i delicati passaggi che caratterizzano questo millennio?

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FrancescoV
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Escludendo da questo primo ragionamento la virtù, ebbene per quanto riguarda i nobili intenti del Progetto venus io lo considero fattibile solo in uno scenario futuro di equilibrio demografico, che al momento non c'è.

Ma nello scenario presente tutt'altro che equilibrato demograficamente, possiamo fidarci ingenuamente dell'idea che 8 miliardi di persone si trasformeranno in nuovi docili consumatori, di cui i vecchi consumatori sono già causa di molteplici crisi di portata mondiale...

Ed è qui che giunge imperiosa la virtù, possiamo rischiare l'errore commesso da Rosseau:

Rosseau ha scritto:
"Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire questo è mio e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli che fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quanti assassini, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: guardate dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!"

ebbene possiamo commettere il suo stesso errore di identificare monoliticamente il concetto di guardiani con quello della spregevole dinastia francese abbattuta? Rosseau avrebbe riservato lo stesso trattamento ad un Salomone seduto sul trono della Giustizia non per diritto ma perchè unico a dirimere saggiamente le diatribe?

Anzi a ben guardare forse certi avidi padroni acefali (i profitti azionari privi di umanità) di oggi sono gli impostori che paradossalmente tutti nessuno escluso è costretto a fronteggiare insieme ai 7 miliardi di voraci locuste che ormai siamo divenute, eppure in un tempo non molto lontano vi erano anche guardiani frammisti a padroni impostori.

Vi sono poi popoli in cui si può abbattere la monarchia, poi la tirannia, poi l'aristocrazia, poi addirittura la democrazia partecipativa consegnandola nelle mani di quella diretta, ma se quel popolo non è virtuoso che ne sarà dopo che avrà scoperto chi è veramente il famoso impostore di Rosseau? e tale è il popolo consumista disperso nell'edonismo più bieco ben riassumibile in speciali "spigole di mare aviotrasportate"?

Ma soprattutto, c'è ancora tempo utile per comprendere che senza virtù non esiste alcuna libertà che valga la pena di vivere?

Quando veleggio verso una società virtuosa non ho tanto bisogno di sognare, mi basta voltare lo sguardo verso le fratellanze monacali sorte nei secoli bui dell'Europa e dell'estremo oriente. Il tutto banalmente osservato con le lenti di una adeguata revisione in chiave moderna. In fondo cosa sono le comunità scientifiche di oggi, seppur con tutti i distinguo, se non un'evoluzione delle comunità che un tempo coltivarono orti e spirito innovando civiltà e preservandone i semi, e badiamo bene con i mezzi che ebbero a disposizione... figurarsi se oggi...

Facendo tutti i distinguo che volete ovviamente (ognuno condizionato dai tempi), un senso era farlo 300 anni fa quando la popolazione mondiale si stima fosse intorno al miliardo di individui, tutt'altro oggi che ci sono 6 persone su 7 che attendono i 6/7 di ciò che sta in mano ad uno. Il problema sta lì, il problema sta che forse non potremo mai spiccare il volo verso nuove frontiere senza abbandonare le nostre vestigia mercantili, ed il problema cui dibatto ora non rimarrà immutato, bensì avanzerà con la forza di un esercito di di voraci locuste.

Sarà un compito immane risvegliare le coscienze, siamo veramente disposti a tale sacrificio?

Noi stessi siamo pronti a spezzare in 7 parti ciò che ci rimane dai rimasugli del nostro sciupone comportamento consumista per salvare gli altri 6? o addirittura ci illudiamo di inoltrarci verso infernali percorsi di conservazione della specie senza pagarne grave pegno?

Io sono un sognatore, ma proprio per questo vedo solo una soluzione diversa da scenari crudelmente istintivi:

idee accompagnate da equilibrata sussistenza, questo serve per ottenere tale traguardo, un "ora et labora moderno", un "in medio stat virtus", un "conosci te stesso".

Continuerei ancora queste mie ardite riflessioni, ma mi fermo... perché giustamente a ciascuno la propria via verso le alte vette di Shambhala dove prima o poi metaforicamente ci re-incontreremo.

Infine per chi pensi sia stato tempo gettato legger fin qui, lo invito ad ignorarmi gettandomi nella sana indifferenza del moderno rogo per eretici.

Ma come si suol dire il tempo è prezioso per tutti in questi tempi che neanche corrono più verso l'ignoto, e di certo non gliene avrò rubato più di quanto abbia dedicato altre volte "gratuitamente" per ore di fila a qualche spettacolo televisivo, ce ne sono di gradevoli come evidentemente a suo giudizio di noiosi pari a questo messaggio che ha appena terminato di leggere.

Agli altri di tutt'altro parere non c'è bisogno che dica che sono anch'io impaziente di leggere le loro, e non di risposte a questo banale messaggio, ma di apporti al progetto in cui crediamo.

A tutti voi dunque non mi rimane che augurare un arrivederci nell'idiliaca Agarthi in cui ovunque essa sia ci sapremo riconoscere ;)

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«Il potere uccide i suoi sogni perché non ne ha altri oltre quello di dominare i suoi peggiori incubi»

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FrancescoV
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Riassunto di ciò sopra

Una società virtuosa può affrontare i delicati passaggi che caratterizzano questo millennio?

oppure possiamo fidarci che 8 miliardi di persone si trasformeranno allegramente in nuovi docili consumatori, già causa di molteplici crisi di portata mondiale.

Io quando penso a società virtuosa intendo una revisione in chiave moderna delle fratellanze monacali tipiche dell'Europa dell'estremo oriente.

Ora ci sono 6 persone su 7 che attendo 6/7 di ciò che sta in mano ad uno.

Dunque sarà un compito immane risvegliare le coscienze, ma siamo veramente disposti a tale sacrificio?

in cui idee accompagnino l'equilibrata sussistenza, un ora et labora moderno, un "in medio stat virtus", un "conosci te stesso".

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