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Summit "Firenze 10+10": 6. Jacopo Armistani - Open Source Ecology


Sesto intervento di Jacopo Armistani, fondatore di Open Source Ecology Italia, al Summit "Firenze 10+10" del 10 Novembre 2012.

Licenza Creative Commons BY-NC-SA 3.0 Unported.
Soundtrack in CC: Epic Soul Factory - The Gift of the Gods

La fine della crescita



Fonte
Traduzione di Andrea Taeggi e Vincenzo Barbato

Per gran parte della storia dell’umanità, il reddito medio globale è ammontato a circa 1$ e 2$ al giorno e la crescita del reddito è stata superiore allo zero solo in maniera marginale, mediamente attorno allo 0.033% annuali, dall’anno 0 al 1868 e probabilmente anche meno durante i millenni precedenti. Tra il 1868 e il 1968, tuttavia, la crescita del reddito reale pro capite incrementò improvvisamente di quaranta volte toccando l’1.43% l’anno e nel periodo in cui io nacqui la media del reddito pro capite nel mondo aveva raggiunto circa 10 $ al giorno. Nel corso della mia vita, la crescita del reddito è stata mediamente di 1.96 %, il che implica che la media pro capite del PIL nel mondo sia ora superiore ai 20 $ giornalieri. Il tasso di crescita ha continuato ad incrementare costantemente, raggiungendo una media di circa 2.94% all’anno, nella prima decade di questo secolo. Un tale tasso di crescita non ha precedenti nella storia della nostra specie.

La domanda cruciale è: la crescita continuerà a questa velocità e forse addirittura accelererà? Oppure l’intensificarsi della crescita negli ultimi 150 anni è solo un’anomalia che sta volgendo al termine?

Siamo ciò che viviamo



Fonte
Traduzione di Daniela Chiusolo, Daniel Iversen e Vincenzo Barbato

Secondo quanto afferma uno studio realizzato dai ricercatori della Commonwealth University in Virginia (VCU), le esperienze della nostra vita - gli alti e bassi e tutto il resto nel mezzo - ci formano, restano dentro di noi e influenzano il nostro punto di vista emozionale nella vita adulta.
Questo studio dimostra che, oltre al patrimonio genetico, anche le esperienze che viviamo influenzano in maniera significativa i nostri livelli di ansia e depressione.

“In un’epoca in cui si riserva grande attenzione alla genetica per l’una o l’altra caratteristica della personalità, è importante ricordare che anche le esperienze che derivano dall’ambiente contribuiscono a renderci le persone che siamo” afferma il responsabile della ricerca, Dott. Kenneth Kendler , Direttore dell’Istituto di Genetica Psichiatrica e Comportamentale dell’Università della Virginia.

Zeitgeist Milano | Proiezione video e incontro Società Sostenibile - Sabato 16 Febbraio


Evento facebook

  • Dove: Negozio Civico ChiAmaMilano, in Via Laghetto 9/11 (MM1 o MM3 duomo)
  • Quando: Sabato 16 febbraio 2013, dalle 15:00 alle 18:00

Bene,

Israele ama l’Iran


Sito ufficiale

Finalmente doppiato in italiano il TED che mostra questo progetto meraviglioso.
Con comprensione, empatia e la connessione della rete Internet, si riesce forse veramente a cambiare il mondo.

I soldi non sono sempre un valido incentivo per lavorare


di Tiziana Ronchietto
L’uomo è un massimizzatore di ideali, non di profitto!
Al contrario di quello che comunemente si pensa, il denaro non crea un valido meccanismo motivazionale.
Una ricerca di anni svela la sorprendente verità su cosa realmente ci motiva e smentisce clamorosamente il luogo comune che vede l’uomo facilmente manipolabile, prevedibile e portato a produrre risultati direttamente proporzionali al compenso.

Intervista a Federico Pistono su TZM Interviews

Traduzione di Daniel Iversen, revisione di Claudio Galbiati

Le “TZM Interviews” sono una nuova forma di dialogo che porta persone proattive, visionarie e stimolanti all’interno del discorso su come il metodo scientifico mirato alle problematiche sociali si applichi alla sostenibilità globale e su come effettivamente cambiare il mondo. Questo mese abbiamo come ospite Federico Pistono, ex coordinatore della sezione italiana del Movimento Zeitgeist, autore, blogger, attivista e altro..

TZM: Ieri stavo proprio pensando alla disoccupazione tecnologica. Cinque anni fa, quando il TZM ha iniziato la propria attività, era molto difficile riscontrare un qualsiasi riferimento a questo problema nel mondo reale; molti potevano dire di non averne mai sentito parlare e in effetti sarebbe potuta sembrare un’idea senza senso. Oggi però abbiamo delle menti brillanti che discutono di questo argomento. Recentemente hai condiviso un video dove Peter Diamandis fa un commento su questo tema. Anche Wired ha scritto un LUNGO articolo subito dopo che hai pubblicato “Robots will Steal Your Job, But That’s OK”. Io penso di poter dire che le cose siano cambiate e che abbiamo introdotto con successo il concetto di disoccupazione tecnologica dentro allo zeitgeist. Forse non siamo ancora a quel punto per quanto riguarda l’obsolescenza programmata o l’economia di stato stazionario, tuttavia penso che questa sia comunque una grande pietra miliare, forse la più importante dopo Occupy Wall Street. Che cose ne pensi? Stiamo mirando al mainstream oppure ci dovremmo preoccupare di organizzare quelli che già sono a favore del Modello di Economia Basato sulle Risorse?
FP: Penso che abbiamo fatto un lavoro incredibile nel diffondere idee non convenzionali come la disoccupazione tecnologica. Solo qualche anno fa ci consideravano dei pazzi a parlare di queste cose, ora, invece, è sotto i riflettori, e presto tutti quanti si prenderanno il merito di aver pensato a ciò con largo anticipo. Questo è un bene: le idee si spargono, la società si evolve. E’ un processo, molto ben definito e con passi molto chiari e ben identificabili da fare nel mezzo; ci vuole solo del tempo, ma alla fine è inevitabile. E’ una inevitabile conseguenza dell’essere curiosi per il fatto che abbiamo sviluppato l’abilità di manipolare strumenti, trascendendo i nostri limiti biologici, e che abbiamo sviluppato un linguaggio con il quale possiamo diffondere idee alla velocità della luce.

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