Una società non virtuosa può affrontare i delicati passaggi che caratterizzano questo millennio?
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Escludendo da questo primo ragionamento la virtù, ebbene per quanto riguarda i nobili intenti del Progetto venus io lo considero fattibile solo in uno scenario futuro di equilibrio demografico, che al momento non c'è.
Ma nello scenario presente tutt'altro che equilibrato demograficamente, possiamo fidarci ingenuamente dell'idea che 8 miliardi di persone si trasformeranno in nuovi docili consumatori, di cui i vecchi consumatori sono già causa di molteplici crisi di portata mondiale...
Ed è qui che giunge imperiosa la virtù, possiamo rischiare l'errore commesso da Rosseau:
ebbene possiamo commettere il suo stesso errore di identificare monoliticamente il concetto di guardiani con quello della spregevole dinastia francese abbattuta? Rosseau avrebbe riservato lo stesso trattamento ad un Salomone seduto sul trono della Giustizia non per diritto ma perchè unico a dirimere saggiamente le diatribe?
Anzi a ben guardare forse certi avidi padroni acefali (i profitti azionari privi di umanità) di oggi sono gli impostori che paradossalmente tutti nessuno escluso è costretto a fronteggiare insieme ai 7 miliardi di voraci locuste che ormai siamo divenute, eppure in un tempo non molto lontano vi erano anche guardiani frammisti a padroni impostori.
Vi sono poi popoli in cui si può abbattere la monarchia, poi la tirannia, poi l'aristocrazia, poi addirittura la democrazia partecipativa consegnandola nelle mani di quella diretta, ma se quel popolo non è virtuoso che ne sarà dopo che avrà scoperto chi è veramente il famoso impostore di Rosseau? e tale è il popolo consumista disperso nell'edonismo più bieco ben riassumibile in speciali "spigole di mare aviotrasportate"?
Ma soprattutto, c'è ancora tempo utile per comprendere che senza virtù non esiste alcuna libertà che valga la pena di vivere?
Quando veleggio verso una società virtuosa non ho tanto bisogno di sognare, mi basta voltare lo sguardo verso le fratellanze monacali sorte nei secoli bui dell'Europa e dell'estremo oriente. Il tutto banalmente osservato con le lenti di una adeguata revisione in chiave moderna. In fondo cosa sono le comunità scientifiche di oggi, seppur con tutti i distinguo, se non un'evoluzione delle comunità che un tempo coltivarono orti e spirito innovando civiltà e preservandone i semi, e badiamo bene con i mezzi che ebbero a disposizione... figurarsi se oggi...
Facendo tutti i distinguo che volete ovviamente (ognuno condizionato dai tempi), un senso era farlo 300 anni fa quando la popolazione mondiale si stima fosse intorno al miliardo di individui, tutt'altro oggi che ci sono 6 persone su 7 che attendono i 6/7 di ciò che sta in mano ad uno. Il problema sta lì, il problema sta che forse non potremo mai spiccare il volo verso nuove frontiere senza abbandonare le nostre vestigia mercantili, ed il problema cui dibatto ora non rimarrà immutato, bensì avanzerà con la forza di un esercito di di voraci locuste.
Sarà un compito immane risvegliare le coscienze, siamo veramente disposti a tale sacrificio?
Noi stessi siamo pronti a spezzare in 7 parti ciò che ci rimane dai rimasugli del nostro sciupone comportamento consumista per salvare gli altri 6? o addirittura ci illudiamo di inoltrarci verso infernali percorsi di conservazione della specie senza pagarne grave pegno?
Io sono un sognatore, ma proprio per questo vedo solo una soluzione diversa da scenari crudelmente istintivi:
idee accompagnate da equilibrata sussistenza, questo serve per ottenere tale traguardo, un "ora et labora moderno", un "in medio stat virtus", un "conosci te stesso".
Continuerei ancora queste mie ardite riflessioni, ma mi fermo... perché giustamente a ciascuno la propria via verso le alte vette di Shambhala dove prima o poi metaforicamente ci re-incontreremo.
Infine per chi pensi sia stato tempo gettato legger fin qui, lo invito ad ignorarmi gettandomi nella sana indifferenza del moderno rogo per eretici.
Ma come si suol dire il tempo è prezioso per tutti in questi tempi che neanche corrono più verso l'ignoto, e di certo non gliene avrò rubato più di quanto abbia dedicato altre volte "gratuitamente" per ore di fila a qualche spettacolo televisivo, ce ne sono di gradevoli come evidentemente a suo giudizio di noiosi pari a questo messaggio che ha appena terminato di leggere.
Agli altri di tutt'altro parere non c'è bisogno che dica che sono anch'io impaziente di leggere le loro, e non di risposte a questo banale messaggio, ma di apporti al progetto in cui crediamo.
A tutti voi dunque non mi rimane che augurare un arrivederci nell'idiliaca Agarthi in cui ovunque essa sia ci sapremo riconoscere ;)
La domanda è: quando capiranno? Capiranno con le buone (accogliendo le nuove informazioni e ragionandoci apertamente) o le cattive (quando inizieranno a sentirsi il terreno franare sotto i piedi)?
P.S. Mettere le "nuove menti" sempre su un piano da "consumatori" mi sembra un po' materiale.
Del resto che hai scritto, sinceramente, non ho capito tanto. :)
P.S. Mettere le "nuove menti" sempre su un piano da "consumatori" mi sembra un po' materiale.
No, non intendevo affatto ciò, solo non avevo tempo per scrivere che quello è il modello su cui molti si illudono di continuare a crescere oggi, ossia nuovi mercati in grando di supportare ed ampliare quello occidentale ormai asfissiato, che saturo lo era già 15 anni fa. Lì sarà il punto di non ritorno, o se vuoi il critico punto di partenza del VP... scrivo critico perché appunto ti ritroveresti a fronteggiare non più 1 miliardi di voraci locuste, ma almeno altri 3-4 miliardi di locuste voracissime... e non più sodisfabili perché sistema "out of order" in quanto giunto al capolinea. Ed in scenari similari non si è mai visto nella storia dell'umanità un disinnesco delle tensioni, anzi caso mai fanno da innesco a progetti tutt'altro che nobili.
Per buttarla un po' umoristicamente sul contesto attuale, perche il sistema riesca proseguire la corsa consumista senza contraccolpi, dovrebbe tutto d'un botto spostare verso consumi più virtuali, ma hai voglia... parliamo di fanatici del consumo "carnoso&sugoso", prova a dirgli di leggersi anche solo un libro... toh al massimo potrebbero impedir loro di abusare nei consumi attirandoli su altri consumi virtuali un po' meno nobili, tipo farli giocare al lotto, spennargli l'intero stipendio e costringerli a rimanersene a casa, ecco che allora se gli porti un libro, forse... ma neanche, perché guarderebbero la TV, ma almeno però senza portafoglio non consumerebbero più ciò che guardano negli spot :D
La domanda è: quando capiranno? Capiranno con le buone (accogliendo le nuove informazioni e ragionandoci apertamente) o le cattive (quando inizieranno a sentirsi il terreno franare sotto i piedi)?
Pur avendo fiducia nella bontà e nelle intenzioni del VP, io non ho granché fiducia che collettivamente si arrivi anche solo minimamente ad una transizione morbida verso un sistema efficiententemente virtuoso.
Forse e dico forse, il VP può servire come seme da far custodire al tempo, e chissà un giorno qualcuno lo pianterà in tempi tornati abbastanza "pacifici" per rifondare da zero le strutture sociali.
Io baso il mio ragionamento sul "pregiudizio" che ho verso le masse, siamo abituati a farci tutti assieme una risata per qualche gag (pure il primo video di Zeitgeist inizia così ;) ), a farci scendere una lacrimuccia per il kolossal... ed altrettanto a pensare di provvedere collettivamente ai pericoli, ma ciò accade solo di fronte a grandi emergenze che ci coinvolgano direttamente, e prima che tutto ciò accada va da sè che le masse soffrono della sindrome di Cassandra :) ossia qualsiasi voce fuori dal coro viene estromessa come portatrice di sventura.
Già ora, in presenza di gravi catastrofi ci siamo abituati ad assistere come ad uno spettacolo, inviamo un SMS e finisce tutto lì il risveglio collettivo dell'istinto di sopravvivenza. Di fatto, affinché si risvegliassero dal torpore almeno la metà, dovrebbero assistere di persona, piuttosto che in diretta TV, a catastrofi di portata globale il che a questo punto porterebbe di fronte alla constatazione che il VP non sarebbe più realizzabile.
Non lo sarebbe in primo luogo perché il VP è un progetto di pace, e come tale può essere concepito ed anche realizzato, solo dando a priori una transizione che non solo preservi la condizione pace, e quindi anche "benessere" diffuso (nel metro di giudizio accettato da chi transige), ma anche la stessa "pace" di cui ha bisogno per sorgere. Ed infatti l'intento di Zeitgeist è risvegliare la coscienza intelligente della specie ora, piuttosto che tentare aleatoriamente di solleticare un istinto di sopravvivenza la cui assenza di catastrofi risulterebbe solo un tentativo vano. Ma hai voglia fin quando il cellulare squilla, l'automobile sfreccia...
Insomma col VP parliamo di questioni anni luce dal nostro modello attuale incentrato sul fascino mercantile (ciò che in realtà era la democrazia ateniese) rispetto all'essere virtuosi (estremizzando la democrazia spartana, ben inteso che nulla ha a che vedere con VP, ed idealizzando il Regno di Salomone o la Gerusalemme Celeste e così via). Quest'ultimo tratto virtuoso inteso non tanto col metro della qualità di tale virtuosità, ma come collettività in grado di compiere scelte ardite sulla base di principi di qualsiasi natura (sepppure per gli spartani tale principio fosse la battaglia). In un certo senso pure la moderna società consumista tramuta in virtù l'edonismo consumista sfrenato, di conseguenza oggi puoi invitarli con la pubblicità ad indossare le mutande in testa, ma non riuscirai mai a convincerlo che le mutande non si devono tenere in testa... Il proibito, il tabù, il dissacrante non erano solo bigottismi, ma erano anche dei limiti talvolta pure propedeutici. Ma oggi quando tolgono i limiti del proibito, abbattono i confini del lecito per VENDERE (non per libertà e chiacchiere varie, ben inteso), uccidi anche la virtù. Ed uccisa la virtù, il mondo diviene un grande "lunapark", anzi un paese dei balocchi.
In secondo luogo ritengo realistico che, pur avvenissero accadimenti disastrosi di portata globale in grado di indurre ad una reazione collettiva che rigetti lo status quo, ebbene in quel caso il VP diverrebbe un po' come tentar di dare la tinta ad una casa incendiata per renderla meno abbrustolita, ed il tutto in un'epoca indefinita ed anarchica che lascia adito ad eventi ben più intricati di ora per favorire un risveglio collettivo delle coscienze.
Per questo in entrambi gli scenari vedo il VP più come progetto seme da far custodire e seminare al momento giusto.
Poi a dir il vero io riesco a snocciolare ben più agevolmente
gli scenari attuali che i nostri pur nobili "se", ed il verso cosa
volgono le soluzioni i problemi attuali non sono tanto difficili da afferrare, perché il potere delle elite non mi sembra celi enigmi sulle reali intenzioni, la differenza sta solo nell'averlo e nell'esserne privi.
"Ottimisticamente" parlando dunque io sono convinto che il potere
delle elite mercantili (democrazie e comunismo) metteranno in cantiere
scenari molto drastici, a nostre spese e a quelle di chi ci sbertucciava
come cassandre "catastrofiste".
Alla fine lo status quo non riuscirà ad arginare i gravi problemi
perché avrà semplicemente tentato di spostare i problemi sotto il
tappeto, pena la perdita dello status di elite, e cosi si arriverà
alla pozza d'acqua inquinata irreversibilmente.
A quel punto sì che tutti muoveranno il fondoschiena, ma mentre averlo fatto ora avrebbe significato guadagnare almeno 50/100 anni di vantaggio sui rischi, ecco che in quel tempo reagire significherà solo evitare di cadere in una decadente barbarie.
E questo è lo scenario più "ottimista", perché lo scenario più "realistico" è che vi sia un'ecatombe pianificata (epidemie, guerre locali come in epoche passate) finalizzate a limitare da un lato l'esplosione demografica e
dall'altro a ritagliare una fetta di potere ancora più ampio per le elite mercantili che già dominano, pronte a quel punto per indossare le vestigia rinnovandosi come aristocrazia (processo di cristallizazione sociale già in corso e a stato molto avanzato, perché così accade nelle democrazie dopo meno di poche generazioni).
Lo scenario invece più "spregevolmente fantascientifico" è che preparino silenziosamente una sorta di Arca di Noè (fissa o mobile), e salvassero il loro fondo schiena lasciando nel guano il resto del mondo, e sterminandola come sibiliano certi racconti nel Decameron del Boccaccio... molti poteri forti che nella Bibbia hanno radici, non sono poi molto lontani dal non aver remore ad idealizzare soluzioni del genere... non farebbero altro che citarlo poi ai loro posteri come coloro che sono scampati al castigo di Dio in Terra.
Insomma, io non ce li vedo i Bruce Willis (faccio per buttarla in spettacolo :) ) che salvano il mondo, a far gli attori son sicuramente formidabili, ma a far i ricchioni col chiulo degli altri lo sono ancora di più ;) , e perdonatemi questa volgare battuta :)
Del resto che hai scritto, sinceramente, non ho capito tanto. :)
E hai ragione, dato che ho buttato di getto riflessioni scritte divagando troppo senza aver voglia di aggiustarle qua e là dato che non erano granchè :p
Proprio per questo dopo ho tentato di rimediare inserendo una sintesi di poche righe nel messaggio successivo che non avrai visto tanto sono "nascosti" questi 3d ;)
In pratica sottintendo che senza un percorso virtuoso, sarà assai
difficile affrontare qualsiasi cambiamento futuro, e ho usato il
raffronto coi monasteri, proprio perché furono (pur con tutti i
distinguo) uno dei rifugi dalla barbarie. A mio avviso lo furono
anche perché coltivarono prima di tutto la virtù, ben riassunta
nell'ora et labora.
Poi butto lì l'idea di evolvere tale concetto in chiave moderna,
e considerarlo tra i capisaldi dello stesso progetto Venus
che tenta di preconizzare una società evolutasi dal modello attuale.
In fondo quell'ora et labota non è molto distante dalla rotazione
dei lavori che avveniva nei monasteri, pure il VP indica un periodo
da dedicare al proprio tempo libero ("ora" che tradurrei in propria
spiritualità umana), e quello al lavoro in cui coltivare cooperativamente
un progetto di sussistenza comune ("labora").
Un po' anche come dire, già altri prima di noi ci hanno pensato a
modelli sociali funzionanti ed alternativi al clichè "mercantileggiante",
il problema è che il popolo li abbandona appena rivede l'orizzonte rasserenato proprio grazie a quei modelli sociali (e potremmo tornare all'indietro fino alla notte dei tempi per trovare modelli di cooperazione nello spirito simile anche al VP, tutti però in prossimità dell'inizio e fine di cicli di dominio monocratici, poi sempre restaurati).
P.S.
maremma zozza quanto scrivo, per forza poi non si capisce poi... ed in meno di mezz'ora ARGHHH... vabbè dopo se ho tempo, metto un altro messaggio riassuntivo di questo :p
Insomma, pensi che al cambiamento ci si arriverà con le cattive...
Io preferisco pensare che è tutto da vedere.
Sì, ma in quel "cattive" può starci benissimo la decadenza attuale (evidente nell'immobilismo causato dal sistema arricchimento-denaro-risorse), che dverrà barbarie incivile.
> Io preferisco pensare che è tutto da vedere.
Giusto, ed è questa la forza che può tramutare l'incubo in sogno. Ma serve una luce, una forte luce che incammini anche i più ritrosi senza bisogno di alcuna forzosa imposizione del potere. Da servi del capobranco a dediti al bene comune.
Zeitgeist, può essere quella luce singola divenuta luce collettiva?
Anche a me sembra paradossale, eppure prima di esistevano le luci "politeiste", poi venne Mosè con la sua luce "monoteista", poi il messia/mitra/maometto con la sua luce "esemplare".
La butto lì, se cambiasse la mentalità domani potremo permetterci di lavorare tutti per qualcosa, un grandioso progetto, ognuno dedito alle sue attività per produrre non più merci, ma strumenti.
Poi quale senso riusciremo a dare a tali strumenti?
Internet tale era nelle intenzioni originarie, strumento messo a disposizione della comunità scientifica, o no? ed il VP ricade nella stessa ottica.
Oppure torneremo ad usare internet per spulciarci a vicenda come primati prima tecnologizzati ed ora telematizzati?
Guardiamo come vengono usati ad esempio certi siti, vetrine per mettere in mostra l'ultimo pesce pescato, insomma edonismo imperante.
E tale atteggiamento mica lo "demonizzo" (nel senso negativo), nemmeno lo disprezzo, ma lo definisco quale piacevole decadenza del compiacersi guardandosi allo specchio, uno specchio in cui "pare" non invecchiare mai.
Altrettanto, ma con le differenze del caso si potrebbe dire del discutere qui con la propria identità. MA io stesso per molti anni ho sempre usato dei nickname con cui celare le mie idee ovunque, ora è diverso perché la mia identità e quella di tanti altri si fonde "innocuamente" nella stessa idea di fondo del Venus Project. Qui nessuno cerca il primato o il podio su cui ergersi ad icona, qui cerchiamo di contribuire a prescindere dal proprio tornaconto personale, anzi a dirla tutta fosse l'obiettivo di primeggiare ci converrebbe dedicarci a qualsiasi altro intento.
Ma non lo faremo mai, perché in fondo abbiamo tutti qui l'ambizione più ambiziosa di tutte, fare dell'umanità un grandioso luminoso capolavoro di tutti e per tutti. Sarà forse presuntuoso definirla quale più nobile ambizione?
Ad ognuno il proprio scopo vitale, che io rispetto quanto esigo venga reciprocamente rispettato il mio.
Proprio per questo preferisco morire come Icaro mettendo in conto anche di precipitare nella sofferenza, piuttosto che altro.
Internet tale era nelle intenzioni originarie, strumento messo a disposizione della comunità scientifica, o no? ed il VP ricade nella stessa ottica.
Oppure torneremo ad usare internet per spulciarci a vicenda come primati prima tecnologizzati ed ora telematizzati?
Quindi qualunque strumento si creerà sarà utilizzato in quest'ottica.
E tale atteggiamento mica lo "demonizzo" (nel senso negativo), nemmeno lo disprezzo, ma lo definisco quale piacevole decadenza del compiacersi guardandosi allo specchio, uno specchio in cui "pare" non invecchiare mai.
Altrettanto, ma con le differenze del caso si potrebbe dire del discutere qui con la propria identità. MA io stesso per molti anni ho sempre usato dei nickname con cui celare le mie idee ovunque, ora è diverso perché la mia identità e quella di tanti altri si fonde "innocuamente" nella stessa idea di fondo del Venus Project. Qui nessuno cerca il primato o il podio su cui ergersi ad icona, qui cerchiamo di contribuire a prescindere dal proprio tornaconto personale, anzi a dirla tutta fosse l'obiettivo di primeggiare ci converrebbe dedicarci a qualsiasi altro intento.
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Una società virtuosa può affrontare i delicati passaggi che caratterizzano questo millennio?
oppure possiamo fidarci che 8 miliardi di persone si trasformeranno allegramente in nuovi docili consumatori, già causa di molteplici crisi di portata mondiale.
Io quando penso a società virtuosa intendo una revisione in chiave moderna delle fratellanze monacali tipiche dell'Europa dell'estremo oriente.
Ora ci sono 6 persone su 7 che attendo 6/7 di ciò che sta in mano ad uno.
Dunque sarà un compito immane risvegliare le coscienze, ma siamo veramente disposti a tale sacrificio?
in cui idee accompagnino l'equilibrata sussistenza, un ora et labora moderno, un "in medio stat virtus", un "conosci te stesso".
«Il potere uccide i suoi sogni perché non ne ha altri oltre quello di dominare i suoi peggiori incubi»